Onnophris

Serie: The Flash Of Lightning


John fu costretto a cambiarsi lì, davanti a tutti, anche perché con quel costume di plastica e metallo si soffocava. Gli astanti lo guardavano con curiosità e quando finì di cambiarsi la ragazza che gli aveva dato la tunica gli diede anche dei sandali e portò via la tuta spaziale. Degli uomini armati di lancia gli fecero cenno di seguirli, John si guardò intorno e tutti quanti gli indicavano di seguire le due guardie. Procedette per qualche metro e svoltò a sinistra insieme ai due uomini, quello che vide fu un qualcosa di impressionante. Un imponente edificio composto da grossi blocchi di pietra calcarea, delle sfingi con testa di ariete erano posizionate ai lati di un lungo viale che conduceva all’interno di un’area in cui erano presenti delle colonne maestose con dei bassorilievi chiaramente egizi e si vedevano anche due obelischi, forse granitici.

John si fermò di scatto, il respiro era diventato affannoso, non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Una delle guardie lo afferrò per un braccio cercando di spingerlo verso l’interno di quello che sempre più gli sembrava un tempio. John, evidentemente sotto shock, diede una spinta alla guardia che fece un volo di diversi metri, l’altra guardia lo colpì violentemente alla testa con l’asta della lancia. Ci fu un forte rumore metallico e l’asta si piegò. La reazione di John fu di fastidio, avanzò verso l’altra guardia che provò ad infilzarlo. Ci fu uno squarcio lì dove la punta della lancia voleva conficcarsi, all’altezza della spalla sinistra, ma la punta si spezzò, senza trafiggere le carni di John. Le guardie e tutti i presenti si inginocchiarono sussurrando “Heru”, in forma di devozione.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: John si prepara ad andare ad una festa di Halloween. Arrivato all'ingresso una luce fortissima lo colpisce e si ritrova in un luogo sconosciuto.

Il rumore della lancia spezzata ed il vociare della gente avevano allertato il Gran Sacerdote che andò incontro alle guardie ed a John e, con uno strano accento, disse “Benvenuto Viaggiatore, io sono Amenemhat Gran Sacerdote di Amon!”

“Parli la mia lingua?” Rispose John

“Non è forse ovvio?”

“Già! Il mio nome è…”

“John, lo so già, sono 2 anni che siamo in attesa di riceverti. Onnophris ci aveva allertati!”

“2 anni? Chi diavolo è Onnophris?”

“Una cosa alla volta, seguimi Heru.” Disse Amenemhat camminando con le mani incrociate dietro la schiena.

“Heru?”

“Sì, Dio della Luce, giunto a noi in un bagliore accecante.”

“Ma io non sono un Dio!” Disse John

“Neanche Amon lo è, ma ha il potere di distruggere interi palazzi a mani nude!”

“Ma…”

“Una cosa alla volta, Heru. Ora rifocillati.” Disse ancora il gran sacerdote facendo accomodare il Viaggiatore nelle sue stanze “Potrai fare un bagno e mangiare, in seguito avrò modo di rispondere ai tuoi quesiti.”

John annuì e, in fondo, era un po’ stravolto. Si infilò nella vasca da bagno, accettò l’aiuto della servitù (anche perché non sapeva come far capire loro che avrebbe preferito fare da solo). Un’ancella, dopo averlo asciugato, provò a sedurlo. John, pensando alla sua Leslie, le afferrò le braccia e, più delicatamente che potè, la respinse. La ragazza ci riprovò altre volte, ma il risultato fu sempre lo stesso e l’ancella scappò via tremante di paura ed in lacrime. Fu intercettata all’uscita della stanza da Amenemhat che la interrogò, lei pianse a dirotto e lui la fece portare via dalle guardie. Il Gran Sacerdote entrò nelle stanze private di Heru e disse “Mi dispiace che Nofret non sia stata di tuo gradimento, potente Heru. Spero che tu sia clemente con noi!”

“Nofret? Si chiama così? No, no lei è fantastica… ma dove la stanno portando?”

“Seguimi!”

“E fai questo e fai quello e seguimi…” Bofonchiò John, mentre seguiva il Gran Sacerdote.

Si ritrovarono fuori dalle mura, nei pressi di un pozzo. Le guardie erano lì davanti con Nofret che era bendata, Amenemhat fece un cenno e la ragazza fu spinta giù. Si sentì un tonfo e poi diverse urla, poi più nulla.

“Ma siete matti? Riprendetela, forse è ancora viva!”

“I Cobra sanno il fatto loro, Heru, non ti dolere!” Disse Amenemhat mentre estraeva un’ampolla da una tasca, e la passava sotto il naso di John che perse i sensi.

Tic, Tic, Tic, Tic  “Basta, mi esplode il cervello!” Disse John.

Lo scultore, intento a rappresentare l’arrivo di Heru su una stele, si fermò guardando Amenemhat che gli fece cenno di uscire.

“Con la dose che hai inalato avresti dovuto dormire per almeno 12 ore…” disse il Gran Sacerdote

“E invece quanto ho dormito?”

