
Pravda Cafè Chronicles III
Serie: Pravda Cafè Chronicles
- Episodio 1: Pravda Cafè Chronicles I
- Episodio 2: Pravda Café Chronicles II
- Episodio 3: Pravda Cafè Chronicles III
STAGIONE 1
Sabato 5 febbraio – tavolino imbucato, Pravda Café, piazza del centro storico di una cittadina del Ponente Ligure, Italia
Tavolo ore 12, vicino alla finestra. / La coppietta moro/biondina si rivela più interessante e meno mediocre del previsto, improvvisando una sarabanda dove lui è accorato professore e lei diligente allieva di riconoscimento musicale anni 70/80. Una carriera universitaria lasciata a metà lui, l’altra quasi al termine lei. Di lui mi accorgo adesso del chiodo sistemato sullo schienale della sedia, eco nostalgica di giovinezza rock.
Tavolo ore 11, l’unico da quattro posti, in mezzo alla sala. / “Stasera ho mal di stomaco, prenderò un Bayleys”, con questa perla esordisce il nuovo tavolo, sei fighetti universitari fuori porta tornati a casa per il fine settimana, probabilmente unica boccata d’aria concessa in periodo di febbrili sessioni di esami. Chiacchiere vuote su relazioni storiche, che si tirano avanti dal liceo, e decisamente poca fantasia nello sperimentare il bere del sabato sera: Bayleys, Negroni, prosecco, non-so-cosa-prendere. “Chi lo sa fare è bravo”, evidentemente piazza Bresca, patria dei pariolini nostrani, è chiusa per ferie stasera. Ragazzi miei, qui la vodka alla pesca della discoteca è lontana anni luce. Siete nel locale di uno dei cinque barman più bravi d’Italia, niente a che vedere con l’Odeon e il Tatanka. Ordinare un Long Island senza nemmeno dare un’occhiata alla carta dei cocktail è un delitto da punire con la fustigazione sui ciottoli della pubblica piazza, appena qua fuori dalla porta. Ex studenti di liceo classico, forse ora adottati genovesi, ecco spiegato il cipiglio snob e di finto alto bordo, quasi francese per antipatia. Niente inflessione nell’accento, nessuna espressione d’eco dialettale, perché fa tanto basso volgo. Cellulari all’ultima moda, capello perfetto, manina curatissima, quasi nobile che fa appoggiare delicatamente il visino pulito e accuratamente ricoperto di fondotinta, che copre il brufolo infimo, socio di quel cucchiaio di Nutella in più, strappo alla regola della maledetta ma inevitabile dieta. Orologio regalato dal papi e camicia bianca regalo della mammina a Natale, per il suo ometto che quasi si laurea e sta diventando grande. Flash febbrili di compagnia finto divertita, regalo del fidanzato, foto inutili ignorantemente sovraesposte, colme di linguacce e sorrisi finti più delle unghie blu e turchesi, fasulle provocazioni, in realtà ulteriore segnale di fighettitudine malamente mascherata. Malizia adolescenziale e di plastica convenzione che provoca risatine isteriche e finto imbarazzate su pettegolezzi tanto leggeri da risultare infinitamente insignificanti.
Unico filo rosso tra i tavoli, gommoso e squillante, l’accento americano dello Splendore che, tra un’ordinazione e l’altra, continua ad aggiornarmi in diretta sulle nuove portate del buffet, mentre, invece che concentrarmi sulle avanguardie del primo Novecento, lascio che le dita sfoghino le fantasie provocate dal mosaico di sguardi, voci confuse, bigiotteria assortita, mîses serali che ho davanti al mio tavolino imbucato e sapientemente nascosto all’angolo della sala.
Difficile resistere e non riempire di infiniti doppi sensi le battute dello Splendore, che mi passa sotto banco crudités come fossero arance e sigarette ad un carcerato, che canta e balla sui tardi anni ‘80 che aleggiano per il locale, che, quasi fraterno (o forse lo sarebbe se riuscissi a trattenere i maliziosi sottintesi partoriti dal mio cervello all’annoiata ricerca di fascinosi diversivi), massaggia vigorosamente il mio collo chinato sulla luce bianca e fastidiosa delle pagine di parole che riempiono, o per lo meno tentano di riempire, la mia testa di nozioni.
FINE di un Sabato sera di febbraio – tavolino imbucato, Pravda Café, piazza del centro storico di una cittadina del Ponente Ligure, Italia
Serie: Pravda Cafè Chronicles
- Episodio 1: Pravda Cafè Chronicles I
- Episodio 2: Pravda Café Chronicles II
- Episodio 3: Pravda Cafè Chronicles III
Nell’ultimo periodo viaggio spesso in treno e mi capita di immaginare come sia la vita di alcuni dei passeggeri su cui scivola il mio sguardo. Mi sono immedesimata nella tua serie, vedendomi seduta sul quel tavolino imbucato: non guasterebbero l’aitante barman e i suoi drink (soprattutto i drink, in questo periodo dell’anno).
È esattamente quello che è successo! 😅😅😅 Sono appunti presi al bar.