Nonno, nonno

Serie: La telefonata


Di tante telefonate ricevute, nessuna era quella che Alice attendeva. Delusa, Alice si è chiusa in bagno per piangere; quando ecco che il suo telefono ha ricominciato a squillare.

All’altro capo della linea risuonò per un istante un silenzio che sembrava possedere la consistenza rarefatta dell’aria in alta quota.Prontoripeté Alice, che all’improvviso avvertiva in sé una pace sconosciuta.

Ciao, bimbadisse una voce.

Come si può dimenticare una voce? Il ricordo di quella voce, Alice l’avrebbe conservato per sempre.

La vita è caos, vero?il suo interlocutore fece una risatina. L’avevo quasi scordato.

Alice si appoggiò al lavandino. Una parola pulsava con forza nel suo cuore: nonno, nonno.

È strano, forse, che a parlare di queste cose sia qualcuno che, come me, è morto da anni, ma volevo dirti che sono felice, perché ho tanto amato la vita. Ho amato sentire il sole scaldarmi le spalle sotto la giacca, nelle mattine in cui in paese era festa e si usciva dalla chiesa in processione. La piazza del mercato in un giorno d’estate, l’odore dei frutti, dei banchi del pesce; e poi incontrare un amico, chiacchierare, sedersi al bar. I luoghi consueti, quelli che costruiscono le esistenze di ognuno, che colorano il ricordo, i luoghi amati che in silenzio scivolano nel respiro, nella circolazione sanguigna; discreti, ordinari, eppure vivi in noi per sempre.

Che belle, poi, certe sensazioni che ho provato in vita. Per esempio, camminare mentre la pioggia cadeva tutt’intorno, effondendo l’odore di ciò che bagnava: il terreno, l’asfalto, un vaso di rosmarino. Veder crescere figli, nipoti, fratelli, vicini di casa; ed in ogni creatura (persona, animale o pianta) riconoscere le impronte di un identico, immenso percorso. O quella volta, in cui la sofferenza mi pungeva nell’animo senza darmi tregua, e ad un tratto mi trovai ad ascoltare lo scorrere di un canale di irrigazione; e con tutto il mio essere mi rifugiai in quel suono tenero e lieve. 

E poi, se si osserva una vita, se la si scandaglia come si farebbe con un fondale di sabbia reso vivido e puro dalla lente dell’acqua di mare, ecco, si arriva all’incommensurabile, custodito nelle profondità dello spirito di ognuno. È questo il centro, il vero significato.

Non sono più la bambina che hai conosciuto tuvenne da dire ad Alice, di getto ho fatto le cose sbagliate, non ho fatto ciò che avrei dovuto…

Suo nonno rise.Certo, non sei più bambina, ma sei sempre la stessa persona! E non devi fare nulla: devi solo essere te, capisci? E far vivere ciò che in te è incommensurabile. Coraggio, Alice! Ti voglio bene. Ama la vita, mi raccomando.

Alice si asciugò le lacrime con la carta igienica. Nonnosussurròanch’io ti voglio bene.

Si udì in quel momento un sommesso bussare alla porta.Alice?chiamò dolcemente la voce di MariangelaTutto a posto?

Alice si schiarì la voce.risposegrazie, Mariangela.

Mi fa piaceredisse Mariangela. Temevamo stessi poco bene.

Sto benedisse Alice.Sto molto bene.Guardò nello specchio e vide un sorriso che, nato nel profondo, si diffondeva ad illuminarle tutto il volto.

FINE.

Serie: La telefonata


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