Parigi

Serie: Parigi


Amori egoisti lungo la senna

    STAGIONE 1

  • Episodio 1: Parigi

“Sei solo un egoista, Antoine, un maledetto egoista”.

“Ancora con questa storia?”, lui non alzò nemmeno lo sguardo.

“Ti ho regalato dieci anni! Dieci anni della mia vita buttati nel cesso per te”.

“Nessuno ti ha presentato il conto, Clém. Se sei rimasta è perché ti faceva comodo, non inventarti sacrifici che non esistono”.

“Mi hai prosciugato l’anima”.

“Ti sei prosciugata da sola, cercando di essere chi non sei. Nessuno ti ha tenuta legata al letto”.

“Come puoi dire questo? Sono rimasta perché ti amavo! Ho cercato di salvarci in tutti i modi, perché ci credevo. Cosa ho ottenuto? Mani che tremano, nervi a pezzi e non riuscire a dormire da anni”.

“Ti piace, vero?» la interruppe lui, gelido. «Ti eccita interpretare la parte della martire. Ma la verità è che non ti sei mai sacrificata per me. Sei solo una codarda. Hai avuto paura di andartene quando le cose si sono fatte difficili e ora vomiti veleno perché non hai avuto il coraggio di chiudere la porta dieci anni fa”.

“Ti amavo! Ti amavo e passavo i giorni ad aspettarti mentre tu eri impegnato a nasconderti dietro ai tuoi libri e alla donna di turno”.

“Sapevi chi ero, Clém. Non ho mai recitato la parte del santo”.

“Sei un vigliacco. Hai quasi cinquant’anni e scappi ancora davanti a una relazione vera. Sei solo un bambino”.

“Adesso basta!”, il pugno di Antoine bussò forte sul tavolo, in uno scatto di ira alieno alla sua solita compostezza. “Facciamola finita. Basta. È un’agonia che non serve a nessuno”.

“Scappi come al solito”.

“Falla finita, Clém! Guardati! Guardaci! Lo vedi? Vedi cosa siamo diventati?”.

“Cosa siamo diventati, Antoine? Dimmelo. Dillo, abbi il coraggio di dirlo!”, gli gridò, paonazza.

Lui non rispose. Si voltò con calma innaturale e prese il cappotto dall’appendiabiti, poi puntò dritto alla porta senza guardarsi indietro.

“Cosa fai? Dove stai andando?”, chiese lei, con un accento di implorazione nella voce, la rabbia sgonfiata in un secondo.

“Non c’è altro da dire”, ripeté lui, gelido, e uscì chiudendosi la porta alle spalle.

Lei rimase impietrita per un attimo, un attimo soltanto.

“Codardo!”, gridò un’altra volta, lanciando contro il portone il vaso di vetro sulla mensola accanto a lei.

Il vetro esplose contro il legno massiccio della porta in uno stridore acuto, spargendo cocci taglienti sul pavimento, come tante piccole stelle notturne.

Continua...

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