Piacere Rasty

Serie: L'imprevisto

“Me la da o no una mano?”

Così facendo lo svegliò dai suoi pensieri. Non gli sembrava di aver fantasticato tanto.

“Certo.”

Appoggiò i guanti da carpentiere sul tettuccio della macchina, non gli sarebbero serviti per trovare quel marmocchio.Contava di tornare presto e di godersi la giornata.

“Comunque piacere, Lilo,” gli porse la mano e ricevette una stretta da tunnel carpale, non è un bel momento per i convenevoli. “Ma che ci fa da queste parti? Sono anni che vengo qui con la famiglia e non ho mai incontrato nessuno.”

Stavano camminando a passo svelto verso il prato, il sole gli picchiava in testa, il sentiero si snodava come un serpente di terra battuta. Il telo da mare, poggiato al suolo, si faceva sempre più vicino e lui non aveva ancora risposto….

Cazzo!

“Piacere Rasty” Una goccia di sudore gli offuscò per un secondo la vista “Vede…q-quando ero giovane venivo qua con le ragazze che riuscivo a rimorchiare, oggi volevo ricordare i bei vecchi tempi.”

Lo guardò negli occhi con un bel sorriso ad effetto, in verità negli ultimi 3 mesi era andatolì cinque volte, le ricordava perfettamente tutte, e non aveva mai incrociato nessuno. Solo il pensiero che ci fosse stato qualcuno che avrebbe potuto vederlo gli fece salire un brivido di panico freddo come la morte su per la schiena.

“Questo è Maykol il mio secondo figlio.”

Il bambino stava frignando.

Una mazza da baseball picchiò sulla nuca di una donna coperta di capelli biondi, uno schizzo di sangue colava dal muro.

Ueee ueee, non doveva farsi prendere dal panico, il pianto lo aveva portato indietro nel tempo. Dannato bambino. Il desiderio di strangolarlo e spegnere quel frastuono era più forte di lui, poi si sarebbe girato e avrebbe pensato anche a Lilo, che cazzo di nome di merda…

“Ora piange ma ti assicuro che non è sempre così, a casa è sempre molto calmo, le poche volte che è irrequieto gli scaldo un po’ di latte…” Si guardò attorno come a far intendere che non aveva né latte né modo di scaldarlo. “Il ragazzo invece è andato verso il bosco, se ha la pazienza io resterei qui.”

Non aveva capito niente, solo che doveva fare tutto da sé, e che il viso di Lilo si guardava attorno con un’espressione da deficiente. Mah. Avrebbe trovato il figlio e si sarebbe goduto la giornata.

“Certo non si preoccupi, ci penso io.”

Serie: L'imprevisto
  • Episodio 1: L’imprevisto
  • Episodio 2: Piacere Rasty
  • Episodio 3: Il primo buio
  • Episodio 4: il secondo buio
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    Commenti

    1. Raffaele Sesti

      Anche questo secondo episodio è ricco di punti interrogativi, con quell’unica frase “Una mazza da baseball picchiò sulla nuca di una donna coperta di capelli biondi, uno schizzo di sangue colava dal muro” che da una parte incuriosisce e dall’altra disorienta il lettore.
      Eviterei le frasi fra parentesi, mettendole direttamente nel flusso narrativo.
      Alla prossima lettura.

      1. Mauro De michelis Post author

        sono contento di esser riuscito nell’intento.
        grazie anche qua per la critica.
        preferisco migliorare, che cuoriccini a gratis.