Prurito

Maurizio aveva quarantasette anni ed una vita regolare, un buon lavoro, una moglie e due figli: Marco di tredici anni e Laura di undici. Viveva in un paese molto carino con gente beneducata non troppo lontano dalla città.

Ogni giorno si svegliava alle 7.03 beveva il suo caffè con tre biscotti, non li inzuppava ma dava un morso ai biscotti e poi beveva un sorso di caffè, poi ancora un morso e poi un sorso di caffè, dopo la colazione baciava la moglie sulla fronte, accompagnava Laura a scuola e si recava a lavoro; era il contabile di una importante azienda.

Il suo hobby preferito era costruire trottole, era l’unica cosa che aveva imparato dal padre, che quando era ancora in vita era un abile costruttore di giochi in legno per bambini; da lui aveva ereditato la passione per l’intarsio, ma l’unico oggetto che realizzava erano trottole: trottole di ogni colore forma o specie tanto che la moglie aveva destinato un intero mobile alle sue creazioni.

Il sabato era il giorno per Maurizio destinato alla pesca con gli amici e la domenica si dedicava alla famiglia, organizzava una gita fuori porta oppure preparava il barbecue; in poche parole un padre modello.

La sua vita come avrete ben capito era tranquilla, si era fidanzato con la moglie sui banchi di scuola; il primo amore non si scorda mai, e così era stato per Maurizio e Lucia.

Lucia era una bella donna, alta e dalle mani possenti, aveva messo su qualche chilo con l’avanzare dell’età ma era premurosa e una buona cuoca, due doti non da trascurare.

Maurizio e Lucia facevano l’amore due volte a settimana sempre il mercoledì e il sabato, era come un appuntamento fissato sul calendario. Il mercoledì prima di cena, prima che Laura tornasse con la mamma di Olivia da danza e Marco dall’allenamento di calcio. Il secondo appuntamento era il sabato, dopo cena, quando i figli già dormivano e questa di solito era la seduta più lunga.

Maurizio era contento della sua vita, era contento di quella felicità tranquilla portata dalla sicurezza delle abitudini, non avrebbe cambiato niente, si sentiva un uomo in pace e soddisfatto.

Ma si sa qualcosa deve pur succedere.

I suoi problemi iniziarono un normale mercoledì di inizio dicembre, era in macchina e stava tornando da lavoro quando lo punse qualcosa, almeno così penso lui, perchè tutto ad un tratto inizio ad avvertire un forte prurito dentro al naso, essendo chiuso dentro l’abitacolo della macchina diede sfogo al suo pizzicore infilandosi il dito nel naso senza ritegno (Chi di voi non l’ha mai fatto?), ma il pizzicore non si placava, era fortissimo, così forte che gli pulsava anche il cervello. Rientrando a casa corse sotto il lavandino per bagnarsi la faccia così da placare un po’ quel fuoco di Sant’Antonio dentro al naso; per un attimo pensò che fosse passato, ma appena toglieva il naso dal getto d’acqua il prurito continuava: micidiale; allora decise di prendere del ghiaccio ma essendo un prurito interno non risolse il problema.

La moglie non capiva che stava succedendo, pensate che era pure mercoledì e lei già lo aspettava nuda sotto le coperte, Maurizio però era talmente concentrato su quel prurito che si scordò completamente dell’appuntamento con la moglie e quando lei lo chiamò lui non era in condizioni per consumare il loro momento di piacere. Maurizio continuava a grattarsi come impazzito. La moglie preoccupata e anche un po’ delusa per la perdita del mercoledì decise che forse era meglio chiamare il medico, il quale essendo un amico e abitando molto vicino non tardò ad arrivare.

Il naso di Maurizio fu ispezionato in lungo e largo ma niente, non vi erano segni di punture né rossori. Il medico prescrisse una cura a base di crema al mentolo per alleviare il prurito e così Maurizio iniziò a vivere quotidianamente con un tampone imbevuto di pomata dentro al naso, il prurito c’era sempre, un pochino li in sottofondo ma un po’ meno.

