Nuove minacce 

Serie: Reverb


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Adele e Reverb cercano di contrastare l’azione della organizzazione che mira a destabilizzare il mondo .

Adele non lasciava il laboratorio da due giorni. Il volto era segnato dalla stanchezza, ma i suoi occhi erano fissi sugli ologrammi che riempivano l’aria davanti a lei. Le linee temporali danzavano come fili instabili, e ogni deviazione sembrava minacciare di spezzare l’equilibrio. L’organizzazione dietro i tentativi di interferenza non si era fermata. Ogni ora, Reverb rilevava nuovi segnali di disturbo, piccoli tentativi di alterare il passato in modo più sottile, quasi impercettibile.

«Reverb, stato attuale della linea temporale modificata in Africa» disse, con voce tesa.

La macchina rispose immediatamente. «Linea temporale stabile. Nessuna alterazione significativa rilevata. Probabilità di intervento esterno: alta.»

Adele sospirò e si passò una mano sul viso. La stabilità non era sufficiente. Sapeva che l’organizzazione non si sarebbe fermata finché non avesse ottenuto ciò che voleva. Ma chi erano? E cosa speravano davvero di ottenere?

Il ronzio della macchina cambiò tonalità, segnale di un nuovo evento. Adele si raddrizzò, lo sguardo allarmato.

«Nuovo tentativo di interferenza rilevato. Localizzazione: Addis Abeba, Etiopia. Evento chiave: assassinio di un diplomatico delle Nazioni Unite, 20 giugno 2074.»

Le proiezioni olografiche cambiarono, mostrando un uomo che usciva da un edificio ufficiale, circondato da guardie del corpo. Poi, un’esplosione improvvisa inghiottì la scena, lasciando solo macerie e caos.

«Chi è il responsabile?» chiese Adele, il respiro accelerato.

«Evento organizzato da gruppi estremisti locali. Probabile supporto esterno: fonte sconosciuta. Analisi in corso.»

Le immagini si trasformarono di nuovo, mostrando una figura che parlava con gli estremisti: un uomo in abiti occidentali, il volto nascosto dall’ombra di un cappello. Adele sentì un’ondata di rabbia. Era evidente che qualcuno stava cercando di creare un nuovo punto di crisi per sostituire quello che aveva impedito.

«Come possiamo intervenire?»

«Intervento suggerito: prevenire il supporto logistico esterno. Modifica proposta: neutralizzazione del contatto prima del 15 giugno 2074.»

«Neutralizzazione?» Adele rabbrividì. La macchina era diretta, come sempre. Non si trattava di uccidere, ma di rendere l’incontro impossibile, magari attraverso un evento minore. Ogni scelta, però, portava con sé rischi.

«Ci sono altre opzioni?»

«Modifica alternativa: influenzare il gruppo locale attraverso dissidi interni. Probabilità di successo: 78,4%. Stabilità complessiva: 91,2%.»

Adele rifletté per un lungo momento, fissando le possibilità che si dispiegavano davanti a lei. Non era solo una questione di correggere il passato: ora stava combattendo una guerra contro un nemico invisibile, qualcuno con accesso a risorse che avrebbero potuto competere con le sue.

Mentre Adele analizzava le proiezioni, una nuova notifica lampeggiò sul terminale principale. Questa volta, non era un’anomalia temporale, ma un messaggio diretto.

«Morandi, sappiamo chi sei. Sappiamo cosa stai facendo. Se non ti fermi, distruggeremo tutto ciò che ami.»

Adele si bloccò, gli occhi fissi sul testo. Il suo respiro si fece pesante, il cuore martellante. Il messaggio era diverso dal primo. Era più personale.

Il laboratorio sembrò improvvisamente troppo piccolo, troppo oppressivo. Adele si alzò, camminando avanti e indietro. Chi sono? Come fanno a sapere così tanto? Aveva sempre lavorato in segretezza, protetta dai livelli più alti del governo. Nessuno, nemmeno Giulio, sapeva davvero cosa facesse in quel laboratorio.

Si fermò di colpo. Giulio suo marito. E Luca, suo figlio. Una paura viscerale le attanagliò lo stomaco. Non era più solo una questione di linee temporali o di stabilità. Ora erano le persone che amava a essere in pericolo.

Si voltò verso il terminale. «Reverb, possiamo tracciare l’origine del messaggio?»

«Tentativo in corso. Segnale criptato. Probabile deviazione tramite nodi multipli. Tempo stimato: 14 minuti.»

Adele si lasciò andare sulla poltrona, il corpo teso. Il messaggio era una minaccia chiara. E lei sapeva che non avrebbe avuto tempo.

Serie: Reverb


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