Peppino e Pasquale -parte terza-

Serie: Angeli grigi


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Pasquale convince Peppino a costituirsi. Mentre sono in viaggio sulla tangenziale, però, il fantasma preme improvvisamente sull’acceleratore: l’auto sbanda ed esce fuori strada, provocando la morte di Peppino. I due si ritroveranno così insieme al cospetto di San Pietro.

​«Santo, non lo faccio più. Vi prego, fatemi entrare.»

​«Ho detto che non entri! E se non te ne vai, ti arriva questa scarpa sulla fronte!»

​Peppino si parò davanti a Pasquale, lo abbracciò e gli protesse la testa con le mani. «Uééé, San Pié! Questo si fa male! Quella non è una scarpa, è una barca: buttatela nel golfo! E poi, diciamoci la verità: se non era per il gallo, pure voi facevate difficoltà ad arrivare quassù. E ia’, fatelo entrare pure a lui… se no non entro neppure io!»

​«U’ Marò, e mo’ come si fa senza di te? Peppì, ma tuo zio acquisito c’ha l’appartamento in Purgatorio, perché non va là? Domandaglielo.»

​«Perché, o’ zi’?»

​Pasquale non rispose e guardò le nuvole che gli nascondevano le gambe.

​«Te lo dico io perché» riprese San Pietro. «Il tuo zietto ha tradito dieci volte la moglie. E se lei lo vede, gli spezza le…»

​«Non lo dite, lo so cosa! Azz, però… complimenti: dieci volte!»

​«E ha continuato a spassarsela anche dopo la morte della moglie. Sai chi era l’ultima sua conquista?»

​Pasquale diventò caldo e rosso come il fuoco: «No, no, Santissimo, vi prego, non lo dite!»

​«E invece lo dico. Peppino deve sapere lo zietto chi è.»

​Peppino guardò San Pietro stupito: «Chi era questa donna?»

​«Era Rosa: la tua fidanzata. E parte dei soldi rubati servivano per scappare con lei.»

​«Cioè, Rosa ha lasciato me che songo nu’ sciurillo pe’ ‘stu coso brutto, viecchio e ammosciato?»

​San Pietro allargò le braccia e guardò il cielo.

​«Vedi? Pure il Santo mi dà ragione!»

​«No, io voglio dire: ma questa ragazza gli occhi dove se l’era messi? Tra tutti e due…»

​Peppino si allontanò e deluso scrutò l’amico.

​«Pasquà, sei un traditore!»

​«Ma io neanche sapevo che esistevi! Ti chiedo perdono in ginocchio. Poi hai scansato un fosso: guarda giù, la vedi Rosa? Già sta con un altro alla faccia nostra!»

​San Pietro guardava la scena a braccia incrociate, poi aprì e chiuse la mano rivolta in su a mo’ di carciofo: «Vi frigge, eh? La paura fa novanta.»

​«No, no, io sono veramente pentito. Peppì, diglielo che mi perdoni.»

​«Vabbè… Dovrei lasciarti solo, ma ti perdono.»

​San Pietro sbuffò e alzò gli occhi al cielo. Proprio in quel momento vide svolazzare un giovanotto biondo.

​«Ué Gabry, potresti andare da Lucifero a vedere se si è liberato qualche posto all’inferno?»

​«Non posso, ho l’appuntamento dal parrucchiere per la permanente.»

​«Vabbuò, ho capito, lo chiamo io. Sperando che senta: laggiù urlano sempre come ossessi… Ecco, risponde. Luci’, qua ci stanno due disgraziati che non si vogliono separare. C’è posto per loro? Provvisorio, eh, fino all’amnistia. Magari uno lo metti tra i ladri e l’altro, che è mezzo scemo, lo tieni a sciusciare il fuoco.»

​Dall’altro capo si sentì una voce roca, intervallata da colpi di tosse e starnuti: «Ma stai scherzando? Ho il barbecue strapieno di ladri e truffatori! Posso solo mandarli sulla terra a… eeeeeccciiiì… a istigare. E poi, l’altro, se è povero di spirito, gli spetta di diritto il Paradiso per legge!»

​«Luci’, tu fumi troppo!»

​«Fa parte del mio lavoro.»

​San Pietro provò a trattare: «Comunque, guarda che quello più vecchio era un bancario e ha rubato dalle casse ottocentomila euro.»

​«Eeeh, così poco? Io sotto il milione di euro non prendo più nessuno!»

​«E nel girone degli adulteri? Ha tutte le carte in regola: dove passa spuntano corna.»

​«Ma veramente fai? Lì stanno come sardine… pure perché ci vogliono andare tutti!»

​«’Na curiosità, Luci’: ma che torture ci stai facendo a ‘ste anime dannate che gridano tutte insieme? Guarda che ti togliamo la licenza se esageri!»

​«Ma quale torture! Quelli fanno la Ola insieme a me perché il Milan sta vincendo!»

​«Ma perché, tu sei milanista?»

​«Eh, certo! Tutte le volte che giro la griglia, nera di fumo, e rossa di fuoco, la maglia me la sono stampata addosso.»

​«Vabbè, ho capito. Va’ all’inferno pure tu… cioè, restaci» e San Pietro chiuse il contatto. «Però mi so’ scordato di chiedere per il girone dei traditori. Pasquà, diciamoci la verità: tu a ‘stu baccalà l’hai ammazzato e pure ingannato.»

​«No, io non volevo: l’ho fatto a fin di bene!»

​«Guardate che sparpetuo. Santo, ma Pasquale non vi squarta l’anima?»

​«No, per niente.»

​San Pietro sentì sbattere una porta e si voltò. Un uomo con un grosso carrello del supermercato si avviava lungo un viale. Lo chiamò.

​«Hey Jude.»

​Peppino guardò a bocca aperta il Santo.

​«Bella questa canzone dei Beatles. Ma perché adesso cantate?»

​«Non sto cantando. Ho chiamato un mio amico… Basta! Ti disattivo l’audio.»

​Spazientito, alzò l’indice della mano e Peppino si ritrovò la bocca cucita a rete.

​«Mmmmm, mmm…»

​«Ancora pepetei? Se non stai fermo ti metto nella rete insieme ai cefali e alle triglie… Ah.»

​Tirò un respiro di sollievo e riprese a parlare con l’uomo del carrello.

Continua...

Serie: Angeli grigi


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