Passaggio Al Confine

Plasma. Il nome è in codice per non far scoprire ai suoi aguzzini il piano che ha in mente e che spera di mettere in atto al più presto. Vive sotto copertura nella Fascia Ovest, la zona del mondo dominata dall’intelligenza artificiale, in quella che, un tempo, fu la vecchia e cara Europa.

Alcuni decenni prima, durante un esperimento nella Digital Valley, nella penisola Scandinava, il primo prototipo di robot dotato di intelligenza artificiale superiore e in grado di supportare l’attività umana in ambito industriale, medico e scientifico creato dal leggendario Professor Davin era sfuggito al controllo e, nella totale incredulità dei presenti era fuggito facendo perdere le sue tracce.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che un’intelligenza artificiale, per quanto avveniristica e sofisticata, potesse decidere autonomamente, oltre il confine delle istruzioni e dei codici.

Il suo nome era, ed è, Domino. Il Professor Davin aveva deciso questo nome perchè lo considerava la tessera mancante fra l’attività umana e il fondamentale supporto dell’intelligenza artificiale nell’evoluzione e nel progresso. La tessera mancante, appunto, del domino.

Tornato alcuni anni dopo con un esercito di esseri super intelligenti, programmati per raggiungere la perfezione e con un livello di reattività che nessuna creatura al mondo e nella storia aveva mai raggiunto, era riuscito nell’impresa di impadronirsi di gran parte del Vecchio Continente obbligando gli umani a fuggire verso Est. Dopo svariati tentativi, conclusi con altrettanti fallimenti, di riprendere possesso del territorio, gli umani erano stati costretti a ripiegare in quello che allora e ancora oggi è il territorio duro e inospitale corrispondente al Deserto Del Gobi.

Plasma vive nel Territorio Ovest, dominato dalle intelligenze artificiali. E’ nato fra i non-umani. Sua mamma lo ha messo al mondo, cresciuto fino all’adolescenza per poi fuggire nella notte e attraversare il Confine Ovest – Est sperando di sfuggire alle sentinelle. Ci era riuscita e, da allora, Plasma è rimasto solo. 

Domino e alcuni suoi fedeli servitori lo avevano trovato e, a causa di un vuoto di programmazione che non consentiva il riconoscimento dell’essenza umana in giovani creature, lo aveva scambiato per un’intelligenza ignota e, da quel momento, lo aveva costretto a diventare servitore con istruzioni ben precise. 

Plasma, assimilando comportamenti e modus operandi di coloro che aveva intorno, era riuscito nell’intento di non farsi scoprire.

Ora deve aiutare gli umani confinati a riprendere possesso del loro territorio e liberare per sempre la zona Ovest da quella che considera una dittatura tecnologica causata dagli esseri umani stessi. Ha un piano ben preciso. Deve riuscire a raggiungere la Turchia e superare la barriera più debole del confine Ovest – Est : lo stretto del Bosforo. Ha scoperto, scovando un vecchio documento, che il potente ed efficiente esercito delle “intelligenze” non riesce a identificare la presenza umana quando due lembi di terra sono separati da poche miglia marine. La causa è legata allo stesso vuoto di programmazione che non consente ai medesimi di riconoscere presenza umana in soggetti giovani. Il professor Davin aveva dichiarato, durante la presentazione del prototipo, che mancava ancora la parte conclusiva del progetto Domino : ovvero una variante innovativa di GPS in grado di rilevare la presenza di persone in difficoltà in mare aperto, anche a centinaia di chilometri di distanza, con una potenza di segnale connessa all’età del soggetto rilevato e al suo stato di salute. Questo avrebbe garantito la sicurezza marittima e la certezza di poter salvare persone abbandonate al destino e alla furia delle mareggiate. Con particolare attenzione ai soggetti più giovani e più a rischio.

Per poter completare il progetto, il professor Davin aveva inizialmente depotenziato e quasi reso inerte il GPS integrato nel prototipo. Poi la fuga di Domino aveva impedito al professore di completare l’opera. E ora poche miglia marine impediscono, all’esercito di sentinelle, di rilevare la presenza umana.

Plasma decide di incontrare Domino per fargli presente un problema nella zona e riuscire a farsi inviare in spedizione esplorativa. Il tempo non gioca a favore. Da un momento all’altro Plasma potrebbe superare, senza saperlo, il confine sconosciuto della sua stessa giovinezza ed essere dunque smascherato in quanto umano.

Il linguaggio estremamente sintetico è comune nelle legioni di Domino e Plasma conosce bene, ormai, tale comportamento linguistico.

«Problema» afferma Plasma.

«Dove» replica Domino.

«Confine Ovest Est, zona Sud», risponde Plasma con sicurezza.

«Tipologia?» replica a sua volta il robot.

«Umani». Domino rimane in silenzio per qualche istante, poi replica «Elaborazione in corso. Probabilità presenza : 100%. Puoi andare».

