Näkki maalle, minä veteen!

Serie: Il sacrestano


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: «Io penso che lei sia…» Lo fissarono, quasi temendo ciò che avrebbe potuto dire. «Un angelo.» Non appena ebbe pronunciato quelle parole, tutta la sauna oscillò, come se ci fosse stata una scossa di terremoto.

«Cosa è stato?»

Kari urtò col piede il secchio, che rotolò sul pavimento rovesciando l’acqua.

«Shh» lo zittì Matti, indicando con la mano l’ingresso della sauna.

Una musica celestiale, appena percepibile, proveniva dall’esterno. Matti interrogò Tarmo con lo sguardo e capì che anche lui la stava sentendo. Quando poi si voltò a guardare Kari, si accorse che i suoi occhi erano inespressivi: fissando il vuoto, si alzò in piedi come sotto l’effetto di un sortilegio. Iniziò a camminare lentamente con le braccia lungo i fianchi, verso l’uscita.

«Kari, che ti succede?»

Lo chiamarono ripetutamente, ma lui sembrava non sentirli. Si alzarono anche loro e lo seguirono.

Arrivati alla porta d’ingresso, Matti la aprì. Ma quando fece per uscire, dovette arrestarsi ritirando il piede che, inspiegabilmente, era entrato in contatto con l’acqua fredda. Alzò lo sguardo e trasalì: niente era come prima. Non c’era più il cottage davanti a loro; non c’erano nemmeno la terrazza e le scale in legno. Come se qualcuno avesse preso e spostato l’intera sauna dal luogo in cui era situata, si ritrovarono al centro del lago. Nemmeno la luna si presentò ad illuminare quel tetro paesaggio: tutt’intorno solo acqua a perdita d’occhio, sotto un cielo scuro e minaccioso.

La musica che avevano sentito poco prima, riprese ad un volume più alto. Una voce femminile accompagnava quella melodia, cantando in una lingua incomprensibile. Matti ne fu rapito e provò l’irrefrenabile impulso di entrare in acqua.

Tarmo lo afferrò per un braccio, bloccandolo.

A pochi metri di distanza, qualcosa emerse dalle profondità del lago: due sfere luminose che, una volta arrivate in superficie, fissarono la loro preda. Erano gli occhi di una creatura mostruosa. Man mano che si avvicinava, potevano osservarla meglio. Nuotava a filo d’acqua nella loro direzione: aveva sembianze umane, ma deformi. Il colore della pelle sembrava verdastro, ma poteva trattarsi delle alghe che lo ricoprivano e che, come lunghi capelli, creavano uno strascico dietro di lui, simile al velo di una sposa.

Rimasero tutti e tre impietriti e si accorsero che quella voce sublime perdeva il suo potere incantatore, finché mantenevano un contatto fisico l’uno con l’altro. Così, Kari si aggrappò al braccio di Matti e lui fece lo stesso con Tarmo.

Nella loro mente riaffiorarono i peggiori incubi legati all’infanzia, quando gli adulti mettevano in guardia i bambini: la domenica devi andare in chiesa. Attenzione, perché se ti venisse in mente di fare il furbo e andare invece a nuotare al lago, durante l’orario della messa, arriverebbe sicuramente Näkki per punirti.

Lo spirito del lago era una creatura mutaforma che attirava le sue vittime con il canto, per poi ucciderle trascinandole in profondità.

Tarmo ricordò persino l’incantesimo che un suo compagno di scuola gli aveva insegnato per salvarsi la vita: ogni volta che entrerai in acqua dovrai dire: “Näkki maalle, minä veteen” (Näkki sulla terraferma, io in acqua); e quando uscirai dall’acqua, dovrai dire il contrario.

A Matti tornò in mente la presunta avversione del mostro per le armi da taglio e la raccomandazione, che aveva sentito più volte, di lanciare un coltello in acqua per allontanarlo.

In ogni caso, sapevano bene che si trattasse solo di leggende: Näkki non poteva essere reale. Eppure, era lì davanti a loro. E si stava avvicinando.

Fuggire attraverso il lago era fuori discussione. L’unica possibilità di salvezza era chiudere la porta e rifugiarsi all’interno della sauna.

La chiave era ancora inserita nella serratura, sul lato esterno. Matti socchiuse la porta e provò a prenderla, così da poterla usare.

«Sbrigati, sta arrivando!» urlò disperato Kari.

«Un momento. Ecco, l’ho presa.»

Ma quando ritirò la mano, nella quale stringeva la chiave, un’altra mano si insinuò nella fessura. Lunghe e sottili dita verdi strisciarono tastando il pavimento, finché trovarono un appiglio: la caviglia di Kari che, perdendo l’equilibro, cadde per terra.

Il mostro non ci pensava nemmeno a mollare la presa, così tra le urla di Kari, Matti e Tarmo usarono tutta la loro forza per trattenere il loro amico, ma non avrebbero retto a lungo. La chiave della sauna cadde in acqua e scomparve nel buio. Näkki provò ad afferrare anche l’altra caviglia di Kari che per difendersi gli sferrò un calcio. Allora il mostro usò le sue lunghe unghie come coltelli, conficcandole nella carne del polpaccio. Il sangue schizzò sul pavimento. Kari urlava disperatamente, aveva capito di essere vicino alla fine. Infatti, in un attimo, fu come risucchiato sparendo sotto la superficie dal lago. Tarmo, che rimase aggrappato a lui, venne trascinato, subendo la stessa sorte.

