Non tutto il male vien per nuocere

Serie: Le menti clandestine di Mayfair


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tre gentiluomini travisano le parole di Miss Millington e si autoinvitano per un tè che ha i presupposti per un disastro, a meno che…

Mrs Hustings non sapeva più come mostrare il suo disappunto. Aveva usato sbuffi, sbattuto ogni singolo pezzo del servizio da té in modo che facesse più rumore possibile senza rompersi e fatto brevi pause tra un gesto e l’altro, sventolandosi forsennatamente col ventaglio. Spesso lanciava occhiate di fuoco a Miss Millington, che stava seduta con aria costernata quando era osservata, ma sull’orlo della risata appena Mrs Hustings si voltava.

“Non uno, non due” disse per l’ennesima volta la signora “ma ben tre gentiluomini scapoli! Davvero, signorina, avete oltrepassato i confini della decenza! Cosa penseranno di voi questi signori una volta che arriveranno qui allo stesso momento?”

“Cosa potranno mai pensare?” chiese Miss Jael sfoderando il suo sguardo più innocente “Magari si renderanno conto di aver travisato le mie parole!”

“Oh questa è bella! E’ dai tempi dell’Eden che l’uomo non ammette i propri errori ma li fa ricadere sulla donna, e questa giovincella pensa di cambiare la natura umana in un pomeriggio!”

Il campanello della porta d’ingresso interruppe le escandescenze bibliche di Mrs Hustings che tentò di ricomporsi per dare il benvenuto al primo ospite.

Mr Heily, con un’espressione divertita come non mai, fece il suo ingresso, con spalle dritte e petto gonfio.

“Mrs Hustings” disse sorridente mentre faceva un inchino alla chaperone di Miss Jael “Vi trovo radiosa come il sole che oggi non ci ha voluto fare la grazia di apparire”

Miss Jael si morse le labbra e chiuse gli occhi, intuendo che quello per cui Mrs Hustings stava ringraziando non fosse esattamente un complimento. Quando toccò a lei salutare il suo ospite, aveva ripreso il controllo di sé e sorrise a Mr Heily.

“Dunque, gli altri gentiluomini sono in ritardo?” domandò il gentiluomo guardandosi intorno e sfregandosi le mani.

“No signore, siete voi in anticipo” rispose Miss Jael. Mr Heily aggrottò le sopracciglia e tirò fuori il suo orologio da taschino.

“Avrei giurato di aver sentito il rintocco delle 4 quando ho suonato alla vostra porta”

“Così è infatti, ma la Società insegna che per eleganza si arriva con cinque o anche dieci minuti di ritardo, Signore”

“Ah, l’eleganza! Bellissima scusa per coloro che invece di ammettere di avere un problema di abitudini, cercano di darsi lustro con simili sciocchezze!”

Miss Jael era pronta a dirsi d’accordo se non fosse intervenuta prima Mrs Hustings redarguendo il genitiluomo osservando che le regole della Società erano ciò che aveva salvato l’Inghilterra dalla Rivoluzione.

Fortunatamente l’arrivo degli altri due ospiti, impeccabili nei loro cinque minuti di ritardo e nei loro inchini di cortesia, evitò che nel salotto scoppiasse uno scontro di idee che avrebbe forse prodotto qualche decapitazione, se non fisica, morale.

“Miss Jael, grazie per l’invito! Davvero in questa giornata di pioggia, il vostro caminetto è un balsamo per lo spirito e per i nostri arti intirizziti dall’umidità di oggi” osservò Mr Rightyngale, come volendo giustificare la frase che lo aveva condotto lì.

“Meraviglioso davvero” si affrettò a confermare Mr Tellingville “il fuoco è sempre un piacevole compagno in queste giornate rigide”

Miss Millington fece gli onori di casa, facendo accomodare gli ospiti e versando loro il tè. Tè nero, senza latte né zucchero per tutti, tranne che per Mr Tellingville che interrogato rispose “due zollette di zucchero e un goccio di latte, grazie”

Miss Jael sorrise sorpresa e, porgendo la tazza con la bevanda resa decisamente dolce, osservò che Mr Tellingville aveva con sé un piccolo libro rilegato.

“Cosa avete portato con voi Mr Tellingville?” chiese incuriosita.

“Oh, questo?” rispose il giovane con una piccola risata imbarazzata “E’ il volume dedicato alla Primavera di James Thomson”

“Ah, un animo da poeta, ciò spiega i vostri gusti per il tè così… artistici!” osservò Mr Heily facendo arrossire Mr Tellingville.

Miss Jael increspò le labbra e, con sommo disagio della sua chaperone, decise di rispondere a tono a Mr Heily.

“La vita non è vorse già abbastanza amara? Che male c’è se Mr Tellingville mette dolcezza laddove ci viene permesso?” domandò Miss Jael. Senza attendere una risposta, voltò lo sguardo verso Mr Tellingville e sorrise amichevolmente per poi aggiungere “Per caso avreste piacere di intrattenerci e leggerci qualche passaggio?”

Mr Tellingville accettò lusingato, ammettendo che proprio a quello scopo aveva portato con sé quell’opera.

E mentre il giovane leggeva con sentimento, a Miss Millington venne un’idea formidabile.

“Beh, non tutto il male vien per nuocere” disse fra sé e sé.

Continua...

Serie: Le menti clandestine di Mayfair


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Discussioni

  1. In questo episodio si respira tutta la calda atmosfera di un antico salotto d’ altri tempi, con il te versato sulle tazze di fine porcellana, in stile inglese. Gli atteggiamenti e i dialoghi dei personaggi sembrano adeguati al contesto. Il tono vagamente ironico della narrazione riesce a mantenere alta l’ attenzione e la curiosità del lettore. Vai ShanLan! Non ti fermare.