Palla di pelo

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: I golem non hanno il senso del gusto. Forse neanche l'olfatto appartiene alla loro gamma di sensi disponibili... Ma non perdono l'occasione di farsi belli quando ricevono visite.

Davide si svegliò con uno strano rumore ritmico.
Era un suono conosciuto, assomigliava ad uno sturalavandini in azione, la classica ventosa che prova a sgorgare un lavandino otturato da tempo.

Il LED rosso ancora funzionante si accese di soprassalto.

– Oddio! Chi sta vomitando? Chi sta male? – Pensò a quale dei suoi gatti potesse avere problemi, pensò al numero di telefono della sua veterinaria, pensò che doveva prendere dei croccantini migliori. Provò ad alzarsi dal letto, ma i motorini elettrici ancora operativi erano rimasti quelli della gamba destra e del braccio sinistro.
Ronzarono esitanti dal parquet. Il robot da battaglia giaceva ancora a terra.

– Cazzooooh! Non era un sogno! – Disse piano a se stesso.
– Chi si sente male? – Urlò Davide.
Il gorgoglio da rigurgito continuava inesorabile. Doveva essere qualcosa di grave! Si sollevò a sedere facendo leva sul braccio mobile.
Mizu e Kira erano girati, ma sembravano in salute, fissavano qualcosa dietro l’angolo del letto.
Snupy dormiva sulla scrivania, apparentemente sano.

– Thanuccio! Sei tu che vomiti? – Chiamò Davide preoccupato.

– Io vomito silenziosamente! Non mi piace dare spettacolo! – La voce di Massimo Decimo Meridio, da sopra il letto, fece sospirare di sollievo il robot.

Era Lilith! Davide cedette alla preoccupazione più nera: Lilly non stava mai male! Mai!

– Lilletta! Che hai? Cosa ti senti? – Davide robot stava cercando di trascinarsi verso quel suono tanto atroce. Spingendosi col braccio ancora sano girò l’angolo del letto, si avvicinò ai due gatti che fissavano nella direzione del rumore che si faceva sempre più prolungato e sofferente.

– Non è un bello spettacolo, eh! – Kira guardò il robot che arrancava, era stranamente seria.

– Ma perché sta così male? – Davide intravide il dorso della gatta grigio fumo che sussultava.

– Una palla di pelo! O forse di carta! – Rise nervosamente Mizu, senza distogliere lo sguardo.

Lilith se ne stava gobba, ma composta, sul pavimento in legno, veniva scossa da spasmi violenti e prolungati. La coda si muoveva come un tergicristalli durante una tempesta. Forse aveva ingerito del veleno, ma Davide non aveva veleni in casa… Forse la schiuma magica di quando era un secchiello con annesso mocio era tossica. Blue Defender avanzava indomito pronto ad aiutare in qualunque modo la povera gattina in difficoltà. Improvvisamente la testa di Lily scattò rivolta al soffitto, dalla bocca un grosso spigolo di un qualcosa di rigido e troppo grande, del colore del cuoio, sporgeva impedendole di riprendere fiato.

– Che cavolo ha inghiottito? Dio, così soffocherà! – Davide stava cercando di andare più velocemente che poteva.
I  suoi pensieri erano oscuri e carichi di paure per la salute di quell’amica tanto elegante. Un altro conato, questo però somigliava più ad un urlo. Il robot si fermò di colpo. Dalla bocca della gatta fuoriusciva una sorta di armadio a due ante… sembrava un libro enorme: il Codex Gigas conservato a Stoccolma in confronto, era un tascabile. Era almeno otto volte più grande della gatta che lo stava rigurgitando.

– Non può essere… – Sussurrò atterrito l’androide rotto.

Il tonfo sordo di quell’enorme volume fece vibrare i vetri della stanza da letto. Un libro gigantesco, tenuto chiuso da una cinghia in cuoio e con una strana scultura in ottone circolare a forma di semisfera con bizzarri simboli in rilievo che sembravano indicare una provenienza cinese? Forse mongola? Davide non pensava molto in quel momento.

