Pravda Café Chronicles II

Serie: Pravda Cafè Chronicles


Sabato 5 febbraio – tavolino imbucato, Pravda Café, piazza del centro storico di una cittadina del Ponente Ligure, Italia

Tavolo ore 12, vicino alla finestra. / La Biondissima e il Principe parlano a bassa voce, sorridendo e guardandosi profondamente negli occhi. La leggera gobba di lei le toglie un po’ di quell’eterea bellezza da bambola di porcellana, e anche il cadenzato accento piemontese la rende un po’ più reale. Le parole di lui sono lente, pacate, poche, basse di tono. Come a dirle, tranquilla, ti proteggo io, da chiunque, da qualsiasi cosa. Lei lo sa. Si vede che lo sa.

Tavolo ore 9, di fianco all’entrata della toilette. / I due eleganti agés ancora non si sono detti nulla, niente, non si guardano negli occhi, sembrano distratti, come se la cenetta fosse una formalità, qualcosa di obbligatoriamente dovuto dopo tanti anni di (sopportato) matrimonio. Quasi come se volessero, in realtà, essere da tutt’altra parte. Il rosso comincia a fare effetto e lui nasconde, stanco, forse annoiato, uno sbadiglio. Due parole di polemica arricciano le labbra di lei, lui ascolta, paziente e rassegnato, replicando con un lieve accenno della testa e un’alzata di sopracciglia. Neanche l’ombra di un sorriso, né da uno, né dall’altra. E di nuovo, silenzio.

Tavolo ore 11, l’unico da quattro posti, in mezzo alla sala. / Tra le quattro scintillanti amiche al bar, più il quinto incomodo, è partito il momento foto-ricordo sul cellulare, i punti di fuga degli sguardi si moltiplicano e i riflessi bianchi e azzurrini si riflettono sugli occhi sapientemente truccati. L’unico uomo del tavolo continua imperterrito il suo assenteismo vocale, forse preso da pensieri di lavoro, o, molto più probabilmente, con la testa già ai progetti del dopo aperitivo con la sua rossa, che, senza che le altre se ne accorgano, non molla nemmeno per un attimo la sua mano da sotto il tavolo. 

Serie: Pravda Cafè Chronicles


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