Plasma non aggiunge altro e si allontana. Una volta a distanza di sicurezza si lascia andare a una piccola risata e uno sfottò «certo che la probabilità è del 100%, brutto stronzo, c’era un umano proprio davanti a te! Ma non lo potevi sapere! Almeno non per ora!». Ma quello è comunque un segnale. Il GPS, seppur debolmente, inizia a rilevare l’essenza umana in Plasma. Quindi non c’è un minuto da perdere.

Dopo un giorno di viaggio raggiunge il Bosforo. Attende pazientemente la notte per raggiungere la spiaggia e tuffarsi in mare. Una piccola imbarcazione è pronta a recuperarlo al largo per portarlo nel primo avamposto degli umani. Il tutto nel silenzio delle sentinelle, non ancora programmate. 

Una volta giunto all’accampamento, Plasma incontra di nuovo sua mamma, che era lì da giorni ad attendere di poterlo rivedere. Qualche abbraccio e nulla più. Il problema, ora, è un altro.

«Come hai fatto a non farti scoprire dalle sentinelle?» domanda il responsabile dell’accampamento.

«Ho scoperto che il prototipo sfuggito al controllo e tutte le sue creature non sono in grado di scovare gli umani di giovane età e non possono rilevare presenza umana in spazi di mare ristretti. Quell’essere è scappato prima che il professore potesse completare l’opera».

«Assolutamente incredibile! Mi stai davvero dicendo che se riusciamo ad addestrare soggetti giovani a comportarsi da automi, possiamo infiltrarci nei loro territori e bruciare, letteralmente, ogni loro circuito senza che se ne possano accorgere?»

Plasma osserva l’uomo, poi replica «il senso è quello. Ma non è così facile. Hanno una carenza nel programma, ma non sono completamente stupidi. Questo tipo di approccio poteva andar bene nel Vecchio West. Non certo oggi».

Il capo accampamento, visibilmente contrariato risponde alzando il tono della voce «e quelli che vivono da anni nel Deserto per colpa di quelle carcasse metalliche, non sono forse tornate ai tempi del Vecchio West? Ragazzo ! Svegliati! Sei troppo giovane!»

«Voi umani pensate di risolvere tutto così. Due colpi di pistola. Un duello. Il caos. Non sapete fare altro» poi si ferma di colpo. Plasma si rende conto di essersi rivolto al responsabile dell’avamposto come se si trovasse di fronte a una creatura sconosciuta. Forse i tanti anni passati con Domino e le sue legioni hanno minato le fragili fondamenta di un giovane al confine fra quello che è umano e quello che non lo è. 

Plasma squadra per pochi istanti, che sembrano durare un’eternità, l’interlocutore che ha di fronte. 

Un pensiero lo sfiora «e se costui dovesse diventare il leader una volta vinta la battaglia? Che ne sarebbe di me? A cosa sarebbero serviti gli anni a imparare la disciplina per sembrare uno di loro per poi consegnare la nuova umanità a un soggetto simile?»

«Che hai da guardare così, ragazzo!». La voce è del responsabile in seconda.

Plasma si volta verso di lui «siete tutti uguali. Anzi. Siete uguali a loro. Probabilmente anche peggiori» mentre indica il Bosforo nella direzione dove, dalla parte opposta, stazionano le sentinelle. 

«Figliolo, che stai dicendo !» esclama la madre interrompendo Plasma.

«Sto dicendo che ho passato gli anni migliori della mia vita a fingere di essere uno di loro, per poter tornare ad abbracciare la vita vera. Ad abbracciare te ! Ma mi sto rendendo conto che voi» puntando il dito su tutti i presenti «non avete fatto un passo avanti. Non avete fatto niente per meritarvi di tornare ad Ovest. Forse il Deserto è il luogo più adatto. Perché vi rappresenta. Loro non sono stati programmati per provare emozioni. Per quanto evoluto, è un codice che li governa. Ma nel vostro caso no…».

«Ragazzo! Cerca di abbassare la cresta. Qui comando io! Pensa piuttosto a come fare per addestrare i nostri giovincelli a comportarsi come te, una volta infiltrati. Tutto il resto non ti riguarda.»

«Mi riguarda eccome!» replica Plasma «perché mi fate paura. E non aiuto chi mi fa paura».

«Robert…» ma il ragazzo interrompe la madre con un gesto della mano sinistra «non mi chiamo Robert, mi chiamo Plasma».

E si avvia verso la spiaggia…in un percorso a ritroso che lo riporterà nell’Ovest.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Sci-Fi

Letture correlate

Discussioni

    1. Ciao Micol.

      Credo non abbia più una sua identità (forse non l’ha mai avuta).

      Troppo freddi i robot nella loro “programmata” perfezione. Troppo prepotenti gli umani