Lilith fremeva ancora per lo sforzo, grosse lacrime le scurivano il pelo lucido sugli zigomi. Ansimava cercando di riprendersi.
Davide riprese l’avanzata da automa mutilato.

– Lillina! Come ti senti? M-ma come hai… Cosa è quella specie di materasso matrimoniale? – L’ansia unita allo stupore deviò la domanda sulla salute verso qualcosa che compensasse anche la curiosità.

– Non conosco tutti gli incantesimi! – Rispose la micia con una voce ancora affaticata e ansante. – Per poter riparare i danni serve un incantesimo che puoi leggere solo tu. Perché… possiedi un’anima umana. – Davide emise un ronzio prolungato da motorino elettrico.

– Risveglia il Libro! – Fu l’ordine di Lilith. Il robot si mosse automaticamente. Da steso usò i due arti ancora sani in perfetta sincronia, si mosse agilmente posizionandosi, con due saltelli sbilenchi, sulla cinghia di cuoio dell’enorme volume, si sedette con il grosso sigillo in ottone davanti a se e protese la mano sopra il lucchetto dorato: dei piccoli filamenti fumosi di un azzurro molto chiaro fuoriuscirono dalla punta delle tre dita in polipropilene, percorrendo i bassorilievi di quella serratura meccanica. Un rumore metallico come quello dello scrocco di una porta che si liberava, precedette l’apertura effettiva del sigillo. Questi si separò in quattro pezzi perfettamente simmetrici con un sibilo ed uno sbuffo di fumo.

– Prova a leggere gli incantesimi più semplici. – Lo invitò Lilith. Il robot scese dalla copertina, liberò la cinghia che chiudeva il tomo e provò a sollevare il piatto anteriore. Era molto pesante e con un solo braccio tutto si complicava, ma alla fine il rumore del sigillo d’ottone che batteva sul tavolo, annunciò la vittoria di Davide.

L’occhiello, di un giallo pergamena logoro e macchiato, aveva una iscrizione in rilievo… O almeno sembrava un qualche tipo di scrittura, forse giapponese.

– Ehhhh… Non ho idea di che lingua sia questa. – Davide si girò a guardare la gatta con il suo unico LED leggermente perplesso.

– Che vuol dire? È scritto da umani, tu sei… eri umano! Dovresti poterlo leggere, no? – Lily aveva ripreso vitalità e stava lisciandosi il pelo del viso.

– Quando è stato scritto questo libro? – Domandò Davide robot.

– Verso la fine dell’ultima glaciazione… Poco prima del diluvio. Saranno passati più o meno dieci, dodicimila anni! Ma questa è una semplice copia, forse l’unica abbastanza completa e fedele. – Disse con una certa naturalezza e noncuranza la tenera gattina grigia, come se quelle informazioni fossero risapute da tutti.

– Tu capisci che imparare una lingua morta richiede anni e anni di studi? Vero Lilittina? – Il ronzio di un paio di motorini elettrici fece da colonna sonora.

– Quindi tu non vedi parole scritte? – Lilith indicò il libro. Davide girò un paio di pagine fitte di strani simboli fatti di linee, puntini e tratti che si intersecavano formando intricati ideogrammi.

– Per me è sumero… – Disse ridendo il robot.

– Bravo! È proprio sumero! Quindi lo sai leggere! – A Lilith le si era riaccesa la speranza.

– NO! Ho detto così, per dire che è una lingua sconosciuta! Non pensavo fosse davvero sumero! – Il robot si sentiva un po’ in colpa per non aver studiato l’accadico quando poteva.

– Maledizione! – La gatta si muoveva avanti indietro con la coda che mandava frustate di nervosismo.

– Vorrei aiutarti, ma non so come… – Davide sfiorò il dorso della micia con le sue tre dita.

– Beh, cosa importa! Proviamo una pazzia! Kira, passami foglio e pennarello! Come dite voi? Chi non risica… – Lilith mi guardò attentamente e poi si rivolse alla gatta bianca e rossa, che nel frattempo era saltata sulla scrivania a prendere il necessario.

