“Non chiedetemi l’amicizia: sono psicopatica…”

Quando si dice che uno se la va a cercare… Io e Anna ci siamo conosciuti su Facebook. Sul suo profilo personale aveva pubblicato una frase che suonava pressappoco così: “Non mandatemi richieste di amicizia, sono psicopatica”. Non domandatemi quali elementi di fascino e di invincibile attrazione possa avere una locuzione siffatta; non domandatemi neppure cosa mi abbia spinto, dopo averla letta, a contattare quasi subito la donna peraltro avvenente che porgeva tale inconsueto invito. Non saprei cosa rispondere. Sono appena stato dimesso dall’Ospedale Gesù Misericordioso, dove sono stato ricoverato per venti giorni.. Mi ha accoltellato al fianco sinistro, la cagna, causando ferite alla milza talmente profonde da richiedere urgentemente un intervento chirurgico. Ho creduto di morire, ma adesso sto meglio e tutto ciò che è successo mi appare così lontano e inverosimile. Quello che è certo è che io e Anna ci siamo conosciuti di persona dopo poche ore di chat, innamorati subito pazzamente e amati sfrenatamente per almeno due mesi. Fatti l’uno per l’altro, avreste detto. Entrambi amanti del tè al bergamotto (con molto limone), entrambi golosi della marmellata di castagne spalmata sul pecorino. Tutti e due, soprattutto, nostalgici del giovane Nino D’Angelo di “Un Jeans e una maglietta”. Due mesi di incanto, sono stati, quelli con Anna. Sessanta giorni di affetto, di coccole, di vicinanza, di condivisione, di profonda complicità, di intesa intellettuale, spirituale e anche… insomma avete capito. Certo io ho qualche difetto, perfetto non lo sono mai stato e non lo sarò mai. Tanto per dirvene una: perdo le chiavi della macchina ad ogni piè sospinto. Anche due, tre volte al giorno. Sono l’unica cosa che perdo, non so spiegarmene i motivi. Ordunque, in quei due mesi le persi una volta di troppo, quelle benedette chiavi, e proprio quando le servivano! Lei d’altro canto non ha mai perso tempo a spiegarmelo, quanto fastidio le dava che le perdessi. Avrei dovuto immaginarlo da solo, quel giorno, che quelle chiavi del cazzo non dovevo perderle? Mica quel giorno poteva saltare la palestra, la cagna… Insomma, dopo che glielo ebbi detto… Beh, lo sapete già come è andata, dopo…

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