Povero Dio
Serie: Teo il teo-logico e il buco nero
- Episodio 1: Il sogno
- Episodio 2: Povero Dio
STAGIONE 1
Teo appoggiò la penna Bic blu di scarso valore sul tavolo, penna che aveva rubato in banca considerandola un anticipo su quanto la banca aveva rubato a lui con gli interessi sul mutuo. La mano destra gli tremava ancora per l’emozione, la sinistra, come sempre vicina ai bisogni dei più deboli, la fermò con una carezza amorevole. Gli occhi sbarrati fissavano il vuoto, sembrava in trance.
Mamma mia che sogno! pensò ritornando in sé, Se lo racconto in giro mi prenderanno in giro, e non per questo ridicolo giro di parole. Teo si girò intorno, non c’era nessuno tranne una formichina in una fuga delle piastrelle che, osservata, si era data precipitevolissimevolmente alla fuga. Questo sogno mi ha sconvolto la mattinata, e proprio qui in questo residence a Mattinata, inutile che ci giri intorno, negarlo è da stupidi. E se il sogno rivelasse una verità sconvolgente? Teo, in un primo momento sorrise a quell’ipotesi, quel testo surreale non poteva che essere un’opera buffa, il prodotto di una psiche burlona, uno schezo del destino ben riuscito e nient’altro. Teo riprese in mano quell’appunto, lo rilesse più volte attentamente, riga per riga. No, non può essere un caso, qualcosa vorrà pur dire. Infatti quel testo poco ortodosso (privo di caratteri cirillici), dallo stile che ricordava tanto quello di un autore di nonsense e arditi giochi di parole, ignoto ai più, che si nascondeva dietro lo pseudonimo di Fabius P., racchiudeva un messagio potente sull’Onnipotente:
Dio c’è, ma ha le mani legate.
Quel messaggio lo fece traballare sulla sedia, già di per sé instabile per un feltrino mancante sotto una gamba. Quel Dio tanto cercato dall’uomo esisteva, ma era prigioniero all’interno di un buco nero distante anni luce dalla terra, irraggiungibile per l’uomo. Chissà, forse un domani quando voleranno le vendite della Ferrari Luce…
Se così fosse, le tante domande che si era posto trovavano finalmente una risposta logica. Per Teo il teo-logico ora tutto quadrava. Che Dio non muovesse un dito per alleviare la misera condizione in cui versa l’uomo, Teo l’aveva capito da tempo, ora ne aveva la conferma. E pensare che lo aveva accusato ingiustamente di non aver mai fermato una guerra, avvisato di un’imminente calamità, protetto l’uomo dalle epidemie, tutti comportamenti gravemente omissivi che ora, alla luce dei fatti, non erano più a lui imputabili, non per menefreghismo, non poteva proprio.
Teo non aveva mai creduto alle religioni per il fatto che ce ne sono più di una e non stava a lui decidere quale seguire. Se Dio è uno solo dovrebbe esistere per logica una sola religione. Il fatto che ce ne siano diverse dimostra che le religioni sono un’invenzione dell’uomo, rispondono al bisogno di riempire un vuoto esistenziale. L’uomo si sente solo nell’universo, la fede in un Dio misericordioso, depositario di tutto il bene, lo aiuta a superare le difficoltà della vita, sperare non costa niente. Le religioni si differenziano perché si sono sviluppate in tempi diversi e perché rispecchiano la cultura e i costumi di popolazioni di differenti etnie, spesso in conflitto tra loro indipendentemente dalla vicinanza geografica.
Le religioni danno sempre risposte certe senza che siano verificabili con un metodo rigorosamente scientifico, la fede è cieca. Questo è il motivo per cui Teo nutriva una grande diffidenza verso di esse vedendoci bene.
Teo era pieno di dubbi, la fede, in quanto depositaria della verità assoluta, non ne ammette alcuno, bisogna soltanto credere, obbedire e, per i crociati, anche combattere.
Dopo quel sogno Teo capì tante cose.