– Eccho qhua! – Kira sputò a terra il pennarello nero e dei Post-it arancioni.

Lilly, dopo aver tolto il tappo al colore, iniziò subito a scarabocchiare con la bocca qualcosa di simile ai simboli che comparivano nel Libro, somigliavano a geroglifici, ma erano decisamente più fitti ed intrecciati, formavano un semicerchio composto e ordinato vagamente analogo allo schema di un circuito elettrico.

– Dovrebbe andare! – Si fece coraggio la gatta grigia.

Con un rumore secco, attaccò il quadratino di carta arancione fluo sulla faccia del robot.

– Che stai facendo… – Provò a chiedere Davide.

– Pensa al Libro! Chiudi gli occhi e pensa al libro! Pensa ai simboli, alla pergamena! – Ordinò la gatta strega. Il golem Davide obbedì ciecamente. Il post-it sulla faccia del giocattolo fece una fiammata bianca che rischiarò per un istante l’intera stanza da letto e… nient’altro. Silenzio. Un ronzio di motorino elettrico indicava che il robot stava girando la testa confuso.

– Che è stato? – Davide non capiva.

– Dove è finito il Libro? – Blue Defender guardò anche gli altri due spettatori paganti: Mizu e Kira.

– Non guardare noi! Quel coso è troppo grande! – Disse Mizu con Kira che annuiva animatamente.

– NO! NoNoNoNo. NO!! – Lilith sembrava in piena crisi di panico, per quanto un gatto possa esprimere lo sgomento.

– Lilly? Cosa è successo? Spiegami! – Poggiai le mie tre dita sulla schiena della micia disperata.

– Quello era l’incantesimo che usavo anni fa per non morire di fame… Riuscivo a sopravvivere assorbendo anche le pietre, gli alberi o qualunque cosa potesse contenere elementi utili alla mia sopravvivenza… – Lilith stava cercando di capire cosa fosse andato storto.

– Non ho capito. Cosa fa esattamente questa magia? – Davide stava cercando di associare il cibo, il Libro ed il fatto che… – Ma quando mai ti ho fatto morire di fame? – Esclamò leggermente adirato.

– Non tu… la mia ex padrona. Comunque, il rituale sarebbe dovuto servire a farti assorbire e capire il Libro, il significato del Libro… non immaginavo che lo avresti assorbito letteralmente, lo hai praticamente mangiato! –

Serie: Wiccats.


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Discussioni

  1. Qualunque gattaro conosce alla perfezione quel rumore ed ogni volta è una preoccupazione! Ma poi ci ricordiamo che hanno 7 vite e “atterrano sempre in piedi”. 😼
    I miei non hanno mai rigurgitato libri, ma se lo facessero li conosco abbastanza bene da sapere in anticipo quali sarebbero. 😹

    1. Ciao Roberto! Guarda che stai parlando con uno che praticamente vive nello studio della veterinaria, oramai diventata mia amica! Quando mi vede, non mi saluta più, dalla mia faccia capisce automaticamente quali sono i sintomi e le possibili cause del disturbo del gatto chiuso nel trasportino…
      In pratica il buongiorno diventa un “dagli questa pomata per gli occhi” o ” falle mangiare solo questi croccantini”. 😀 Grazie mille per la lettura! ♥

        1. Fortuna che Ivana, la dottoressa, è diventata una mia cara amica e la maggior parte delle volte me la fa passare liscia, tranne per i farmaci. Altrimenti sarei morto di fame parecchi anni fa! 😀

  2. Questo episodio è uno dei più godibili della serie: gatti che rigurgitano libroni, testi sumeri, magie per mangiare qualunque cosa…
    Ora, però, voglio capire che cosa contenesse quel libro di così importante! 😁
    Bellissimo il disegno, come sempre. 👌