Anche Matti scivolò in acqua. Il mostro era scomparso, portando con sé i suoi amici, ma sarebbe certamente tornato per uccidere anche lui.

«Aiuto! Aiuto!» urlò nell’angoscia, faticando per rimanere a galla, ma sapeva che nessuno lo avrebbe ascoltato. Si voltò e vide il sangue di Kari sul pavimento della sauna e capì che farsi prendere dal panico non sarebbe servito a nulla. Provò quindi a tornare dentro: si aggrappò alla porta poi, non curandosi delle macchie di sangue, mise le mani sul pavimento e fece forza con le braccia per sollevarsi. Tentò due o tre volte: la superficie era scivolosa e continuava a cadere in acqua. Poi, dalle profondità del lago, vide emergere due sfere luminose: era lui, stava tornando a prenderlo.

Serie: Il sacrestano


Avete messo Mi Piace7 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Questa svolta narrativa arriva davvero inattesa. Ok le visioni di Matti, ma ci troviamo davanti a qualcosa di mostruoso, e collettivo. Al punto di far dubitare persino il lettore di ciò che sta leggendo (come vedo anche dai commenti degli altri openiani!)

    1. Mio marito mi ha parlato di questo mostro mutaforma che, secondo la mitologia, vive nel lago e sono rimasta affascinata! Non ho resistito alla tentazione di inserirlo nella storia 😁

  2. Che meraviglia Arianna! Un colpo di scena che non mi aspettavo. Che succede? Sarà un sogno, un’altra allucinazione, il mostro esiste davvero, cosa accade? Non vedo l’ora di scoprirlo. Ho notato che la tua scrittura sta notevolmente crescendo di livello. (Eri già brava, eh, però stai davvero alzando l’asticella ogni volta di più…complimenti)

  3. Allucinazione, incubo, febbre alta, oppure variazione di genere in fantasy? Il dubbio alimentare la curiosità e, comunque sia, i riferimenti alle leggende dei mostri nel lago hanno sempre il loro fascino. Altrettanto interessanti sono i luoghi in cui ci porti, stimolandoci a immaginare paesaggi suggestivi, quasi fiabeschi, che verrebbe voglia di ammirare da vicino; però senza il mostro.😉

  4. Ciao Arianna! Ma lo sai che da ragazzo feci con la scuola, ero alle superiori, uno scambio culturale con un istituto Finlandese. Adesso, non mi ricordo il nome della città. Ci siamo stati per quindici giorni e la cosa che mi impressionò erano questi immensi laghi ghiacciati (ci andammo verso febbraio) e queste strutture di legno per fare la sauna!!! Vado a recuperare gli altri episodi!

  5. Cara Arianna,
    hai un taglio spiazzante, nei tuoi racconti. Molta spiritualità, la tua mi sembra faccia anche rima con religiosità (vuole essere un complimento), bella da leggere, da sentire dentro. Molta, davvero. Meriteresti un ringraziamento già soltanto per averci fatto incontrare uno spirito del lago.

    Di nuovo ritorna, in te, questa superficie d’acqua capace di magie, in grado di coniugare vita e morte, il lago che io accomuno al deserto dei paesi caldi, in termini di esperienza dell’anima.

    Ottimo spunto. L’unione di mito e narrazione funziona sempre… la forza che emana dalla figura, che ho rintracciato in un quadro, è reale e profonda. Sei riuscita a trasmettere la tua emozione: sei stata i nostri occhi. Bello anche l’aver raccontato del monito ai bimbi e della formula con cui si scampa al castigo.

    Perdonami ora se divago un po’, prendilo come un tributo al meraviglioso paese che ti ospita e a tutti coloro che ne sanno apprezzare la peculiare bellezza. Qualche giorno fa ho ricevuto in regalo un libro, “I Santi Militari”: una lettura unica, trasversale, inaspettata ai giorni nostri. Nelle ricerche correlate m’imbatto in un certo Sant’Enrico che ha partecipato a una crociata “nordica”: per farla breve, ha evangelizzato la Finlandia di cui è patrono. Sarà un caso ma, seppur il luogo non storicamente accertato, la tradizione vuole sia stato assassinato su un lago. Mi appare sempre più evidente il rapporto che, credo, lega la gente di lassù con gli specchi d’acqua, qualcosa di difficile da comprendere se non si vive in prima persona.

    Concludo invitandoti, se ti va, a rintracciare (per niente facile) i frammenti di storia del santo e soprattutto alcuni riferimenti, come la tomba a Nousiainen dove dovrebbe esserci un monumento, per non parlare del mistero del reliquiario, scomparso in Russia).

    Tutto questo per dirti, Arianna, che ci stai portando un po’ di Finlandia quaggiù.

    1. Ciao Robért, grazie per il tuo bellissimo commento. Confesso di non conoscere la storia della tomba a Nousiainen, mi informerò (mio marito, che è finlandese, sicuramente saprà dirmi qualcosa).Ho appena visto su Internet che Nousiainen si trova a circa 320 Km da Jyväskylä. Mi piacerebbe andarci, magari in estate.

  6. Felice di essermi portato in pari con gli episodi.
    Questa serie corre ma non troppo: c’è un buon equilibrio tra azione, descrizioni e dialoghi!
    Ovviamente, essendo un appassionato di letteratura horror/gotica o del mistero in generale, sto apprezzando particolarmente il risvolto soprannaturale che questa storia sta prendendo!