Ora (o mai più)

 Jerome Pollocks, disse che dopo essere diventato sindaco non sarebbe mai più stato nella città di V*****, peraltro decaduta proprio durante la sua amministrazione. Era il 18 luglio del 1987 quando, la piccola- a seguito di numerosi flussi immigratori verso nord- cittadina della Baviera lo aveva visto eletto con il 93% dei voti. Aveva pianto a lungo, poi- un poco a sorpresa- le zoccole con cui si era intrattenuto quando era avvocato a Berlino avevano cominciato a ricattarlo. E lui aveva pagato. Una di quelle puttane- Katia O.- l’aveva perfino sposata. La cosa era uscita (cioè che lei facesse sesso per denaro) ma ormai alla fine del mandato. Non si era potuto ricandidare. Era giugno e decise di andarsene via, lontano, in Portogallo. Lo legavano a quella terra vecchie letture di Pessoa e una ragazza di Lisbona, Miriam, con cui aveva avuto un figlio in gioventù. Si, voleva tornare lì; vedere suo figlio; vedere Miriam.

Non sapeva bene, a dire il vero, se si trattasse di una figlia o di un figlio.

Lei se ne era scappata prima in Colombia, dove pare avesse fatto per un periodo la escort, e poi era venuta in Portogallo, la sua Heimat.

Non posso dire che fosse bella però era sicuramente molto sicura di se e pregna di quel fascino che hanno le donne molto volitive; molto spesso, se non sempre.

Miriam credo che non mi considerasse un padre affidabile, si affidabile, avete letto bene: a lei piacevano più gli uomini ribelli, intemperanti. Ora contavo- e credo sia più onesto passare alla prima persona- sul fatto che lei non sapeva che carriera avevo fatto in politica.

Riuscii a rintracciarla, e quindi le dissi tutto quanto (tranne dello scandalo, si capisce). Lei disse che disprezzava i politici, tutti ma, allo stesso tempo, ammise che non poteva impedirmi di vedere mia figlia. E poi- aggiunse- lei vorrebbe farsi suora e tu sei l’unico che può convincerla a recedere.

Me ne tornai in Germania il giorno stesso, quando ricevetti una sua lettera che mi diceva: “Papà, vorrei andare a Roma, prima di prendere questa importante decisione, mi accompagni” ?

Ero stato per cose di politica a Roma, qualche anno prima, e mi ero anche divertito molto; ma andarci per incontrarVi il Papa era un pò riduttivo, amici miei. Mi accesi un sigaro e dissi: quindi, tu credi in Dio ?

Mio figlia (per ora è bene non rivelarne il nome) disse che aveva già comprato i biglietti e tutto quanto.

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