Piccoli soldati

Allora, prima di tutto non erano razzisti. Quella parola la odiava, il maggiore, più di se stesso. Lui aveva un cuore, dentro tutta quella plastica. Si mise a saltare sulla basetta, poi riuscì a sbarazzarsene. Una volta senza, si mise a camminare con comodo. Teneva stretto il fucile e si unì agli altri soldati.

Tutti gli altri soldati avevano gettato via la propria basetta e sotto gli ordini degli ufficiali marciavano in fila. Era un battaglione agguerrito e chiunque era pronto a dare la propria plastica per la vittoria.

Continuarono a marciare mentre erano affiancati dai carri armati e in cielo volavano aerei ed elicotteri. Tutto era verde, loro erano verdi, e di lì a poco, quella notte, ogni cosa sarebbe stata verde.

Arrivò un soldato. «Signor maggiore! Signor maggiore!».

Lo degnò di un’occhiata. «Cosa vuoi, figliolo?».

«I gialli e i grigi si sono alleati. Hanno fatto L’Alleanza G».

«Ah, maledetti. Noi verdi gliela faremo vedere!».

In quel momento, da dietro l’angolo della cucina comparve la canna di un cannone. Era un carro armato grigio. Esplose un colpo.

Il battaglione si disperse.

«I bazooka, i bazooka, presto!». Il maggiore inveiva.

Intanto le fiamme divampavano e la plastica si scioglieva.

Gli aerei e gli elicotteri rumoreggiarono e fulminarono il corazzato grigio in una nube di plastica fusa.

Dalle scale arrivarono i gialli. Saltavano giù di gradino in gradino e le loro armi facevano strage dei verdi.

«Ritirata strategica, coraggio!». Il maggiore non voleva che morissero tutti, così, senza alcun motivo.

Scapparono e i carri armati li coprirono, poi le truppe dell’Alleanza G si riunirono e marciarono verso di loro in un fronte compatto.

Il maggiore prese una granata e la gettò contro il nemico, poi si arrampicò su un carro armato e batté la mano. «Fuoco!».

Il cannone detonò un proiettile, poi arrivarono gli altri carri armati verdi e spararono le loro raffiche.

Le truppe verdi seguirono e si gettarono in una mischia contro i soldatini dell’Alleanza G.

Il maggiore sentì sciogliersi e si unì a tutti gli altri soldati.

***

Diventarono una palla di plastica fusa, quei soldatini giocattolo.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

    1. Ah, guarda, quand’ero bambino amavo alla follia i miei soldatini… li mettevo in linea, mettevo i cannoni dietro le trincee, mettevo accanto alle artiglierie dei chiodini di plastica dicendo “Questi sono i proiettili”, poi facevo le foto… mi comportavo non come se fossero mediocri fusioni di Hong Kong ma soldatini di piombo in dei fantastici plastici (o diorami). Insomma, in questo racconto ci ho messo tutta la mia passione e il divertimento che avevo e a quanto pare, forse, è per questo che piace tanto.
      Grazie per il tuo commento!

  1. Che bel racconto!
    Quanti ricordi quelle battaglie in cucina e in soggiorni coi soldatini di plastica. Originale, semplice e diretto. Hai descritto tutti, il gioco e la strategia militare in pochissime parole. Complimenti!

    1. Ciao! Grazie per aver letto il mio racconto.
      A Risiko ho giocato anch’io qualche volta, ma preferisco giochi di guerra più complicati e questa mia passione è un’evoluzione del fatto che quando ero bambino impazzivo per i soldatini giocattolo di plastica (le fusioni di Hong Kong). Mi divertivo un mondo a metterli in file perfette e poi li facevo combattere… non sono mai stato di grandi pretese, da bambino infatti non amavo i videogame 🙂