Ecco perché l’uomo è solo, abbandonato su questo pianeta, in balia degli eventi naturali estremi. La sua fragilità di fronte alla natura è purtroppo una condizione ontologica. Continuando il Teo pensiero Dio è fuorigioco, ha lasciato perciò la palla (la terra) a Madre Natura che non si comporta come una madre premurosa, anzi, per la condotta nazista nella gestione dell’evoluzione si meriterebbe un cartellino rosso. Nazista perché lascia sopravvivere soltanto il più forte e chi si adatta meglio ai cambiamenti. È la selezione naturale della specie, chi è debole soccombe senza pietà. Madre Natura non corre in suo aiuto, è una madre matrigna, indifferente alle sofferenze. Non ha cuore, se ne frega di tutto e di tutti – forse per questo motto è di destra – il suo fine ultimo è soltanto la conservazione dell’universo.
Adesso capisco! è Teo che segue il suo cervellotico ragionamento, Ecco perché la libertà di far del male consapevolmente e deliberatamente senza essere fermati – il libero arbitrio – ci è consentita, perché Dio ha le mani legate, altrimenti da buon padre di famiglia non lo permetterebbe. Ecco perché l’uomo è sempre uguale a se stesso, imperfetto e malvagio, perché Dio non ha potuto modificare il DNA umano apportando le necessarie migliorie per renderlo meno simile alla bestia che convive in lui.
Considerato che l’uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra miliardi di anni prima della creazione dell’universo, l’ipotesi che Dio ignori addirittura la nostra esistenza non è del tutto infondata, troverebbe conferma se venisse accertata una datazione del primo buco nero antecedente alla data del ritrovamento dei primi resti umani.
Se cosí fosse Dio ne uscirebbe senza pena né colpa, forse soltanto con una ingiusta pena eterna.
Maledetto buco nero! Ci hai fatto proprio un bel scherzetto.
Dopo una breve ricerca Teo scoprì che M87, il nome del buco nero, era lontanissimo, distante circa 55 milioni di anni luce. Erano numeri sbalorditivi, inconcepibili per la mente umana e soprattutto per quella di Teo, infinitamente limitata. Teo scosse il capo rendendosi conto di essere nientemeno che meno di niente. Per niente in soggezione Teo alzò lo sguardo al cielo rivolgendo a Dio un pensiero di commiserazione.
Povero Dio, se potessi ti aiuterei, ma anche noi uomini abbiamo le mani legate, forse Trump, in un raro momento di millanteria.
Povero Dio, che fine senza fine… Poi canticchiando un motivetto:
“Senza fine, tu sei un attimo senza fine…”
«Dio, sono Teo, scusa se te lo chiedo, Gino e Ornella sono con te?»
«Ma Teo!!!!!!!»
«Perdonami.»
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Anche il soggiorno a Mattinata era giunto alla fine, era finita anche quella splendida giornata, straviziata, stravissuta. AmmazzaTe oh! Davvero straordinaria.
Serie: Teo il teo-logico e il buco nero
- Episodio 1: Il sogno
- Episodio 2: Povero Dio
Ciao Fabius, questo secondo episodio chiude bene il cerchio aperto col sogno del primo. Teo resta sospeso tra filosofia, assurdo e gioco di parole, ma sotto la comicità continua a girare una domanda seria: se Dio esiste, perché il mondo resta così storto? Mi piace perché il testo ragiona ridendo, prende in giro tutto — banche, religioni, natura, uomo e perfino Dio — senza diventare pesante. Una conclusione surreale, ironica e molto coerente con lo spirito del primo episodio.
Grazie Daniele per il commento. Hai colto perfettamente lo spirito del racconto che sotto una veste umoristica pone il lettore davanti a tante riflessioni e domande filosofiche che dovremmo tutti porci prima o poi in questa vita. Il mio consiglio è di coltivare il dubbio cercando sempre e solo risposte razionali, se poi si è felici credendo a tutto restiamo pure bambini, evviva Babbo Natale.