Nessuno

Serie: Il colore delle nuvole

Roberto Diamanti si grattò la testa per la centesima volta mentre mangiava una pizza fredda seduto sul divano del proprio appartamento. Non aveva mai visto una persona essere tanto impassibile di fronte ad un possibile stupro, eppure quella ragazzina non aveva proferito parola. Aveva preferito starsene in silenzio a bere la propria cioccolata calda come se nulla le fosse mai accaduto, come se tutto intorno a lei ruotasse un mondo che non le appartenesse. Roberto aveva dovuto demordere, limitandosi a riaccompagnarla a casa e ad accettare le sue silenziosi suppliche circa il non proferire parola con la famiglia su ciò che era appena accaduto. Aveva compreso che non desiderasse che riferisse l’accaduto dal modo convulso nel quale si tappava la bocca e lo indicava. Lo aveva lasciato così interdetto da fargli chiudere lo stomaco e a riportare la propria mente a quando era intervenuto sulla scesa di una violenza la prima volta.

Un giovane aveva abusato di una ragazza all’uscita di una discoteca. Era ubriaco, troppo ubriaco per comprendere. La ragazza passava per caso di lì, aveva appena staccato da lavoro e stava tornando a casa quando era stata aggredita.

Nessuno era intervenuto.

Nessuno aveva visto.

Nessuno ne aveva risentito.

Nessuno.

Tranne lei.

Il nome della ragazza era Olivia Raghi, una bellissima ventiduenne che lavorava in una tavola calda per mantenersi gli studi di arte all’università. Da quel giorno, Roberto aveva aperto una caccia all’uomo che aveva violentato Olivia. Ma si era ritrovato a combattere da solo contro i mulini a vento più grandi che avesse mai visto. La sua divisione aveva archiviato il caso in poche settimane, lo stupro di una ragazzina non faceva quasi più scalpore. Come se la salvaguardia di una donna che cammina in un fazzoletto poco illuminato di città non fosse di fondamentale importanza, anzi.

“È colpa sua, non doveva andare a giro a quell’ora in quel posto”

Questo avevano detto alcuni suoi colleghi e Roberto li avrebbe presi a pugni uno ad uno, più e più volte. Quella frase, quell’affermazione, gli faceva salire il sangue al cervello. Avrebbe voluto urlargli in faccio che Olivia sarebbe potuta essere una moglie, una figlia, una sorella, ma purtroppo per lei era una perfetta sconosciuta e a nessuno importava di qualcuno cui non era legato. Dispiaceva per i primi minuti, se ne parlava per la prossima settimana. Ma poi, l’Olivia di turno spariva nell’ombra dalla quale era emersa, silenziosa come un fantasma che si poggia su una sedia a dondolo.

Da quel giorno, aveva chiesto di essere interpellato per ogni caso di violenza sulle donne, ogni singolo atto di abuso. Perché lui gli occhi di Olivia in centrale non li aveva mai dimenticati, non avrebbe mai potuto. Aveva impresso nella mente il modo in cui le iridi grigie erano inchiodate al pavimento e inondate dalle lacrime, il tremare convulso e la rigidità del corpo. Ricordava fin troppo bene quanto fosse spaventata, tanto dal tirare un grosso urlo e rannicchiarsi contro il muro spaventata per un suo tocco su una spalla. Era rimasta su una sedia in una stanza avvolta in una coperta per diverse ore, troppe ore. Non avevano potuto chiamare nessuno perché la ragazza non aveva nessuno. I suoi genitori erano morti in un incidente stradale quando era poco più che un’adolescente e da quel giorno non c’era stato nessuno per lei.

Roberto le era stato accanto, erano diventati amici e col tempo era finito inevitabilmente per innamorarsi di lei. Un perfetto cliché, a pensarci bene. Lui, un poliziotto che sognava di far carriera, si era innamorato di uno dei suoi casi. Ma Olivia era più di quello, più di una causa persa, di un fantasma. Oliva era bella, intelligente, forte. La persona più forte che avesse mai conosciuto nella propria vita e lui si sentiva un perfetto fallito al suo fianco. Gli aveva chiesto di trovare lo stronzo che le aveva fatto del male, di trovarlo e sbatterlo in una cella a marcire fino a quando gli spermatozoi non si fossero consumati. Ma non ne era stato capace. Quell’uomo era rimasto senza volto per tutti quei mesi, un ignoto che aveva rovinato una vita ed era scappato via in silenzio strisciando come un topo di fogna.

Un topo.

Era così che si sentiva quando fissava gli occhi grigi di Olivia. Un essere inutile che tentava di proteggere la ragazza che amava, il drago innamorato della principessa.

