Notti di Stelle
Serie: L'Impero della Stele
- Episodio 1: Notti di Stelle
- Episodio 2: Notti di Stelle (Il sogno)
- Episodio 3: Notti di Stelle (Selene)
- Episodio 4: Notti di Stelle (Ritorno a casa)
- Episodio 5: Notti di stelle (A casa)
- Episodio 6: Notti di Stelle (L’allenamento)
STAGIONE 1

“… e così si sedette sul trono, freddo come la pietra, nascosto alla luce, ma accogliente come l’abbraccio di una madre, consapevole della solitudine che lo attendeva… Fine. Direi che anche per oggi la giornata è finita, visto che abbiamo anche i nostri ragazzi più grandi, ormai caduti tra le braccia della signora dei Sogni” esclamò il Professor Railo, la voce grave e profonda che risuonava nell’aria, mentre indicava i ragazzi più grandi del gruppo, ormai addormentati attorno al fuoco. Le fiamme danzavano in un gioco di luci e ombre, gettando riflessi tremolanti sui loro volti sereni, immersi nel sonno. Tra di loro, c’era anche Rea Vix, addormentato con la testa china in avanti, come se il peso della sua mente lo avesse costretto a quel riposo profondo, le sue mani erano abbandonate sulle ginocchia, come se cercassero di trattenere il legame con il mondo, ma la stanchezza aveva ormai vinto.
La lunga chioma di Rea, di un nero lucente che sembrava catturare ogni scintilla di luce, gli contornava il viso e scendeva in avanti, incorniciando il suo volto pallido e rilassato. I lunghi capelli neri, gli sfioravano la guancia. Accanto a lui, Ylina riposava in modo più sereno, la testa appoggiata sulla sua spalla sinistra, i suoi capelli scarlatti che si mescolavano con l’oscurità della notte. La sua espressione, priva di tensione, sembrava quella di chi aveva trovato finalmente un luogo sicuro dove sognare. Un rivolo di saliva le pendeva dalla bocca semi aperta, segno di un sonno profondo e senza preoccupazioni. Forse, quel piccolo dettaglio era dettato dalla pancia piena di carne alla brace che aveva appena mangiato, ma nonostante ciò, la sua bellezza rimaneva immutata. I suoi lunghi capelli, legati in due trecce ordinate, brillavano come rubini sotto il chiarore del fuoco che si rifletteva sul candido viso della ragazza. Una giacca pesante, di tessuto grezzo, le copriva le spalle, ma sembrava quasi parte della sua pelle, adattandosi al suo corpo con una naturalezza che solo il tempo può conferire.
Accanto a loro c’erano altri quindici ragazzi più giovani, alcuni avvolti in coperte che sembravano troppo piccole per contenerli, mentre altri, purtroppo, non avevano nulla con cui coprirsi. Quasi tutti erano addormentati, ma alcuni, più vicini al professore, restavano svegli, probabilmente svegliati più volte dalla voce profonda e rassicurante del lettore, che reggeva tra le mani un vecchio libro ormai consunto, i bordi delle pagine ingialliti dal tempo. Il titolo, Unificatore di Popoli, sembrava racchiudere in sé una sorta di potere, capace di richiamare l’attenzione anche dei più giovani, che, pur con gli occhi velati dal sonno, non potevano fare a meno di ascoltare quelle parole cariche di significato.
Ogni tanto, la fiamma del fuoco oscillava, proiettando ombre strane sui volti dei ragazzi, come se il fuoco stesso stesse raccontando storie dimenticate, storie di antiche battaglie e di tempi passati. Ma per ora, tutto era quieto, solo il suono del vento che sussurrava tra gli alberi e il crepitio delle braci infrangevano il silenzio della notte.
“Bene, direi che il clima è abbastanza mite da non svegliarvi per farvi andare nelle tende. Ci andrete da soli, se sentirete che è il momento giusto?” diceva il professore, guardandosi attorno. La sua voce, pur tranquilla, sembrava rimbombare nell’aria come se stesse parlando a sé stesso. “Isha, Neo, andate in tenda visto che siete gli unici ancora svegli, e direi che io farò il primo turno di guardia, visto che la Professoressa Malìa è stata catturata dal sonno dei ragazzi.” Il suo sguardo si posò sulla figura della giovane docente, una donna sulla trentina, addormentata accanto al fuoco. Era rannicchiata su un fianco, abbracciata a un libro consumato dal tempo, con una grossa coperta marrone che le copriva le spalle, le sue labbra appena incurvate in un sorriso sereno, quasi a rispecchiare la tranquillità che aveva trovato in quel momento.
“la sveglierò tra un paio d’ore, in fondo anche i professori più anziani hanno diritto a dormire!” esclamava tra sé e sé, mentre, con movimenti lenti e precisi, dallo zaino che aveva ai piedi, tirava fuori alcuni libri e un paio di fogli. Afferra anche una penna di piuma, la cui peculiarità non sfuggiva mai all’attenzione di chi lo osservava: il canale del calamo, riempito di un inchiostro verde acqua, emetteva un suono appena percettibile quando il professore premeva un piccolo meccanismo a molla esterno, permettendo all’inchiostro di scorrere con forza, senza la necessità di un calamaio. Era un piccolo miracolo di ingegneria, pensato per permettere a chi scriveva in solitudine di non doversi alzare mai dal proprio posto per attingere all’inchiostro.
La notte era costellata di stelle, e l’oscurità che avvolgeva il campo sembrava quasi palpabile. Non c’erano luci al di fuori delle scintille del falò posto al centro dell’arrangiato accampamento, il cui chiarore danzava sulle ombre, creando un’atmosfera magica. Era una fresca notte d’estate, il silenzio rotto solo dal crepitio del fuoco che si mescolava al respiro profondo dei ragazzi addormentati, Il vento, leggero e fresco, sussurrava tra le fronde degli alberi, portando con sé l’odore del mare e delle foglie appena cadute. I rumori della natura, invisibili ma presenti, si mescolavano ai suoni più vicini, e tra questi rumori delicati, c’era anche la scrittura del professore, il fruscio della penna che scivolava sulla carta, alternato a lunghi momenti di silenzio e pause riflessive. Ogni tanto, il professor Railo sollevava lo sguardo, scrutando il cielo profondo come se cercasse risposte tra le stelle.
Rea, immerso in un sonno profondo, sembrava del tutto estraneo al mondo circostante. Ma sotto le palpebre chiuse, le sue pupille si muovevano lentamente, come se stesse sognando.
Serie: L'Impero della Stele
- Episodio 1: Notti di Stelle
- Episodio 2: Notti di Stelle (Il sogno)
- Episodio 3: Notti di Stelle (Selene)
- Episodio 4: Notti di Stelle (Ritorno a casa)
- Episodio 5: Notti di stelle (A casa)
- Episodio 6: Notti di Stelle (L’allenamento)
Ciao Gabriele,
scrivi davvero bene👏. Hai creato “un’atmosfera magica” e un episodio che invita alla lettura
Ciao Gabriele, benvenuto. Nello stile e nel ritmo narrativo di questo episodio percepisco una melodia piacevole, senza essere melensa. I colori delle immagini appaiono vivaci, con prevalenza di un rosso intenso che esalta l’ effetto della scena descritta. Si respira la calda e placida atmosfera intorno al fuoco. E nasce forte la curiositâ di conoscere tutto il resto della storia.
Un inizio molto bello e suggestivo. L’atmsofera attorno al fuoco è evocativa dei racconti che promettono avventura e mille emozioni. Scritto anche molto bene. Complimenti.
Mille grazie!!