“Molto poco!”

“Che cosa mi hai fatto? Non riesco a muovermi!” Quando John aprì gli occhi si vide imprigionato in una sorta di sarcofago estremamente pesante. Braccia, gambe, spalle ed addome erano bloccate da dei fermi di metallo che, in aggiunta al peso della roccia granitica, gli impedivano ogni movimento.

“Maledetto! Perché l’avete uccisa? Era solo una ragazza!”

Amenemhat non rispose.

“Perché mi tieni imprigionato? Hai forse paura?”

“Queste sono le istruzioni di Onnophris, non chiedere altro. Dovrebbe essere qui a momenti.”

“Fammelo capitare tra le mani! Gli faccio vedere io!”

“Onnophris è un Viaggiatore molto potente!” disse Amenemhat sorridendo

In quell’istante Onnophris entrò dalla porta e disse “Vai pure, Amenemhat!” Mentre con un gesto della mano destra spense alcune candele. Ora era visibile dal mento in giù, un pizzetto bianco algido spiccava in mezzo a quella penombra.

“Ai tuoi ordini!” Disse Amenemhat mentre usciva.

“Io ti ho già visto! Tu sei quello vestito di bianco che è entrato nel varco insieme a me!” Disse John

“Non so di cosa tu stia parlando, Heru!”

“E basta con ‘sto cazzo di Heru! Io mi chiamo John! E poi, perché sei vestito da Assassin’s Creed?”

“Assassin’s cosa? Va be’, ma ora calmati! Sono qui per aiutarti!”

“Aiutarmi? Tenendomi imprigionato sotto un masso gigante e bloccato da fermi di metallo?”

Con qualche gesto veloce di spalle e braccia (come se stesse girando un volante molto grande) Onnophris riuscì a mettere dritto il sarcofago ed a sgretolarlo, John rimase in piedi ed il metallo che lo tratteneva cadde a terra emettendo un clangore quasi assordante.

Il Gran Sacerdote entrò di corsa e chiese “Serve aiuto?”

“Ritieni veramente che mi possa servire il tuo aiuto in un eventuale scontro?” Chiese Onnophris “Ti ho già detto di andare!”

“Sì Signore.”

“Ora che sei libero ti senti meglio?” Chiese Onnophris

“Mi sentirò meglio quando ti avrò…” la bocca di John si chiuse ed il suo corpo fu immobilizzato e tutto grazie al movimento dall’alto in basso di indice e medio di Onnophris.

“Ora fai silenzio, sono qui per aiutarti a sopravvivere! Gli uomini di Kek saranno qui entro poche settimane.” Disse Onnophris lasciando libero Heru, dandogli indicazioni di stare sempre almeno a dieci metri di distanza da lui, nessuno poteva toccarlo.

“Ammazza che schizzinoso!” Pensò Heru

“Non sono per niente schizzinoso!” Disse Onnophris

“Vediamo se mi legge veramente il pensiero” disse Heru fra sé e sé e pensò ad uno Pterodattilo.

“Animali nobili gli Pterodattili, peccato si siano estinti. Ora smetti di pensare a queste stupidaggini e seguimi!”

Dopo essersi aggirati per i meandri del palazzo entrarono in una stanza molto grande dove il Gran Sacerdote aveva fatto imbandire una tavola lunghissima, in un’area buia c’era un tavolo isolato. Onnophris scelse di sedersi in disparte e lì abbassò il cappuccio, Amenemhat si fermò a parlare con lui, sembrava stesse ricevendo delle istruzioni. Heru fu fatto accomodare a capotavola. Lì dove era seduto poteva intravedere Onnophris, si vedevano nettamente questo pizzetto bianco e queste sopracciglia bianche, niente più.

“Ma questo mi doveva aiutare a sopravvivere perché quelli di Checco stanno arrivando e poi mi porta a cena?” Pensò Heru e pochi secondi dopo fu raggiunto da Amenemhat che gli disse “Questo ha detto che il nemico si chiama Kek e non Checco.”

John-Heru si girò verso Onnophris e gli fece un gesto come per dire “E che cacchio, non si può pensare niente, qui…” poi iniziò a mangiare insieme ai dignitari invitati da Amenemhat.

La cena non fu divertente, intorno a sé non aveva nessuno con cui scambiare quattro chiacchiere, nessuno parlava la sua lingua, ma imparò alcuni termini del luogo per indicare il cucchiaio, il coltello, alcune pietanze ed i nomi di alcune persone.

A fine cena, Amenemhat gli si fece incontro e lo accompagnò nelle sue stanze dicendogli che il giorno dopo avrebbero cominciato l’addestramento.

“Ma l’addestramento per cosa?” chiese John

“Domani lo scoprirai! Queste sono le istruzioni di Onnophris non…”

“Chiedere altro!” disse Heru completando la frase del Gran Sacerdote, poi aggiunse “Buonanotte!” e si congedò.

Serie: The Flash Of Lightning


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