PALADINO PRESENTA

Serie: Semplicemente Paladino #3 stagione


Caligola un tempo non si chiamava così. Aveva un nome impronunciabile, un po’ come certi nomi indiani o islandesi.

Abitava sul pianeta Plutone e fu tra i primi scienziati guerrieri a diventare tale. Divenne capo fascia e coordinò alcuni tumulti su Plutone. Le autorità plutoniane non gradirono questi comportamenti, ma non sapevano che eventi analoghi erano avvenuti pure su Venere e Marte. I plutoniani decisero di esiliare Caligola e i suoi seguaci. Questi resistettero, ma per quanto fossero determinati, gli scienziati guerrieri si arresero perché se avessero continuato a combattere sarebbero stati spazzati via. invece, se si fossero arresi e si fossero ritirati avrebbero potuto organizzare la vendetta. Dello stesso parere erano gli scienziati guerrieri venusiani e marziani, con i quali gli scienziati guerrieri plutoniani si coordinavano. Mentre le autorità dei tre pianeti non sapevano del comune problema, i loro nemici si coordinavano. il fatto che le autorità non fossero coscienti del comune pericolo favorì gli scienziati guerrieri. Ma ciononostante gli scienziati guerrieri furono esiliati da Plutone.

Le flotte di reietti s’incontrarono nello spazio e assieme crearono un’unica, grande flotta. A quel punto le autorità dei tre pianeti seppero del comune pericolo. Era una cosa interessante saperla, ma molti lo sottovalutarono. Tanto, li avevano cacciati, dov’era il problema? Erano alieni che non sapevano congegnare qualcosa di differente da quel che volevano. Alieni conformisti, che presto avrebbero pagato il cieco ottimismo. Assieme, gli scienziati guerrieri concepirono la vendetta.

Solo che una fazione trasversale dell’esercito di reietti volle avventurarsi in altre dimensioni. Asserivano che in un’altra dimensione agivano alcuni loro omologhi e li volevano aiutare.

I capi degli scienziati guerrieri non volevano che una parte del loro esercito appena nato si staccasse dal branco e cercarono di impedire in ogni modo che quei reietti se ne andassero. Ma questi, ineluttabili, si trasferirono di dimensione e andarono ad aiutare gli scienziati guerrieri di quell’universo, i quali invasero il pianeta Terra, ma furono ostacolati dalla defezione della fazione marziana. Ma questa è un’altra storia…

La flotta degli scienziati guerrieri si trovò in difficoltà. Una grossa fetta del suo organico originario si era trasferita di dimensione e ora i capi erano indecisi sul da farsi. Un buon motivo perché le autorità che li avevano cacciati dai loro pianeti natii si tranquillizzassero. Allora Caligola ebbe un’idea: se alcuni scienziati guerrieri erano andati in un altro universo, loro sarebbero andati in altri universi a reclutare altri scienziati guerrieri. Se in quell’altro universo i traditori avevano trovato loro simili, di sicuro l’evento della nascita del movimento era avvenuta in altri universi. Quello sarebbe stato un bacino di reclutamento vastissimo, che avrebbe accresciuto in modo esponenziale il numero degli scienziati guerrieri.

C’era un problema: come poteva Caligola spostarsi nelle altre dimensioni? Tutti gli scienziati guerrieri che lo sapevano erano andati nell’altro universo, e quegli altri erano rimasti senza l’apposito materiale. Invero ci volevano dei portali che, dopo la fuga dei traditori, erano stati autodistrutti proprio per volere di quelli. Bisognava costruirli per fare dei viaggi simili. Ma quegli scienziati guerrieri non sapevano che fare, come fare. I superiori di Caligola fecero delle ricerche nei loro database, e scoprirono che i traditori avevano preso spunto da un portale piuttosto rudimentale che si trovava sepolto sulla Terra. Bisognava andare su quel pianeta e trovarlo.

Questo portale aveva una storia: era stato costruito da un’antica popolazione terrestre di cui gli attuali uomini si erano dimenticati, dato che la prima prosperò in delle terre che furono poi ricoperte di acqua e ghiaccio: l’Antartide. Quindi, da qualche parte di quell’inospitale e remota regione terrestre c’era questo portale, che aspettava di essere disseppellito e portato nello spazio, dove gli scienziati guerrieri ne avrebbero fatto buon uso. Caligola fu investito dell’incarico di andare sulla Terra e trovare il portale.

Caligola prese con sé i suoi migliori scienziati guerrieri, dodici in tutto, e volarono sulla Terra.

Atterrarono durante una tormenta, la temperatura era bassissima, ma loro non ne soffrirono: erano abituati a un ambiente simile; anzi, per loro fu salutare. C’era un problema, comunque. Il territorio che dovevano controllare era vastissimo e loro erano solo tredici. Caligola aveva creduto che il pianeta Terra fosse minuscolo, ancora di più di Plutone, e la regione interessata fosse un fazzoletto di suolo. Non era così.

Chiesero dunque aiuto ai loro capi e questi gli diedero delle coordinate e dove a grandi linee si supponeva si trovava il portale. Il portale era in pietra, gli fu detto. Dovevano scavare nel ghiaccio, poi nella terra, e trovare un manufatto roccioso. Altre difficoltà, quindi. Caligola pensò che forse i suoi capi non credevano nella sua idea, che forse l’avevano mandato sulla Terra senza sperare troppo che lui ce la facesse.

