Premessa
Serie: Trame
- Episodio 1: Premessa
- Episodio 2: Viola
- Episodio 3: La scelta
- Episodio 4: Finding Freddie
- Episodio 5: Fratture
- Episodio 6: Irreversibile
- Episodio 7: Erosione
- Episodio 8: Economia sentimentale
- Episodio 9: Amici solari
- Episodio 10: Damien
- Episodio 1: C’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce
- Episodio 2: Mercoledì
- Episodio 3: Anonimo
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Da molti anni accumulo trame. Alcune complete, altre interrotte, altre appena abbozzate.
Non per mancanza di volontà , ma perché ogni storia chiede una dedizione che non sempre posso garantire. Ogni personaggio richiede tempo, attenzione, continuità . Quando questo non avviene, le storie si fermano, restano sospese, spesso al primo capitolo.
Per molto tempo ho attribuito questa difficoltà alla discontinuità . In realtà nasceva da un eccesso di responsabilità . Cercavo di portare ogni vicenda fino in fondo, di chiuderla, di esaurirla. Scrivere diventava un modo per trattenere, non per trasmettere. Un gesto di controllo più che di costruzione.
Questo progetto nasce da una correzione di prospettiva.
Le storie qui raccolte vengono condotte fino al punto in cui risultano comprensibili. Non oltre. Vengono accompagnate al loro nucleo narrativo, dove il conflitto emerge, produce una trasformazione, e rende leggibile un senso. Non c’è l’intenzione di sfruttarne tutte le possibilità emotive, né di spiegarne ogni conseguenza.
Ogni racconto è completo.
Ma non esaustivo.
Completo perché racconta ciò che deve essere raccontato.
Non esaustivo perché non pretende di occupare tutto lo spazio possibile.
Questi testi non cercano continuità e non la impediscono. Possono essere letti come storie concluse oppure riconosciuti come strutture narrative aperte, capaci di sostenere un eventuale sviluppo. Se qualcuno vorrà proseguire una di queste trame, non starà completando qualcosa di incompiuto: starà aprendo un altro percorso.
Il formato scelto è limitato per scelta. Mille parole non sono una misura tecnica, ma una soglia. In questo spazio una storia può esistere interamente, se si rinuncia all’accumulo. Il tempo si concentra, gli eventi si selezionano, i legami vengono mostrati attraverso gli effetti che producono. Un’intera relazione può essere restituita da una conseguenza. Anni possono essere compressi in una decisione.
Questi racconti non sono sinossi e non sono promesse. Non anticipano sviluppi futuri. Raccontano ciò che è accaduto e si fermano quando il nucleo della storia è stato espresso. Proseguire oltre significherebbe ripetere, non approfondire.
Il centro non è l’azione, ma il cambiamento. Ogni storia ruota attorno a un punto di passaggio: una scelta che modifica un equilibrio, una perdita che riorganizza il tempo, un incontro che sposta una traiettoria. Non interessa ciò che precede né ciò che segue, ma il momento in cui qualcosa non può più restare identico.
Anche il linguaggio risponde a questa esigenza. È sobrio, diretto, senza ricerca di intensità . Non punta alla seduzione né all’enfasi. Ogni frase ha una funzione. Non deve colpire, ma reggere.
Non esiste un genere dominante. Esiste un criterio. Ogni racconto accetta l’incompletezza come parte della propria struttura. Non tutte le ferite si chiudono. Non tutte le relazioni trovano un ordine. Non tutti i personaggi arrivano a una forma migliore di sé. La chiusura non è un obiettivo.
I personaggi vengono accompagnati fino al punto in cui il loro percorso è leggibile. Oltre quel limite la storia non appartiene più a chi scrive.
C’è anche una ragione pratica in questo progetto. Non tutto deve diventare romanzo. Non ogni intuizione richiede espansione. Alcune storie funzionano perché restano circoscritte. Fermarsi non è un gesto di rinuncia, ma di misura.
