Oltre il muro

Serie: L'Ineludibile


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Nella puntata precedente l’ispettrice Samanta Rizzolo e la recluta Giulio Scopettini hanno scoperto che il pugnale conficcato nella mano di Scrotalo era stato commissionato ad un antiquario locale dallo stesso Scrotalo

“Forse non sarebbe il caso di lasciare campo ai colleghi della sezione operativa centrale?” azzardò con titubanza l’agente Giulio Scopettini, temendo di essere azzannato alla giugulare.

La reazione della Rizzolo fu però pacata.

“Sarebbe la scelta più saggia” rispose mentre il suo pick up ingoiava l’asfalto che li separava dalla comunità il Soffio.

Giulio annuì sconsolato.

“Già, sarebbe” concluse in tono rassegnato.

Samanta Rizzolo sorrise. Quel ragazzo le piaceva ogni momento di più.

“Ascolta Giulio” proruppe improvvisamente “non voglio coinvolgerti. Capirei se tu non te la sentissi di proseguire. Se così fosse, dimmelo così ti riporto a casa”

Giulio la rivolse uno sguardo intenso, dissonante con l’atteggiamento impacciato e timoroso fino a quel momento mostrato dalla recluta.

“Se non avessi voluto essere coinvolto, avrei scelto altro” concluse lapidario.

La Rizzolo, piacevolmente spiazzata, annuì sorridendo.

“Non voglio però che tu entri. Anzi, resterai in auto. Mi devi chiamare se vedi movimenti strani”

Giulio annuì.

“Io non conosco i colleghi della sezione centrale” replicò.

Samanta scoppiò a ridere.

“Non preoccuparti. Li riconoscerai a vista. Sono così gonfi del loro ego che devono ancorarsi a terra con dei piombi per non volare via”

Giulio sorrise a sua volta.

“Però è gente che sa il fatto suo” concluse con greve seriosità la Rizzolo.

“Samanta?”

“Si?”

“Chi è questo Ineludibile? Perché Sapretti è corso a chiamare i servizi investigativi centrali non appena ha sentito il suo nome?”

La Rizzolo lo osservò.

“L’Ineludibile è uno degli arcani irrisolti della squadra di investigazione nazionale. Qualcuno addirittura dubita che esista realmente. Fino ad oggi non aveva mai rivendicato la paternità dei propri crimini. E’ però un nome che emerge con frequenza nelle dichiarazioni testimoniali rese in indagini svolte da più Procure a livello nazionale”

“E perché si sarebbe esposto per la prima volta per uno come Scrotalo e in posti come questo? Non potrebbe essere un emulatore mitomane?”

Samanta annuì.

“Giusta osservazione. Il dubbio è lecito. Però l’esecuzione non mi sembra possa opera di uno squinternato”

Giulio annuì. 

“Strano però che un criminale di livello internazionale operi in un’anonima cittadina dispersa tra i monti come questa” obiettò 

“Può avere i suoi vantaggi” replicò la Rizzolo.

La strada che avevano imboccato terminava davanti ad un gigantesco muro circolare al cui centro si stagliava una robustissima cancellata in ferro battuto.

Erano arrivati all’ingresso della comunità Il Soffio.

La Rizzolo scese dall’auto.

Si voltò verso Giulio.

Costui dall’abitacolo alzò il pollice in segno di intesa.

La Rizzolo si avvicinò al cancello, indugiando con lo sguardo sulla struttura che si ergeva davanti a lei. Infine suonò al citofono.

Dopo alcuni secondi le ante automatizzate della pesante cancellata iniziarono lentamente ad aprirsi.

Continua...

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