    1. Ciao Giuseppe! Grazie infinite per il tempo che mi dedichi! Ah! 😀 Giancarlo si è avvicinato abbastanza ad alcuni particolari che si scopriranno fra un paio di episodi, più o meno… Lilith potrebbe avere un intero mondo dentro di lei, tipo la valigia di Newt Scamander. Comunque il povero Davide ha appena iniziato il suo viaggio nella tana del biangattiglio… forse sarebbe più corretto Grigiottiglio, ma rende meglio l’idea di Alice il primo. 😀

  3. Oggi mi hai spinto verso il filosofico. Da amante dei gatti ben conosco e riconosco l’evento che tanto bene hai descritto, per suoni e atteggiamenti. Ma ciò che più mi ha colpito è la confusione semantica nata attorno a quel verbo, “assorbire”. È interessantissima, mi ha mandato in loop. Quanto è profonda la conoscenza della magia di Lilith? Quanto è semplice manualità? Quanto leggero di questi incantesimi dipende dalla consapevolezza del loro significato? Qual è il modo giusto di conoscere questi incantesimi? E da chi e dove ha imparato la gatta?

    1. Ciao Giancarlo! Che bellezza rileggerti! A parte il fatto che mi sono venuti i brividi di gioia? Di apprezzamento del commento? Della tua quasi azzeccata premonizione? Ho detto quasi… 😀
      La gatta nasconde decisamente qualcosa e qualche dubbio comincia a sorgere anche a Davide, il leggendario difensore combattente, completo di effetti sonori e capace di rispondere ai comandi impartiti attraverso il suo radiocomando! Batterie non incluse, ovviamente.

  4. Ciao Emiliano, ho sempre avuto gatti e mentre descrivevi quel simpatico momento in cui cercano di espellere le palline di pelo, lo hai fatto così bene che sentivo il rumore e il mio stomaco si ribellava. Il pensiero mio è uguale a quello di Davide: “Morirà? morirà? morirà questa volta?” Ma loro non muoiono mai, perché gatti sono! Bello questo episodio, movimentato, caotico, pieno di colpi di scena fino al finale dove si respira la magia. Io, la mia idea ce l’ho, ma la tengo per me. Mi sono piaciuti particolarmente i dialoghi, veloci e frizzanti. Bravissimo

    1. Ciao Cristiana!! Ho un paio di randagi a pelo lungo ed il resto invece più tradizionali. Per i boli di pelo, soprattutto adesso che fa un caldo bislacco qui a Catania, sono ormai diventato esperto nel riconoscere chi espelle a seconda dell’effetto sonoro utilizzato! Che poi non sia mai che vomitino di giorno! Noooo! Di notte! Subito dopo le tre e venti! 😀 L’unico aspetto positivo è che interrompono il sogno che sto facendo e così posso trascriverlo ricordando anche i particolari!
      Però tu mi fai troppi complimenti! Poi, lo sai, inizio a girare tutto tronfio, salutando sconosciuti con gestualità ecclesiastiche… Non va bene! *scherzoscherzoscherzo! Va benissimo non mi dare retta!*
      Grazie infinite per le tue bellissime parole! Io ci provo a mettere un pizzico di magia in tutto! Quel pizzico d’incanto che ti induce a tendere le mani cercando di spostare gli oggetti col pensiero o di credere che quella lucetta in cielo che si sta muovendo, sia in realtà uno UAP che sta cercando proprio te e quindi ti sbracci pur di farti rapire!

  5. “– Oddio! Chi sta vomitando? Chi sta male? – Pensò a quale dei suoi gatti potesse avere problemi, pensò al numero di telefono della sua veterinaria, pensò che doveva prendere dei croccantini migliori.”
    Questo succede sempre anche a me. Sempre nel cuore della notte e sempre sopra il mio piumone 🤣😭

    1. Ahahahahaha! Allora non sono l’unico! Verrei lì da te ad abbracciarti con tutta la solidarietà che i possessori di gatti dovrebbero avere tra loro! ♥
      I miei hanno imparato a scendere dal letto quando capita, solo che poi devo ricordarmi dove potrebbero aver lasciato il loro gomitolo di pelo! 😀