Scrivere in questo modo significa accettare che il valore di una storia non dipenda dalla sua estensione. Una narrazione breve può essere completa. Può lasciare traccia senza occupare spazio. Può funzionare come punto di partenza senza chiedere sviluppo.
Chi legge troverà storie chiuse, ma non blindate. Potrà fermarsi a ciò che è scritto o immaginare ciò che manca. Potrà proseguire o lasciare andare. Entrambe le scelte sono coerenti con la natura di questi testi.
Ogni racconto consegna qualcosa e si ritrae.
Non rivendica possesso.
Non chiede continuità .
Qui le storie finiscono perché hanno detto ciò che dovevano dire.
Altrove, se necessario, potranno ricominciare
Serie: Trame
- Episodio 1: Premessa
- Episodio 2: Viola
- Episodio 3: La scelta
- Episodio 4: Finding Freddie
- Episodio 5: Fratture
- Episodio 6: Irreversibile
- Episodio 7: Erosione
- Episodio 8: Economia sentimentale
- Episodio 9: Amici solari
- Episodio 10: Damien
Ed eccomi alla premessa, dopo aver iniziato molto più in là . Meta-racconti, quindi? Quante bozze abbiamo nell’HDD (nel cassetto avremmo detto qualche anno fa) che restano lì, come dici tu, per mancanza di tempo o solo per pigrizia! A mio parere il tuo è un’ottimo punto di vista.
A presto!
Ho letto la prima trama, Viola. Esprimere un parere nello specifico mi risulta difficile. Sicuramente c’è un riconoscimento alla tua capacità di messa a fuoco e di creare una trama prima ancora della storia stessa. Ho sempre considerato la trama una conseguenza e non una premessa, e non si finisce mai di imparare.
Ciao Roberto. Come detto, ho un sacco di idee e poco tempo per svilupparle. Lasciarle chiuse in un hard disk mi sembrava uno spreco. Quindi le condivido con gli amici di open.
Sì sì. certo, mi sembra un’ottima cosa. Probabilmente non traspariva dal messaggio ma c’era molta ammirazione per quello che sei in grado di fare.
Grazie Roberto.
Questa tua premessa mi trova d’accordo, soprattutto se si parla di racconti brevi (o brevissimi). Come tu dici, la completezza di una narrazione è un carattere intrinseco non solo al contenuto, ma alla forma che si dà al testo e al ritmo che gli si imprime. Scrivere in mille parole è un cimento al quale mi sottopongo sempre volentieri.
Ho letto la premessa e poi gli episodi, ma non sono d’accordo che siano storie che possano essere complete così: mi sembrano invece dei primi abbozzi di storie che possono essere sviluppate in racconti o romanzi.
Complimenti per averle scritte, vuol dire avere innumerevoli possibilità di sviluppo
Ma sai che come premessa non è male?
Io sono dell’idea che ogni scrittore debba muoversi nel modo in cui si sente più a suo agio. Se ritieni opportuna questa modalità per non smettere di scrivere, e allo stesso tempo per non incagliati in sviluppi che ti risulterebbero troppo lunghi, ben venga! 😸
Grazie, Mary.
Il contenuto della tua premessa è chiaro, coerente e “invitante” 🙂
mi precipito a leggere il tuo racconto e mi aspetto, sono certo che così sarà , di ricevere emozioni prive di edulcoranti.
un saluti
Una premessa lucidissima: l’idea di una storia completa ma non esaustiva ribalta il modo abituale di intendere il racconto. Qui il centro non è l’azione ma il cambiamento, il punto in cui qualcosa non può più restare uguale. Linguaggio sobrio, misura narrativa, rifiuto della continuità forzata. Non promette mondi, apre soglie. E funziona.
Ciao, Rocco. Ho trovato questa tua premessa davvero molto interessante, ricca di stimoli, di porte, di elementi di riflessione sulla scrittura e sulle problematiche dell’aspetto formale del racconto e delle sue molteplici prospettive. Un ottimo inizio. Un saluto.
Ciao Luigi, sono lieto che tu abbia colto il senso. Spero vorrai commentare anche i prossimi capitoli.