Andò a farsi vedere da specialisti dermatologi, otorinolaringoiatra e chi più ne ha più ne metta, ma nulla non se ne veniva a capo. Maurizio aveva così imparato a convivere con quel prurito, le stagioni passavano, i figli crescevano e la moglie ingrassava e lui continuava a cambiarsi tamponi nel naso.

A questo punto dovete sapere che ogni anno a fine estate nel paese di Maurizio si festeggiava l’arrivo della nuova stagione con una sagra che durava tre giorni, era l’evento dell’anno e Maurizio come tutti gli abitanti del paese ci partecipava, la domenica era il giorno destinato alla fiera e lo avrebbe passato con la famiglia tra le bancarelle di cibo e facendo capannello attorno agli spettacoli degli artisti di strada invitati per l’occasione; quest’anno poi ci sarebbe stato un nuovo numero molto importante; il Paese aveva invitato il lanciatore di coltelli del circo più famoso di Europa.

Intanto che si avvicinava la domenica Maurizio e la famiglia non stavano più nella pelle, emozionati per la scorpacciata di dolciumi che si sarebbero fatti e per lo spettacolo al quale avrebbero assistito. Arrivò la domenica e dopo due pesche fortunate, (ma non troppo dato che vinsero solo un misero tappo di plastica colorato) qualche caramella e svariati bomboloni si fece l’ora dello spettacolo atteso. La gente si radunò attorno al palco e lo spettacolo iniziò.

Fu in quel momento che Maurizio vide per la prima volta Laurene, la dama che accompagnava il lanciatore di coltelli.

Laurene era una donna molto bella, corporatura esile, capelli color rosso rubino e occhi verdi basilico d’estate; Maurizio era esterrefatto, (penso che anche gran parte del pubblico maschile lo fosse) alla fine dello spettacolo non riuscì ad aprire bocca, tutti applaudivano lui invece se ne restò impalato e fermo con la bocca spalancata e sulla strada di ritorno verso casa praticamente non fece una parola. La notte, a letto, nel buio della stanza, nel silenzio rotto solo dal russare della moglie (russava solo quando mangiava molto, cioè sempre) continuava a pensare a lei, non sapeva niente, come si chiamava? Quanti anni aveva? Da dove veniva? Si girava e rigirava nel letto senza trovare sonno e non riusciva a togliersi quei suoi occhi dalla testa. Come avrebbe fatto per rivederla? Sapeva che all’indomani sarebbe sicuramente ripartita con la carovana del circo… Oddio! non poteva certo aspettare un altro anno e se poi non fosse tornata? No! Bisognava fare qualcosa, e subito!.

Preso da un raptus che mai aveva avuto nella sua vita uscì e si diresse nel grande parcheggio dove di solito sostavano i caravan del circo; fingendosi un amico di vecchia data chiese di Laurene al nano di guardia di turno il quale gli indicò un caravan rosso con lucine argentate; bussò alla porta ma nessuno rispose, riprovò, niente, provò ad aprire, la porta era aperta.

Fu mentre apriva quella porta che capì che la sua vita sarebbe stata lì, con Laurene… il caravan era vuoto, si nascose come potè… pensò che avrebbe potuto imparare qualche trucco, fare il mago oppure il prestigiatore, si nascose meglio sotto alcuni cuscini e aspettò e mentre aspettava si rese conto di una cosa: Il prurito al naso era completamente scomparso.

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Discussioni

  1. I miei complimenti, questa storia è, secondo me, scritta benissimo. Bella la prima parte con la descrizone della piatta felicità che anestetizza un po’ tutti noi ad un certo punto delle nostra vita, il prurito e l’arrivo di Laurene un bel colpo di scena.
    Non posso far a meno di andare a leggere come prosegue.
    Brava

    1. Ciao Alessandro! Che bello ricevere un messaggio! Non sai come mi fai felice anche perché io sono sempre molto titubante sulla qualità delle cose che scrivo e ho visto che tu sei uno super attivo in questo quindi mi fa ancora più piacere… ho fatto un errore sull’impostazione delle pagine queste storie non hanno un seguito, spesso si interrompono così e quindi ho capito che non devo includerle in una serie… io sono una da carta e penna tutto quello che è digitale per me è una fatica…. ! Ancora grazie adesso vado subito a spulciare tra le tue di storie! 🙂