Caligola fu preso dallo sconforto ma cercò di reagire. Voleva vincere! Fece una ricerca nel suo database e scoprì i nomi degli antichi dei oscuri della popolazione dimenticata. Sulla Terra più nessuno credeva in loro, quindi nessuno li pregava, li soddisfaceva. Caligola decise di tornare ad adorarli e ciò fece indignare i suoi seguaci: erano scienziati guerrieri, laici per definizione. Il loro capo non poteva adorare degli dei, peraltro stranieri. Caligola decise di immolare delle vittime per soddisfare quegli dei.

In una notte di tormenta, Caligola uccise i suoi dodici seguaci. Fu una mattanza! Poi fece a pezzi i corpi e li divorò in modo da appagare i desideri degli dei antartici.

Funzionò. gli dei gli diedero un segno e gli indicarono il luogo dove si trovava il portale dei desideri.

Dunque Caligola si mise a scavare e scavò molto.

Dopo aver bucato parecchio ghiaccio e aver rovesciato altrettanta terra, ebbe timore che fosse stato preso in giro da quegli dei. Forse aveva ucciso in un impeto esagerato, inutile oltretutto. Ma poi decise di scavare ancora un po’, l’idea di fugare i dubbi.

Infine trovò un manufatto di pietra molto grande in fondo al fosso che aveva scavato.

Bene, ora che l’aveva trovato lo doveva portare fuori dalla buca e poi trasferirlo nello spazio, nel quadrante cosmico dove si trovava la flotta. Poi si sarebbe proceduto alla costruzione di altri portali e si sarebbero inviati degli ambasciatori a convincere gli scienziati guerrieri degli altri universi a unirsi a loro.

Sorse una difficoltà: come poteva estrarlo da lì? Caligola era molto forte, ma non abbastanza per poter tirarlo fuori da solo. Aveva calcolato tutto quel che ne sarebbe conseguito, ma prima di tutto doveva uscire dalla buca con il portale. Se avesse avuto i suoi dodici seguaci a disposizione ce l’avrebbe fatta. Ma se poi non li avesse immolati non l’avrebbe mai trovato, quel maledetto portale grondante di sangue.

Demotivato, Caligola uscì dalla buca e cercò di riflettere. Aveva una buona vista e si accorse che poco lontano c’erano alcuni terrestri. Decise di avvicinarsi e spiegare loro il suo problema, chiedergli aiuto. Ma come avrebbero reagito? Male, era ovvio e prevedibile. Lui era un alieno, l’avrebbero scambiato per un invasore. Se già nella sua patria era stato perseguitato, su quel pianeta straniero gli avrebbero fatto ben di peggio.

Ma Caligola non poteva scegliere. Se voleva il successo, doveva rischiare. Doveva chiedere aiuto. In cambio, avrebbe offerto qualcosa. Pensò che l’ambizione non aveva confini.

Caligola si rivolse agli uomini nelle due lingue più parlate su quel pianeta: inglese e cinese. Una delle due lingue l’avrebbero capita, no?

All’inizio i terrestri furono terrorizzati. Poi, si assuefecero al suo sembiante orripilante e ammaliati dalla conoscenza di un nuovo popolo… Caligola non spiegò che era un mutante e quelli acconsentirono ad aiutare l’alieno. In cambio, costoro avrebbero ottenuto l’alleanza con gli scienziati guerrieri. I capi di questi ultimi non sapevano nulla, né avevano dato la necessaria autonomia perché Caligola agisse così. Caligola pensò che tanto avrebbe potuto rompere l’alleanza con quegli stupidi terrestri, che tanto erano primitivi, ignoranti. Avrebbe raccontato delle belle storielle e poi, tornato dai suoi capi, non ci sarebbe stata più alcuna alleanza.

Seppur primitivi e ignoranti, i terrestri aiutarono Caligola a estrarre dal buco il portale. Poi lo caricarono sull’astronave di Caligola e questi, dopo averli ringraziati e fatto altre promesse che sapeva non avrebbe potuto, né voluto, mantenere, tornò dalla sua flotta.

Molti accolsero Caligola con stupore dato che non credevano ce l’avrebbe fatta. Si pensava che sarebbe morto sulla Terra, oppure che vi sarebbe rimasto per sempre senza risolvere nulla, emarginato e deriso da chi era già emarginato e deriso. Invece, ce l’aveva fatta. I capi furono entusiasti del portale. Ne costruirono altri e inviarono ambasciatori nelle altre dimensioni. Presto, questi, tornarono con molti altri scienziati guerrieri. Come aveva immaginato Caligola, l’esercito degli scienziati guerrieri accrebbe. Poi i capi chiesero a Caligola di raccontare loro la sua storia, dicendo la verità.

Caligola omise che aveva ucciso i suoi dodici seguaci, disse che erano stati uccisi dai terrestri, e spiegò infine della sua alleanza con i terrestri.

I capi se ne interessarono e mandarono Caligola di nuovo sulla Terra, a contattare il capo di quei terrestri, perché volevano approfondire la conoscenza delle risorse terrestri.

Il capo dei terrestri era il maggiore Ceran.

Serie: Semplicemente Paladino #3 stagione


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