
Piccola città bastardo posto.
Serie: Beat on the Brat
- Episodio 1: Soltanto il sole batte più forte dei rovesci al Dubai Tennis Championships
- Episodio 2: Racket the Casbah
- Episodio 3: Game, set, match
- Episodio 4: Dope Final
- Episodio 5: Per un pugno di Rubli a Dubai
- Episodio 6: Un cielo chimico sopra il deserto
- Episodio 7: DEJA VU-CUMPRA
- Episodio 8: Dobbiamo andarcene da qui
- Episodio 9: Piccola città bastardo posto.
STAGIONE 1
È una sinfonia dolceamara questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
ti fa diventare schiavo del denaro per poi morire
ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
lo sai, quella che ti riconduce nei luoghi
dove tutte le cose si ritrovano
Il Prodigio.
Brat è nato con una racchetta in mano. Nel vero senso della parola: Estratto con un forcipe, strumento che ricorda vagamente il manico di una racchetta. L’ ostetrica/tennista che ha messo per prima le mani sul neonato Brat era stata Nadia Comaneci. Una rumena dagli occhi tristi, un tempo giovanissima amante del dittatore Ceausescu.
O almeno così dicevano i suoi genitori, esagerando un po’ per sottolineare la sua precoce passione per il tennis. A cinque anni batteva già suo padre, e a dieci era considerato un prodigio.
Edberg era il suo idolo, un’icona di potenza ed eleganza che sognava di emulare. La piccola cittadina di provincia sul mare Adriatico dove viveva, San Maledetto, era orgogliosa del suo piccolo campione, e lui, a sua volta, cercava di ripagare le aspettative di tutti.
La Rivoluzione a Brighton.
Tutto cambiò durante un campus estivo a Brighton. Lontano dalla rigida disciplina degli allenamenti, Brat si ritrova immerso in un mondo capovolto e pieno di rutilanti “good vibes”.
I concerti nei locali underground, accanto al vittoriano Palace Pier, l’odore acre della birra e del granturco scoppiettante, la musica che pulsava nelle vene: Era un’esperienza travolgente per i suoi sedici anni. E’ li che viene a conoscenza di una band locale, i “Broken Strings”, e la loro cantante, Anya, una ragazza dai capelli colorati e gli occhi scintillanti. Anya diventa la sua guru spirituale e cattiva maestra: Lo introduce nel mondo del punk, la santa trinità Brit, Sex Pistols, Clash, Damned, facendogli scoprire un’altra parte di sé. la carica ribelle e passionale, nichilista ed autodistruttiva.
Come ogni post adolescenza docet…
Il Conflitto Interiore.
Tornato a casa, Brat è un altro Brat.
Il tennis, un tempo la sua ragione di vivere, gli sembra cosi vuoto e ripetitivo in provincia. Non ha piu quella carica sovversiva alla Noah o McEnroe della sweetbitter Albione.
Passale giornate chiuso in camera sua, ascoltando punk/hardcore a tutto volume e sognando di trasferirsi a Brighton e magari seguire Anya nei suoi tour per i pub UK.
I suoi genitori sono sempre piu preoccupati, il conflitto tra la sua vecchia e la sua nuova identità lo lacera fino al parossismo interiormente. Si teme un crollo psichico e lo spichiatra del C.s.m consegna ai suoi una diagnosi approssimativa di disturbo della personalità: Dsm 666.
La Caduta
Le cose precipitano rapidamente. Brat inizia a trascurare gli allenamenti, i suoi risultati peggiorarono e i rapporti con i genitori si deteriorarono sempre di più. Sempre più spesso si rifugia insieme alla comitiva dei Giardinetti accanto al Circolo di Tennis “Andrea Pazienza” nelle sostanze.
Londra e l’Oblio.
Fugge dalla sua città natale e si rifugi a Londra, nella speranza di trovare un nuovo inizio. Si unisce alla scena grunge appena sbocciata oltreoceano, ma ben presto si ritrova marginalizzato, e mangiato dalla dipendenza. I giorni si susseguono tutti uguali, tra overdose, alcol e notti insonni all’addiaccio coperto solo dal suo piumino con sempre meno piume o nelle fermate della Metro. Londra non è Brighton, è invece una megalopoli che non perdona gli emarginati a meno che non abbiano un cospicuo conto in banca.
Rehab Break Point.
Dopo aver sfiorato la morte nei cessi di Central Station, Brat si ritrova in una clinica di riabilitazione, la “Bette Davis Rehab”.
È qui che incontra il dottor Kenneth, un uomo dalla gentilezza e dalla saggezza fuori dal comune. Kenneth, ex tennista professionista, riconosce in Brat un talento sprecato e gli propone un’idea audace: un programma di riabilitazione basato sul tennis, presso i prestigiosi campi del Queen’s Club.
Si ritrova da cercare una vena ancora non collassata a palleggiare sui morbidi campi in moquette verde del Queens, proprio accanto al monumentale impianto di Wimbledon. il Gotha del Tennis!
