
Notti di Stelle (Selene)
Serie: L'Impero della Stele
- Episodio 1: Notti di Stelle
- Episodio 2: Notti di Stelle (Il sogno)
- Episodio 3: Notti di Stelle (Selene)
- Episodio 4: Notti di Stelle (Ritorno a casa)
- Episodio 5: Notti di stelle (A casa)
- Episodio 6: Notti di Stelle (L’allenamento)
STAGIONE 1
Il professore si prese una pausa, il suo sguardo si perse un momento tra le luci della città, come se riflettesse a lungo su quanto stava per dire. “Per questo motivo, Rea, il consiglio che posso darti è questo: vivi appieno ogni momento. Vivi il posto in cui sei, le persone che incontri, perché, come insegnano i Tre Gemelli, la vita va vissuta in ogni sua forma. Tu sei giovane, e senti il desiderio di fare tanto, di cambiare il mondo, di lasciare il segno. Ma non preoccuparti, il tuo momento arriverà, qualsiasi destino tu abbia.”
Il tono del professore era più serio ora, ma non privo di una certa dolcezza che rendeva il suo consiglio ancora più prezioso.
Rea sorrise, un sorriso che sembrava mescolare rispetto e un pizzico di incredulità. “Lei è sempre una botte di saggezza, professore. Siamo davvero fortunati ad averla qui al villaggio. Anzi, continuo a pensare che lei sia sprecato qui, non era uno scriba alla capitale, appena qualche anno fa?” domandò, guardandolo con un’espressione perplessa, quasi divertita.
Il professore rise a gran voce, il suono profondo e sincero riempì la notte che li circondava. “Ahahaha! Oh, sì, lo sono stato, ed è proprio per quello che ti ho appena raccontato cosa ne penso di quelle luci.” Poi, mettendo una mano sulla spalla di Rea con affetto, si alzò lentamente. “Ecco, puoi dedurre da questo perché ora io sia qui.”
Fece un altro sorriso, più sereno. “Ora, è giunto il momento di rientrare e andare a dormire come si deve. È notte fonda, ormai, e non voglio proprio che tua madre venga a scuola domani urlando a squarciagola perché non abbiamo fatto riposare il suo ‘figlioletto’!” Il professore sembrò prendere un’espressione teatrale, alzando le sopracciglia come se si stesse preparando a una drammatica scena.
Rea sollevò la testa, ridendo di gusto. “Oh, sì, ne sono me la posso perfettamente immaginare,” rispose con un sorriso complice. Poi si alzò, allungando le braccia e sbadigliando. “Andiamo, professore. Torniamo prima che mia madre venga a cercarci con quella sua attitudine da guerriera.”
Le ore passarono e il mattino arrivò lentamente, filtrando attraverso le tende con una calda luce dorata che sembrava risvegliare ogni angolo dell’accampamento. Rea dormiva ancora profondamente, rannicchiato accanto ai due gemelli, Remo e Leno, più piccoli di lui. Il suono del mondo esterno non riusciva a svegliarlo, ma una violenta apertura della tenda fece irrompere la luce con una forza tale che neppure il sonno più profondo avrebbe potuto ignorare.
Una voce femminile suonò dall’ingresso, squillante e impaziente: “Ragazzi, è ora di svegliarsi! Non potete invecchiare qui, sapete?”
Remo e Leno, entrambi stesi su uno stesso lato della tenda, reagirono all’unisono: afferrarono i cuscini e, con una mira tutt’altro che precisa, li lanciarono in direzione della voce, esclamando infastiditi: “Non urlare appena svegli!”
Purtroppo per loro, la mira fu disastrosa e i cuscini non centrarono nemmeno lontanamente il bersaglio. La ragazza, visibilmente irritata, aprì ulteriormente la tenda, facendo entrare ancora più luce. “Rea, sei responsabile dei miei fratelli, ha detto il Professore. Per cui, se entro dieci minuti non li fai uscire fuori, salterai la colazione!”
Rea aprì gli occhi a fatica, un’espressione di fastidio sul volto. Senza pensarci due volte, afferrò il cuscino più vicino e lo scagliò con forza contro i gemelli, colpendoli in pieno viso.
“Ragazzi, se mi fate saltare la colazione, mangerò la vostra per i prossimi due mesi!” disse con un tono minaccioso, ma la risata che seguì smorzò ogni serietà della minaccia.
Qualche minuto dopo, i tre uscirono dalla tenda. Erano gli ultimi come al solito. Attorno al focolare spento, tutti i ragazzi e i professori già facevano colazione con latte, fette di pane e marmellata di lamponi, i loro volti illuminati dalla luce calda del mattino.
“Era ora!” esclamò la stessa voce femminile di prima, che si avvicinava con un piccolo vassoio in legno in mano, sopra il quale c’erano delle tazze di latte. “Tieni, per te e per i miei fratelli,” disse, porgendo a Rea una delle tazze.
“Selene, non prendertela con me! Sono i tuoi fratelli che fanno baccano fino a tarda notte!” Rea si difese, ma la sua voce tradiva un sorriso divertito.
I gemelli, che ancora non avevano preso atto della situazione, esclamarono all’unisono: “EHI! NON È VERO!”
Ma proprio in quel momento, Selene si chinò sopra di loro e, con un gesto preciso, diede a entrambi uno scappellotto dietro la testa. I due si ritrassero, ma i loro volti erano segnati da un sorriso malizioso.
“Andate a fare colazione, prima che mi ricordi cosa vi ho detto in tenda a proposito dei prossimi due mesi.” aggiunse Rea a bassa voce, rivolgendosi ai gemelli che sembravano ancora intenti a discutere.
Selene sorrise dolcemente, facendo un occhiolino di approvazione a Rea, come se apprezzasse la sua capacità di tenere sotto controllo i suoi fratelli. I due si conoscevano ormai da cinque anni, da quando la famiglia di Selene si era trasferita nel villaggio per sfuggire ai tagliagole.
Selene non era come gli altri. Era una Kino, una razza umanoide mutata a causa della Kina, il liquido presente nella Sacra Stele che ha il potere di alterare e mutare il DNA umano. Le sue orecchie erano sottili e affusolate, le labbra sottili nascondevano una dentatura bianca e perfetta, con una fila di canini superiori e inferiori in più, ma ciò che colpiva davvero erano i suoi occhi. Gli occhi di Selene erano di un intensissimo colore ametista, e al centro dell’iride c’erano piccoli cristalli bianchi che sembravano in continuo movimento, come granelli di sabbia sospesi nello spazio. La sua chioma bionda scendeva morbida sulle spalle sottili, dando un aspetto etereo al suo viso magro.
Rea, che ormai la conosceva molto bene, non riusciva a fare a meno di pensare quanto fosse incredibilmente bella. C’era stato una volta in cui lui e Selene avevano avuto una storia, ma oggi, mentre la guardava, era più consapevole di quanto lei fosse parte di lui, come un ricordo dolce e distante.
Serie: L'Impero della Stele
- Episodio 1: Notti di Stelle
- Episodio 2: Notti di Stelle (Il sogno)
- Episodio 3: Notti di Stelle (Selene)
- Episodio 4: Notti di Stelle (Ritorno a casa)
- Episodio 5: Notti di stelle (A casa)
- Episodio 6: Notti di Stelle (L’allenamento)
Anche questo episodio non delude…