Il trillare del telefono lo riportò alla realtà facendolo sobbalzare. Era rimasto con il trancio di pizza a mezz’aria, perso nei propri pensieri. Prese l’apparecchio e quando lesse il nome sullo schermo, si pulì le mani sul jeans e si ravvivò i capelli dandosi poi dello stupido. Come se potesse vederlo!

-Olivia, ciao- rispose con un enorme sorriso sulle labbra.

-Ehi, come è andata con la ragazzina? –

Roberto prese a passeggiare nervosamente per l’appartamento, grattandosi ora la testa ora la barba.

-Non ha emesso un suono, nemmeno il proprio nome. Ha voluto essere riportata a casa, ma non mi ha permesso di parlare con la famiglia-

Dall’altro lato della cornetta sentì Olivia sospirare e, ne era certo, si stava passando una mano tra i capelli biondi. Lo faceva sempre quando era turbata e lui aveva iniziato a farlo a sua volta di rimando. Adorava il modo in cui intrecciava le dita tra le ciocche e faceva correre gli occhi lungo la prima superficie che trovava.

-Eppure io sono convinta di averla già incontrata, ma non riesco a ricordare dove-

Roberto si fece attento, avrebbe voluto far per quella ragazzina ciò che non era riuscito a fare per Olivia.

-Sarebbe importante, O. Sono sicuro ci sia qualcosa di strano, non so, una sorta di sesto senso-

Dopo l’esperienza di Olivia, aveva imparato a leggere nelle persone e a comprendere quando nascondevano qualcosa e in quella ragazzina, aveva visto un muro molto più alto di quello della bionda.

-Ci penserò, Roberto. Adesso devo lasciarti, ho appuntamento con Greta-

L’uomo sorrise, era così felice che Olivia avesse accettato di farsi aiutare. Aveva fatto grandi passi in avanti, ma ai suoi occhi restava ancora la ragazza spaventata della prima volta e la sua diffidenza verso il genere umano l’aveva resa inaccessibile. Non l’aveva mai forzata ad un contatto fisico di alcun tipo, ma desiderava stringerla a sé con tutto il cuore. Ma per il momento, doveva limitarsi a lasciarsi accarezzare dalla propria voce e riconoscere che Olivia era migliorata tantissimo. Qualche tempo prima, non avrebbe messo nemmeno il naso fuori di casa mentre ora lavorava e si stava a poco a poco riprendendo la propria vita. 

Non avrebbe mai ringraziato abbastanza Greta per quello.

-Tu stai bene? –

La sentì sospirare ancora, di nuovo mani tra i capelli. Di certo.

-Si, almeno credo-

-Che succede, O. –

La conosceva ormai, sapeva che qualcosa la turbava.

-Quella ragazza mi è rimasta in testa, non riesco a non pensarci –

-Cottarella adolescenziale? – rispose l’uomo sarcastico.

Olivia rise, ma non rispose. Si limitò a salutare Roberto e ad andare alla propria seduta.

Roberto restò per qualche secondo a fissare il display del proprio cellulare con un sorriso ebete sulle labbra. 

Se quella ragazzina era diventata importante per Olivia, lo sarebbe stata anche per lui e avrebbe fatto di tutto per aiutarla.

Aiutare entrambe.

Serie: Il colore delle nuvole
  • Episodio 1: Macchie
  • Episodio 2: Silenzi 
  • Episodio 3: Assenze 
  • Episodio 4: Disgusto
  • Episodio 5: Nessuno
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

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    Discussioni

    1. Ciao Simona, in questo episodio vedo molta voglia di credere nella giustizia e nella speranza, nonostante tutto remi contro, e Roberto incarna proprio questi valori. Questa è una serie che profuma di realtà e verità in ogni suo angolo, e dove l’uomo fallisce nel suo essere indifferente e nel suo dimenticare o ignorare le piccole grandi tragedie, l’uomo stesso (inteso come essere umano ovviamente) riesce a vedere la luce grazie ai sentimenti, agli affetti e alla voglia di reagire di Olivia. Non mi resta che fare un piacevole salto alla seconda stagione di questa serie appassionante! Un saluto!

      1. Ciao,
        Roberto è quella voglia irrefrenabile di non arrendersi. Mai.
        Ormai sei a metà della storia ed io non posso che ringraziarti ad ogni capitolo.
        S.

    2. Ciao Simona, ho apprezzato moltissimo la piega “romantica” della tua serie. Sarà perché è necessario credere in qualcosa di buono, un sentimento pulito, per affrontare la vita con speranza. Roberto è una bella figura di stacco, spero di incontrarlo nuovamente.

      1. Grazie mille, ogni tanto una piccola luce in fondo al tunnel occorre poterla vedere. Roberto tornerà, promesso 😉
        Grazie ancora,
        S.