Piombo rosso

Non c’è felicità qui , quello che mi invento ogni giorno per andare avanti , sei sempre tu il motore che ispira le mie lacrime. Oggi non è scesa nemmeno una, non so è un bene o un male lacrimare il mio male, a volte mi capita durante la colazione di trovare il caffe’ e latte macchiato da questa tragica commedia che è la mia vita. Allora l’ amore finisce in tragedia, bevo caffe’ e latte, non so se mi devo svegliare o addormentare di nuovo. Lui chiama io ho voglia di pisciare , forse mi piscio ancora a letto, no non me lo posso permettere, mi invita alla calma , alla ragione. Questo libero arbitrio che mi porto addosso , il mio recesso dal mondo. Ti ricordi quando correvi con la macchina ma tu lo potevi fare perchè sapevi guidare, così io mi irrigidivo nel mio sedile non capivo il senso del rischio, l’ebrezza della velocità, io che potevo andare a 50 all’ora e permettere ai miei sogni di correre via , poi sull’asfalto si sarebbero schiantati , come ogni cosa che è destinata alla gravità alla inesorabile decadenza. Quindi decidevo l’ora e il giorno in cui tutto sarebbe decaduto. La data di scadenza , tra le nostre righe , un codice a barre , parlami della libertà. Ascoltavo fino a notte fonda le tue storie , mi fondevo con le tue parole e tu davvero mi facevi sentire la tua principessa dei mille perchè. Piombo rosso , il nostro amore era acciaio. Mi dicevi sempre che dovevo scrivere un libro sul nostro amore, eccolo, ti ho sempre detto che non so scrivere libri al massimo andare a capo ogni due parole. A capo. Due righe di te. Tra uno spazio e l’altro hai urlato , ci siamo urlati addosso, tra un a capo e l’ altro, la nostra rabbia , tra un sospiro e l’altro i nostri baci storici. Ho cambiato aria e umore, piangi per me?

Questi anni al sud hanno riempito le mie notti con la poesia e i grilli la sera e quell’aria gramigna che scivola fra le lenzuola e rinfresca il sudore degli anni.Andavo a prendere le cozze , ne grattavo i gusci fino a renderle luccicanti, le cucinavo con il riso nel forno , le cozze. 

Va bene vieni qua a volermi baciare la mano tu che di promesse ne hai fatte tante e io ti ascolto con lo stoicismo degli anni , con i miei affanni mi chiedi ancora di essere la tua stella nel buio della tua miseria, ci siamo innamorati senza misura , nessun anello ha mai luccicato al mio dito e tu che odi l’oro e le cose costose e mi dicevi oggi ancora il mio amore ti può bastare.

 Arriva un momento in cui vuoi vederti luccicare, il nostro amore all’uscio del domani. Allora scendevamo le scale di fretta c’erano cose da fare cose da sistemare , guai da evitare , c’erano immensi campi di grano , quel paesaggio mi incantava e al ritmo delle cicale , ci dovevamo ricordare d’esser formiche. Cosa fanno le formiche? Tu che volevi cantare e mai dormire, tu che hai finito i sogni che mi avevi da offrire. La ballata dell’amore stanco, forse non ho mai conosciuto , ho solo sperperato tutto l’amore che avevo , ad ogni angolo sognavo il suo viso sereno, ma la felicità non passa di qui, sono io con i miei piedi che improvviso follia , ci siamo davvero rovesciati i nostri anni addosso , sfrenati , ora piombo rosso ti piove addosso.

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Commenti

  1. Raffaele Sesti

    Bell’esperimento di poesia e narrativa, una storia breve, intensa dove le parole pesano proprio come piombo.
    Mi piace la scarsità della punteggiatura che permette al lettore di trovare il suo ritmo e le sue pause nelle parole fitte di significati.
    Brava.
    Alla prossima lettura.

    1. Sara Post author

      Ciao , bellissimo il tuo commento. La scarsita’ di punteggiatura permette al lettore di trovare il suo ritmo, bella questa cosa! Grazie alla prossima!!

  2. Dario Pezzotti

    Molto originale. Trovo che ci sia una sorta di musicalità nei suoi componimenti, nella tua prosa-poetica. Anche io, come il buon Massimo, vorrei vederti alle prese con una trama, una storia. Comunque, mi sei piaciuta molto.

    1. Sara Post author

      Grazie ragazzi per questi incoraggiamenti , si trovare il tempo per scrivere di questi personaggi. Quando inizi una storia i protagonisti ti assorbono e io ora non ho questo tempo da dedicare e nemmeno l’esperienza nella scrittura

  3. Massimo Tivoli

    Sempre molto intensi i tuoi testi. Questo ne è un altro valido esemplare. La poetica è sempre spinta al massimo, per scelta, a discapito dell’aspetto narrativo. È il tuo modo e, per me, va bene. Però sarebbe davvero bello vederti all’opera su una storia, una trama, fatta di personaggi inventati, studiati, assimilati, e infine resi reali attraverso la tua affascinante scrittura. A ogni modo, questo componimento una storia me l’ha suggerita, magari solo mia, solo nella mia testa: quel piombo rosso… immagino lei che ripensa a lui, ormai lontani, magari ne osserva una foto, magari piange, magari si auto-ferisce, e piombo rosso cola, piove, ovunque sull’immagine di lui.

    1. Sara Post author

      Caro Massimo, infatti non ti sbagli. Piombo rosso e’un bel mattone da smaltire , per inventare una storia ci vuole concentrazione , anche capacita’ di analisi, astrazione e infine immaginazione. E’ bello che tu mi legga cosi’ attentamente e mi consigli , e’ vero sarebbe una sfida iniziare un racconto vero. Non sta uscendo nulla ancora , come vedi sono prigioniera della mua poesia , riesco ad esprimermi solo cosi’ , sara’ una fase da esaurire.

  4. Michele Catinari

    Come l’altro racconto che avevo letto, anche questo si dimostra un buon connubio tra letteratura e poesia. Una sola domanda però: perché alcune parole sono scritte in corsivo? Quale è la scelta che vi è dietro?

    1. Sara Post author

      Ciao grazie per avermi letta. Allora e’ un mio modo per ” calcare” su alcune parole. Per renderle salienti rispetto alle altre. Come se fossero delle parole chiave chehanno un significato proprio , al lettore sfugge si.. ma nella mia psicologia hanno un senso. Grazie ancora a presto