Numeri pt.2

Serie: Di sicuro non è un libro


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: —continuo a contare

Zero, le guerre vissute, mille quelle viste alla tele, uno, il mondo che si spacca, spaccando tutto ciò che di bello c’è, diciassette gli anni della prima volta, due i denti ormai persi, una cicatrice sulla gamba neanche tanto in vista, due sul cuore, una più grande, un paio di volte ho rischiato la vita, in macchina per colpa degli altri, una per colpa mia, uno, il ritornello in testa per la vita spero, 2+2=4 il ragionamento che spesso non mi è immediato, cinque le carte del poker, due più cinque quelle del texano, nove e otto la battuta, lo zero è la cista, una la città veramente conosciuta, Catania, una quella sognata e vissuta per breve, Roma, una quella snobbata, o troppo grande per conoscerla da solo, Torino. Un paese a lungo come villeggiatura senza casa, Noto, quattro le case abitate, un poeta nel cuore, Catullo, gli altri un po’ più indietro a fargli compagnia, un mito, una vita forse al massimo, Gabriele D’Annunzio, zero, le ragazze con i capelli ricci conquistate definitivamente, una riccia per cui non ho lottato, uno sport abbandonato in fretta, due gli esami orali in cui sono stato rimandato finora, cinque quelli scritti, due i posti in cui sono stato raccomandato, uno quello che aspetto perché, dopo la raccomandazione, forse, me lo sono guadagnato: sarebbe proprio un bel regalo! Una volta ho confessato, deludendo, una mia bugia, ma ci stava, forse un errore, ma voluto. Due gli animali che vorrei, un cane e un gatto.

Di più il gatto. Nero. Maschio. Tre le piante femmine che fioriranno in giardino, uno il maschio da uccidere, tre i concerti, due quelli seri. Ora vorrei ballare, ma abbracciato, oppure vorrei sedere sulla mia cobra, vorrei il caldo, e i Pink a cielo aperto, con i cilindri che scoppiano ogni secondo, e le stelle ogni millennio. Il mio cervello fuso, le strade vuote, una strada infinita, la Route 66, l’America, l’aquila, poi gli Eagles, il deserto, poi la spiaggia. Cinquecento, i soldi che ho in tutto, due quelli nel cellulare, ma nessuno da voler chiamare.

Sono pieno. La vita la sento, sento Dio.

La musica mi fa vivere. Quando sono solo, quando non lo sono. Uno, il libro letto in un anno.

Quarantuno, la pagina che scrivo. Per oggi. Per chiudere quest’altro compleanno. Bello. Anche se viziato dal tempaccio. E’ mancato il mare. Ci sono gli amici. Belli i regali. Fra cinque ore dovrei svegliarmi. Due gli occhi che si chiudono, uno immenso veglia sul nero della notte. Sul filo della chitarra, di questo piccolo angolo, in cui si spande, in cui sorge e si ferma.

Una la morte che vorrei sentire, quella che non avverti, nel sonno. Mille le vite che vorrei vivere, perché mille sono le strade che non prenderò. Una vita è tanto tempo. Tutto è poco lento. Una Benson blu fuma. L’Etna lo farà e l’ha fatto. La canna girerà di nuovo per molto tempo ancora. I colori saranno testimoni, spero le parole sapranno sporcare, spero sapranno non ingannare, spero che le mie non diano la sensazione di un fine ricercato. Spero siano scaglie di grana di diamante “’ra chiana”(della piana di Catania).

Spero la roba non sia mai tanta. Verdi sono le parole oggi, perché tempo mi ha dato questo colore. E colore è stato testimone, di bei momenti di vita, tanta vita, copiosa di emozioni, come le gocce questa settimana, non come le ore di sonno, quelle che mi prenderò, fino a domani, che sarà solo la prossima sfumatura che mi porterà fino al Grande Blu dei pirati.

Blu, il mio colore. Il mare.

Blu, mare, felicità.

La felicità è quella che regna in me da così tanto tempo ormai.

Continua...

Serie: Di sicuro non è un libro


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Non ho mai amato la matematica, faccio sempre due conti per necessità, ma questi calcoli un po’ prosaici e un po’ poetici mi hanno colpito e conquistato. Mi sono resa conto che, ancora una volta, é stato un amante del blu, a catturarmi nella rete di un suo racconto. Forse ho capito da cosa nasce questa sintonia: un’ isola nel cuore, un mare che bagna la città, impregna anima e corpo e spesso riemerge, ispira e appaga.