
Narciso
Serie: Logomitia
Sedeva Narciso sul ciglio erboso, le caviglie nell’acqua, sulla pelle bianca la danza del latte leggera della corrente. Foglie e piccoli rami lo evitavano volteggiando come ballerini.
Narciso osservava l’acqua, specchio della propria essenza.
“Come l’acqua, fluisco. Dalla sorgente al mare alla sorgente per fluire ancora. Senza pace.
Come l’acqua, non ho forma: lambisco coloro che mi circondano e ne catturo i confini.
Come l’acqua, offro solo il calore che ricevo. Né meno, né più.
Come l’acqua, non ho colore, solo il riflesso che altri vi vogliono scorgere.”
Tra i riflessi apparve un volto. Occhi scuri e labbra socchiuse, mosse da un tremito come se sussurrassero un nome. Narciso vi immerse la mano fino a che rimasero solo chiazze colorate e sprazzi di luce danzanti sulla superfice increspata. Avrebbe desiderato poter fare lo stesso sullo specchio teso dei propri ricordi.
L’aveva amato quel volto, ferendolo senza accorgersene. Gli aveva voltato le spalle sperando di essere abbracciato. L’aveva lasciato sperando di essere richiamato.
“Una figura nera, incappucciata che corre furtiva nella notte stringendo al petto un involto insanguinato. Questo è l’amore.” pensava Narciso “Così lo dipingerei, se dovessi.”
Dove trovi forse l’amore? Nell’ira del tradito, nell’ansia dell’illuso, nelle lacrime del ferito? Cosa offre l’amore? Un abbraccio senza noia, una passione senza abitudine, una fedeltà senza tradimento, un’intesa senza incomprensione?
Nella negazione della realtà, si nasconde l’essenza dell’amore. L’amore non esiste e, se esistesse, sarebbe il contrario di se stesso.”
Narciso stese le braccia esili e si lasciò scivolare dal ciglio. Dita fresche d’amante scorsero leggere dai fianchi, al petto, al mento. Si abbandonò alla danza della corrente, abbraccio dolce, senza peso.
I giunchi sulla riva si inchinarono rispettandolo al suo passaggio. Poi vi fu solo il luminoso lembo teso tra le rive, disegnato di ombre e luci.
Si dice che la Dea sua madre ne ebbe pietà, ma è falso. Era troppo impegnata a rimirarsi compiaciuta allo specchio.
Serie: Logomitia
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Riflessioni amare di un personaggio deluso dall’amore. D’altra parte non è quello che facciamo quasi tutti? la stragrande maggioranza dei racconti e delle poesie d’amore ci parlano di sofferenza. Che il tuo Narciso abbia dunque ragione? L’amore si rivela solo quando ci fa soffrire?
Il finale ha l’aria di un “j’accuse”.
Vero, ma oltre l’amore per me c’era un altro elemento importante. Lo specchio. Nel mito Narciso si specchia nell’acqua, ho inventato una madre che si specchia ignorandolo. Lo sguardo rivolto se stessi, a volte è questa le causa del fallimento in amore. Grazie per aver letto e commentato
Mi hai fatto venire in mente un romanzo del maestro dei miei maestri di scrittura: “Cesare l’Immortale”. Non parla proprio di Narciso ma di mitologia classica sì, eccome
Questi fanno parte di una serie di dieci racconti. Un esperimento linguistico seguendo la mia passione per la mitologia. Un caro saluto
“Un abbraccio senza noia, una passione senza abitudine, una fedeltà senza tradimento, un’intesa senza incomprensione?” Gia`! Dopo la prima fase di negazione della realta`, ogni illusione va a farsi benedire. Cio` che resta e` un quieto vivere; talvolta una commedia; oppure un dramma.
Belle parole. Ho scritto un libro intero sul fatto che la vita è una commedia. (scusa se mi auto cito)
Una bella interpretazione poetica e filosofica di un mito e dell’ amore. Quest’ ultimo come un altro mito da sfatare?
L’amore non è un mito, solo la definizione di una serie complessa di stati emotivi generati e filtrati da tutto ciò che forma la nostra mente. Quindi può essere tutto: sereno o ansioso, lirico o drammatico, deludente o eccitante. Può accendersi o spegnersi seguendo il capriccio dei nostri neuroni. Per Narciso l’amore era una condanna, riporto il suo pensiero.