Prima il perdono, poi l’ amore

Ho conosciuto il perdono prima dell’ amore. L’ amore a casa mia non è arrivato tardissimo, ma se l’è presa con calma, ha aspettato come solo lui sa fare e si è lasciato decantare come fosse un vino molto pregiato e ricercatissimo.

Si è fatto desiderare e poi finalmente è arrivato, ma non prima del perdono. Non avevo ancora compiuto quattro anni quando iniziai i primi passi verso la lettura. Mi piaceva un sacco leggere ed iniziai a scrivere, perché mi piaceva tanto tanto leggere, amavo la lettura;più scrivevo più potevo leggere e stando a questo mio pensiero avrei potuto alimentare la mia passione.

Un giorno lessi una scritta sul muro <<Perdonami amore mio>>, una scritta gigante fatta con una bomboletta rossa: rimasi lì impalato a leggerla e ad osservarla per qualche minuto.

Cercavo spiegazioni riguardo a quanto avevo letto. Andai da mamma e lei mi rispose, che molto probabilmente aveva fatto arrabbiare la sua ragazza ed ora le chiedeva il perdono. Andai da papà e lui mi disse l’ esatto opposto ovvero, che era il ragazzo arrabbiato e la ragazza gli stava chiedendo scusa.

Capii subito che quelle tre parole erano meravigliose per tutto il mondo:quello maschile e femminile. Erano per tutti e potevano essere dette/scritte da tutti, libere per tutti.

Questa cosa mi piacque notevolmente, pensai che il perdono e

l’amore e tutte le altre parole d’ amore e non che dicevamo , che scrivevamo erano al servizio di tutti noi.

Mi piacque anche pensare che questa frase così semplice sia fatta per poche persone, gli innamorati, col cuore in ordine e la testa in confusione e mi piace pensare che esistano persone a cui piace come soffermarsi come ho fatto io stesso a leggere quella frase dicendomi fra me e me <<Questa si, che è poesia!>>.

Perché la poesia è intensità di un intento, è sprigionamento della vita ed è sentimento messo a disposizione per la vita.

Allora credo che mamma aveva ragione ed anche papà, perché a scriverle così enormi, sopra un muro gigante come l’ormai dimenticato Muro di Berlino, siamo stati tutti noi almeno una volta nella vita.

Domenico Demichelis in Art Falco “Hawk The King”.

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