Lunghi pomeriggi trascorsi tra le signore intente ad inzuppare fragranti biscotti nella loro immancabile cup of tea, un via-vai di manager, professionisti di Chelsea e distinti pensionati top de gamma rigorosamente in completi bianco ospedaliero. Con il Dottor Kenneth si intrattengono in interminabili discussioni sull’almanacco di 500 anni di Tennis, ognuno porta l’acqua al proprio mulino incorniciati da enormi bandiere sventolanti i loghi di Fred Perry e Lacoste.
Serie: Beat on the Brat
- Episodio 1: Soltanto il sole batte più forte dei rovesci al Dubai Tennis Championships
- Episodio 2: Racket the Casbah
- Episodio 3: Game, set, match
- Episodio 4: Dope Final
- Episodio 5: Per un pugno di Rubli a Dubai
- Episodio 6: Un cielo chimico sopra il deserto
- Episodio 7: DEJA VU-CUMPRA
- Episodio 8: Dobbiamo andarcene da qui
- Episodio 9: Piccola città bastardo posto.
Riferimenti musicali eccellenti, come sempre, nonché la scelta del pezzo in coda. Il racconto scorre talmente lineare che mi sono ritrovato a dire: “già finito?” Nel passaggio adolescenziale dallo sport al rebel style (sfumature escluse) credo di non essere il solo a riconoscersi. Il provincialismo di Brat e la storia mi hanno vagamente riportato al film La guerra degli Anto’… l’hai visto?
Grazie Francesco, non potevo perdermi il cult-movie “La Guerra degli Antò” e il romanzo formativo della Ballestrera/Balestra, che ho incontrato e mi ha detto di tenermi stretto “Il Compleanno dell’Iguana” che è da tempo fuori produzione. Persona davvero alla mano, cosa piu unica che rara nel panorama asfittico e sclerotizzato delle lobby degli scribacchini no-strani. Mi pare di avvertire che abbiamo un background formativo simile, quindi sicuramente certe atmosfere di provincia ci accomunano. In realtà per il sequel di Brat sono stato ispirato dalla storia (romanzo) di R.Palpacelli (https://www.eurosport.it/tennis/l-incredibile-storia-di-roberto-palpacelli-il-piu-forte-di-tutti_sto6716891/story.shtml). Infine San Francescone da Via Paolo Fabbri credo che sia il gotha delle storie avvinazzate di provincia. Non ho mai letto Tondelli ma credo che anche lui fosse un cantore di questa poetica. Io mi accodo e prendo il numerino come all’ipermarket
Non ho mai letto Tondelli neanche io e non conoscevo niente di questo Palpacelli… che storia! Su Guccini sono d’accordo con te, chiaramente, ma anche Capossela ne ha cantate niente male.
Concordo Francesco, con il fatto che l’Italia è per metà provincia e metà “coppoloni”, per citare Capossela, la produzione artistica può dirsi per lo più “provinciale” nel senso lato del termine.il monumentale “Fratelli d’Italia” di Arbasino è forse il primo esempio di letteratura local/global
Forse l’episodio che mi è piaciuto di più. Mi è congeniale la scrittura didascalia e quasi giornalistica che riassume e tira un po’ le fila della storia. E, a proposito di stile, ti faccio i complimenti per come sei diverso ogni volta. La canzone me la sono riascoltata con la mano sul cuore ☺️
Grazie mille Cristiana, felice che “qualcosa rimane tra le pagine chiare luminose e le pagine scure’. 🙂
Bellissima la scelta della colonna sonora, perchè questa sinfonia dolceamara si avverte e ci accompagna per tutto il racconto. Ho avvertito un qualcosa, tra il resto, di vagamente malinconico/romantico. Forse ti torna, o forse sono io che torno dalle ferie. Comunque sia, bravo come sempre Hugo!
Questa nascita di Brat che segna il suo destino come i miti degli (anti) eroi, mi è proprio piaciuta.
Dea Gratia! 🙂 Come si deduce dal titolo preso in prestito dalla nota ballata Gucciniana, l’idea era quella di descrivere una vita di provincia sul punto di esplodere che poi inevitabilmente implode. Nessuno uscirà vivo dalla provincia
🙂
Un racconto allucinatorio ed ipermetrope descritto con la tua abituale prosa lisergica che fa passare per reale ciò che non lo sarebbe nemmeno dietro lo specchio.
Stavo pensando anche alla storia di Brat post-adolescente. Sostanze a parte, per fortuna, un percorso che per mio figlio vorrei evitare. Anche lui ha abbandonato lo sport.
Grazissimo Giancarlo! Alla fine ho seguito il flusso a ritroso che dal presente ha portato Brat fin dentro il grembo materno. Non è troppo lineare come rewind ma mi pare che in qualche modo possa funzionare.
Si è nello stile