Musica ed economia
Serie: Buonanotte Barcellona
- Episodio 1: On the air
- Episodio 2: Buonanotte Barcellona
- Episodio 3: El Raval
- Episodio 4: Luci e barche
- Episodio 5: Tum! Tum! Il Re del Mojito
- Episodio 6: Supercazzola come fosse
- Episodio 7: Musica ed economia
STAGIONE 1
Fu in quei giorni che pensammo di scrivere quella lettera, la lettera di dimissioni, mentre ci accorgevamo che avremmo potuto fare dei gran bei soldi, nonostante avessimo tutto ciò di cui avessimo bisogni.
Siamo in cucina e prepariamo una spaghettata, le piante sono rigogliose nel loro ripostiglio, che ripostiglio non è se non uno spazietto ricavato su una finta lavanderia, posta in un finto balconcino proprio dietro la cucina. Ieri sera ci siamo trovati a dare da fumare a una prostituta, una ragazza molto intelligente, con cui ci siamo fermati a chiacchierare prima di alzare la saracinesca. Si chiamava Julia, e veniva da Caracas, in Venezuela. Ci raccontava di Chavez, e di come sia del tutto simile a un misto tra Gandhi e Mussolini, santificato da alcuni e miticizzato da altri, solo un politico, niente di meno di uno psiconano, o di un Bersani qualunque salito al capezzale della patria. Non si stava male in Venezuela, ma aveva scelto di venire in Spagna, perché voleva voluto sentirsi al centro del mondo, potere studiare e vivere al centro del mondo. Purtroppo però doveva accontentarsi di darla a qualche idiota con i soldi per mantenere una retta universitaria importante, e non tutti sono li a farti provare un lavoro, insomma non una prostituta, ma una ragazza intelligente per certi versi, o quanto meno pratica nella scelta delle priorità.
Le abbiamo dato da fumare, e la sera stessa era passata a salutarci:
«Chico que pasa?»
Era venuta per dell’altra maria, e ci trovava tutti indaffarati, con una stanza che chiedeva solo aria per tutto quel fumo che ci eravamo creati, un fumo di oblio felice, che ci aveva fatto nascondere alla Rambla.
Un fumo di immagini distorte, di musica, di danze, di risate, con qualche rialzo di saracinesca, giusto a vedere che birre porta il pakistano del Raval, o quasi a dire al mondo, noi ci siamo ma per ora siamo a letto. Aspettateci.
O qualsivoglia vogliate fare, fatelo, tanto saremo tra poco li con voi. Quasi un dietro le quinte di uno show televisivo, dove noi eravamo concorrenti o presentatori, è lo stesso, eravamo dietro le quinte a rifarci il trucco e a sentire blues e jazz, e nelle quinte io scrivevo questo quando sentivo blues.
Blues
Tromba,
blu,
onde,
linea blu che scorre,
fiume,
non freddo,
non caldo,
non sudore,
tromba,
tum cha leggero,
pizzichio di corda,
e tromba tromba
pe pe pe pe peeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee,
soffia dentro,
girando la lingua,
arrostiscono le spalle,
le note pestano la schiena,
suprema regina musica,
gialla tromba,
sensazione di vita che soffia
su un’altra vita.
E scrivevo questo quando sentivo house.
DiscoCrazyLifeTime
Voglio una stanza
infinita,
musica,
a palla,
gemella,
la gamba,
che vibra,
sonica,
mistica,
connessa,
clistica,
plastica,
mogistica,
ellittica,
mostrica,
fluttica,
flexica,
come questo testo,
che di riflesso,
non ha più testo,
è un fraintesto,
mentre mesto,
il vino che gira fresco
non mi rattristo,
cresco,
come una pianta verde,
come il sole,
anche di notte,
bamba,
ganja,
frutta,
liscia,
balla,
BALLAAAAAAAAAAAAAA!!!
E scrivevo questo quando sentivo jazz.
Mood Giadz
Brucia mood, brucia,
foglia di tabacco,
nebbia per talpe,
giadz
e ridimblu,
palla otto li nel mirino,
tin tin tin tin,
casual,
random,
whisky on the rock,
brucia mood brucia,
che impugno la stecca,
e sboccio quel triangolo,
la prima gira,
la seconda va via,
la terza sta ferma,
la quarta tentenna,
dopo una pioggia
di toc toc,
pausa!
Ai pensa,
tu ferma,
simpl giadz,
tromba e sax,
piano e forte,
blu,
e nero di otto,
tiro su e vai in buca.
Brucia mood brucia,
giadz suona,
e lo spirito della musica dica amen.
Era tutto un fumare, scrivere ridere, cantare, sballare, vomitare, bere, fumare sigarette, fermarsi a sentire il sudore, e sentire quella meravigliosa donna che ululava quel gospel elettronico che ha come titolo “Speak to me/Breathe” dei Pink Floyd.
E alla fine di quell’ululato che ti prosciuga il sangue a mo’ di vampiro benevolo, che quasi ti senti parte di un’immortalità triste e melensa dal quale vorresti uscire, ma non puoi tanto si sta bene, ecco che entra lei, la ragazza del quartiere, che tanto prostituta non è ma che è solo una ragazza che ha voglia di fare la puttana perché tanto di che fare non ce n’è, quasi che i suoi orgasmi inventati non siano differenti da una goccia di intelligenza sprecata nel rispondere a telefonate imbufalite di clienti isterici che hanno solo dimenticato di controllare il numero delle loro telefonate e hanno ricevuto la loro salatissima bolletta.
Eccola la. Fa i soldi. E studia. E si laureerà presto. Per diventare un pezzo di donna, che single o no avrà successo. Il compromesso per la vittoria. Cosa sconosciuta a tanti maschi italiani, per questo abbiamo così successo con le donne, noi abbiamo accettato il compromesso e abbiamo fatto i soldi, altri no, e ora vogliamo la sfida del non essere nessuno, e l’occasione è davanti alla porta.
La ragazza chiede ancora fumo. Dice di avere trovato dei ragazzetti spagnoli che non fanno altro che andare sullo skate e fumare, figli di rappresentanti locali del governo di Catalogna, gente con i soldi, troppo felice per controllare i propri figli, che altro non fanno che studiare, girare e fumare canne a più non posso mentre imparano dal proprio vivere di ogni giorno cosa vuol dire essere parte di uno stato, rispettarne le regole, e costruire una forma di professionalità che possa essere spesa sul posto di lavoro.
Loro vogliono il fumo. Perché loro fumano. Perché in fondo il fumo non fa male, se non tanto quanto, se non meno di una sigaretta, e nessuna guardia, se non si esagera, è contro, o va contro questa linea di pensiero. Tutti devono divertirsi, l’importante è che la città sia pulita per terra, e che non succedano puttanate. Effettivamente le uniche botte qui le ho viste tra due ragazze che si dividevano un ico de puta messicano-immaginatevi la scena-due normalissime ragazze che si prendevano a botte per un ragazzo e tutta la gente vicina che si raccoglieva per dividerli, in Italia sarebbe scoppiata una megarissa. Fanculo.
Meno male che noi siamo sempre stati fuori, per questo ora siamo così dentro al meglio della Rambla.
Lei ci chiede il fumo. Noi ce lo abbiamo. E lo vendiamo. E ci facciamo duemila euro con tutto il raccolto.
Ta-Taaa!!!
Duemila euro, solo con un mese di lavoro, e noi lo abbiamo fatto facendo entrare una puttana in casa, che altro non è che una semplice ragazza che ci farà duemilacinquecento sui €2000 che ha pagato.
Economia.
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