Nave mutante

Aveva una mente.

Era arrivato da contrade lontane lontane e aveva desiderio di versare sangue.

Si trovava in quel deserto liquido, sentiva il sapore del sale e scrutava ogni angolo di quel luogo. Non sapeva di preciso cosa fare se non combattere.

***

«Come vanno le macchine?».

«Macchine a pieno regime, signore. Tutto procede come si deve e non c’è nulla da eccepire».

«Bene, ottimo». Andrea si grattò il mento. Aveva voglia di riposare, ma non doveva: il grado di capitano di vascello non era immeritato, non voleva dare a vedere fosse immeritato e perciò non voleva farsi vedere troppo pigro.

«Un momento… ma quello cos’è?». Il marinaio era esterrefatto.

Andrea si rizzò in piedi e andò alla finestra. Guardò con il binocolo: davanti a loro c’era una portaerei dal cui scafo partivano dei cavi.

«Che razza di portaerei è?» continuò il marinaio. «Ha attaccato dei sottomarini con quei cavi… lo vedo sul sonar».

«Non ne ho idea. Sento il comando». Andrea andò alla radio.

Prima però che Andrea potesse comunicare delle imbarcazioni a stelle e a strisce comparvero e scatenarono un attacco contro quella portaerei.

Da quell’imbarcazione più grande decollarono degli aerei che reagirono al fuoco mentre molte navi da guerra americane esplodevano.

Dopo che quegli aeroplani erano partiti, la portaerei cambiò forma e dopo una trasformazione impensabile diventò un incrociatore. L’incrociatore lanciò salve di missili e cannonate e nuove unità da guerra esplosero.

Ancora dopo, l’incrociatore cambiò forma e diventò un gruppo di cacciatorpediniere sempre con quei cavi e scagliarono in mare dei siluri.

Quei cacciatorpediniere Andrea li trovò quasi identici a quello che lui stava comando.

Per quanto le navi americane si dessero da fare, quella nave capace di trasformarsi in altre navi era imbattibile.

Andrea prese contatto con una delle navi yankee. Era un incrociatore, stavolta normale. «Ma che succede?».

«Voi italiani è meglio che ve ne andiate. Dobbiamo fare un po’ di pulizia, qua nel Mediterraneo».

Scosse il capo e ordinò al timoniere. «Cambiare rotta. Due-sette-zero. Torniamo indietro che è meglio… e io non ne voglio sapere di cose strane».

***

Era partito da Alfa Centauri ed era atterrato in quel deserto di acqua salata. Lui non era una macchina, non era un essere vivente. Era lì per purgare l’universo dell’uomo ed era solo l’avanguardia. Dopo di lui, sarebbero arrivati molti altri organismi di imitazione metallica.

Era il nave mutante.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

    1. Grazie per il tuo bel commento! Infatti come ho detto ad Alessandro nell’altro commento i film dei Transformers mi hanno sempre fatto sognare… e il bello è che ho visto solo i primi tre, gli ultimi due mai!