      1. Un altro inconveniente dei possessori di gatti…ricordarsi del ricordino per non metterci il piede dentro al risveglio …
        Io di solito nel sonno dissemino fazzolettini e poi il mattino ci giro attorno tipo campo minato 🤣

        1. Aahahhaha! Quanta verità! I miei sono abbastanza abitudinari: scelgono sempre lo stesso posto. Probabilmente avranno una spia interna che li avvisa del serbatoio pieno adibito alla raccolta del pelo leccato. 😀

    2. Se vuoi, @Dea, ti preso il mio Bart (all’anagrafe Bartolino) che non vede l’ora che Micetta espella per mangiarsi quelle gustose pallette, senza aggiungere che, di Micetta ama qualsiasi tipo di espulsione e senza entrare troppo nei particolari dei bacetti che poi dà a me, ebbene si, con quella stessa bocca (scene apocalittiche). Mi scuso con @Privodanima per aver imbrattato la sua pagina con un commento veramente ai limiti della censura 🙂

  6. Ma noooooo Lilith!!!Tanto daffare a vomitare il librone e ora se n’è scomparso di nuovo😭
    Ma sarà davvero per sempre?!
    Il disegno della gattina che espelle il mega tomone è spettacolare, non so come fai, è un dono naturale, parlano e si animano da sole le tue illustrazioni.
    Bravo bravo bravo Emiliano. Mi diverto sempre un sacco con le tue magie.

    1. Oh mia Dea! Sei sempre esagerata, ma ammetto che mi fanno sorridere tutto il giorno i tuoi commenti! Beh, Lilith ha fatto un tentativo strano: una specie di incantesimo che nella sua testa prevedeva una traduzione immediata per Davide, ma a quanto pare adesso il libro è Davide! Ho paura che i disastri siano appena cominciati. 😀

  7. Sai cosa mi affascina? Pur essendo diversissimi fra loro, il tuo racconto ha la stessa follia visionaria del soldatino di piombo di Andersen, considerata la differenza di epoca, trasmette lo stesso messaggio che tradotto nel linguaggio della fisica contemporanea ci parla di stringhe di realtà, intrecciate fra di loro e non del tutto fantastiche. Complimenti, è un lavoro notevole.

    1. Ciao Francesca! Il tuo è un bellissimo commento! Più che altro, perché sono un forte tifoso della M teoria, la cosiddetta teoria delle membrane! Però non mettermi davanti formule matematiche o fisiche che per me sono come cercare di leggere davvero il cuneiforme! 😀
      Per quel che riguarda il paragone con Il soldatino di stagno, mi metti in difficoltà! Un simile complimento mi manda in brodo di giuggiole! Lo sai che da piccolino sognavo di salvare la povera fiammiferaia? Quanto ho pianto con quella cavolo di favola! Basta! Vado ad ascoltare quelle due favole per l’ennesima volta! Grazie mille Francesca! ♥

  8. Mi chiedevo, mentre leggevo, come avesse fatto una piccola gatta a ingerire un librone così grande; poi però mi sono detta che la magia non deve avere per forza una spiegazione logica. Il problema é che, diventando adulti, sviluppiamo una mente troppo razionale e perdiamo la capacità di lasciarci trasportare in una dimensione fantastica, dove l’impossibile é ancora possibile. Dove il sortilegio può risolvere e aggiustare ogni cosa; quando il mago o la strega non sono troppo imbranati come Lilith. Recuperare questa capacità di entrare nella dimensione magica di una favola, é una piacevole evasione. Grazie Emy.

    1. Ciao Emme! Beh, qui a dire la verità mi hanno dato una mano le varie sacche, valigie, tende dimensionali del buon vecchio Harry, ma anche Scamander, con la sua chioma rossiccia, ha aiutato… Poi mi piaceva l’idea grottesca che un gattino vomitasse un qualcosa di assolutamente inverosimile. Purtroppo il libro è sparito per sempre: assorbito da un robottino di plastica…. Grazie mille Emme! Ogni volta sono felicissimo di beccarti, leggerti e abbracciarti virtualmente! ♥