Prologo

Serie: Un confine tanto marcato quanto fragile


Un mondo diviso in due comunità di un mondo fantastico e pauroso allo stesso tempo. Una storia che abbatte le certezze di Millie, la protagonista, e le fa scoprire un mondo tutto nuovo. Una storia con un messaggio indelebile e attuale, che da un mondo fantastico passa con facilità al nostro.

Nelle vastissime colline e pianure del Branceland sorge un villaggio di agricoltori, cacciatori e commercianti.

L’entrata è delimitata da un arco, costituito da due salici piangenti, che si uniscono formando una cascata di rami e foglie che la rende magica.

Subito dopo si stagliano le varie botteghe degli abitanti.

Avvicinandosi sempre di più ai piedi della montagna Taitash, la più grande e quella che sovrasta tutto il villaggio, ci sono sempre più case e proprio tra queste si trova quella di Millie, una ragazza di quasi ventun’anni, dal carattere solare e gentile, che tutti ritengono bellissima grazie ai suoi meravigliosi capelli rossi e ai suoi occhi azzurri che sembrano due diamanti; lei tuttavia non si vede così bella e perciò non dà mai corda a tutti quelli che la cercano di sedurre con ripetuti complimenti.

La madre è Adeline una sarta e il padre è Robert, un commerciante che vende le creazioni della moglie insieme alla sue sculture di legno al mercato.

Millie ha un bellissimo rapporto con un’altra ragazza, Lori, che infatti è la sua migliore amica, alla quale non nasconde mai niente. È la sua consigliera e l’unica che c’è sempre quando ha bisogno.

Millie non è mai andata fuori dal paese da sola perché la sua è una realtà molto pericolosa: il mondo è diviso in due popoli: i gialli e i grigi.

Millie fa parte dei primi, come tutto il suo villaggio. Putroppo è la categoria più debole, quella che soccombe al tocco dei grigi, letale per loro se arriva fino al cuore.

È una realtà difficile e i genitori di Millie hanno sempre cercato di isolarla dalla verità fin da quando era piccola e perciò ora è arrivata addirittura a pensare che i grigi siano solo una leggenda fatta per spaventare i bambini.

Ma c’è un confine tanto marcato quanto fragile, che si può spezzare in pochissimo tempo.

Serie: Un confine tanto marcato quanto fragile


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Discussioni

  1. Brava Michela. Scrivi bene e, dietro una apparente semplicità da quasi favola, già riesci a farci intravedere sia la dualità classica del bene e del male, sia uno sfondo più articolato: un mondo fatto di fili che si intrecciano nelle mille sfumature della vita.

    A presto.