
Purezza.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
STAGIONE 1
STAGIONE 2
NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Esiste anche una magia originaria, ma non vi è in vita più nessuno che ne ricordi la sorgente o come utilizzarla. Si cantava che fosse inarrestabile.
Grijo non riusciva a capire cosa o chi stesse guardando.
– Chi diavolo sei tu? – Aveva usato un tono strano, un po’ in falsetto e un po’ graffiato.
– Grijo! Togli la mano dalla spada! ORA! – Sarija aveva il viso di un pallore preoccupante. Fissava intensamente questo ospite inatteso.
– I due fagiani sono pronti. Ma anche l’alce può essere consumata, sempre che vi piaccia la carne al sangue… – Aveva un tono divertito la figura incappucciata.
– Chi sei? – Il mastro del fuoco si guardò intorno in cerca di alleati. Vide Grijo che deglutiva il nulla in preda ad un’ansia crescente, Phyto era distante, ai piedi di un grosso castagno. Immobile. La Furia nera era seduta in terra a meno di una pertica, ma aveva il volto stravolto con un’espressione di profondo terrore.
– Non sento alcuna minaccia, ma allo stesso tempo temo per la mia vita come non mai… Chi. Sei. Tu? – Nella testa di Sarija si affollavano gli incanti più rapidi ed efficaci contro un pericolo improvviso e letale.
La figura davanti al fuoco sollevò le braccia lentamente, portandole all’altezza del cappuccio e tirandolo indietro per scoprirne la testa. Il copricapo cadde sulla schiena sgonfiandosi mollemente.

I capelli! Sarija non vedeva quel colore di capelli da quando era molto piccola, un ricordo lontanissimo e sfocato di alcuni servitori di famiglia, che vivevano perennemente costretti in catene. Erano destinati ai lavori più usuranti e pericolosi e la loro morte era preferibile al loro vivere: capelli rossi come il sangue arterioso, rossi come le fiamme che sapeva creare grazie al controllo del suo elemento preferito e rossi come l’odio che vedeva dipinto nei loro sguardi.
– Che strana sensazione… – La testa con quel raro colore, si girò per guardare Sarija. Aveva gli occhi dorati lucidi, si stavano piano piano riempiendo di lacrime. La prima grossa goccia salata cadde dall’occhio sinistro. Una enorme stilla che mandò un luccichio arancione a causa del fuoco vivace accesso qualche ora prima. Era una ragazza con dei lineamenti talmente belli e fuori dal comune che la regina delle fiamme avvertì un nodo di commozione alla gola e anche la sua vista si fece liquida.
– …Non ricordo neanche quando è stata l’ultima volta che mi sono presentata. – La seconda lacrima scivolando lungo lo zigomo, si tuffò dalla guancia destra, colpendo una foglia frastagliata di quercia sul terreno. A parte le tracce umide sul volto, l’espressione della nuova arrivata non aveva subito variazioni, era rimasta neutra con un leggero sorriso che sottolineava il piacere di una consuetudine divenuta eccezione.
– Neeve, mi chiamo Neeve! Il mio nome… è Neeve. – L’ultimo passaggio lo ripetè con un tono sussurrato, come per controllare se suonasse ancora corretto o se non fosse certa del ricordo. Tornò a girarsi afferrando gli spiedi con le due enormi coscie infilzate, sollevandoli come fossero fogli di pergamena e posandoli vicino ai due fagiani cotti.
– Adesso che ne dite di mangiare? – Disse ridendo amabilmente ed intrecciando le dita delle mani in preda ad un raptus di gioia. Un tonfo sordo, poco distante, fece girare Grijo e Sarija con una certa preoccupazione: Ravi e Hizen guardavano a bocca aperta Neeve. Il cacciatore aveva lasciato cadere un grosso cinghiale che ancora sanguinava copiosamente, Fuuto, poco più indietro, si stava spostando lentamente sulla sinistra estraendo l’arco dalla schiena e continuando a fissare la ragazza dai capelli rossi.
– Fermo! – L’oracolo posò una mano sulla spalla di Fuuto, facendolo trasalire. Stava ruotando i polsi e piegando il collo da una parte all’altra come per sgranchirsi dopo essere rimasto in una posizione scomoda per troppo tempo.
– Amico mio, fermati dove sei. Non pensarci neanche. E completamente fuori dalla nostra portata. – Fuuto guardò il predicante e vide uno sguardo tremendamente serio che osservava con attenzione la ragazza con la testa color del sangue.
Dalhia non sapeva chi guardare e cosa fare. La ragazza presentatasi come Neeve, non sembrava ostile. Osservandola, non riusciva a non apprezzare la bellezza dei suoi lineamenti e l’orrore di quelle cicatrici che le attraversavano, quasi certamente, tutto il corpo: uno sfregio le correva a partire dalla mandibola, poco sotto al collo, salendo diagonalmente fin quasi all’angolo sinistro della bocca. Il collo stesso era un andirivieni di linee irregolari, alcune delle quali talmente ampie da far pensare ad una decapitazione evidentemente non riuscita.
– Sembri gentile e letale e, al tempo stesso, triste e spietata. Come fai? – Chiese Dalhia in bilico tra una crisi di nervi e una di pianto dettata dalla tensione.
Neeve non guardò la ragazzina direttamente, sembrava stesse ponderando la risposta migliore fissando un punto vicino al fianco destro della sacerdotessa della terra.
– Perdonatemi, ma non sono più abituata a parlare con le persone e mi dispiace essere una fonte di angoscia per voi. Ma ho davvero fame e mangiare qualcosa di cotto e condito ha riacceso dei ricordi molto lontani. Ricordi piacevoli. – Il suo sorriso era quasi ingenuo e impacciato, ma decisamente sincero.
Nel frattempo Fuuto e l’oracolo avevano raggiunto l’area attorno al fuoco. Phyto stringeva nella mano destra quattro delle decorazioni metalliche del suo abito talare.
Ravi continuava ad accarezzare ll pomolo della sua daga e a guardare di sottecchi Grijo e Sarija.
– Oracolo! – Neeve tornò improvvisamente da chissà quale pensiero, facendo sobbalzare Phyto per la sorpresa.
– Non stavi procurando dell’acqua? – Quella voce graffiata e allegra era quasi aliena rispetto a tutta la tensione che sembrava accumularsi come una nebbia invisibile in quell’area ristretta circondata da pochi, ma bellissimi alberi.
– Prendine il doppio. Che facciamo anche una imitazione della birra! Che ne dite? – Girò lo sguardo su ognuno dei commensali, aveva un’espressione talmente allegra che Dalhia le sorrise di rimando senza neanche riflettere. Nessuno provava ad aprir bocca e nessuno aveva idea di come agire o cosa fare.
– La dea sa quanto ci starebbe bene una birra fresca in questo preciso istante! – Sarija lo disse quasi sospirando.
– Phyto! La vuoi una mano per l’acqua? – L’oracolo sorrise disperatamente, facendo un evidente segno d’assenso con la testa dai riccioli molleggiati.
– Ohh, sarebbe una gentilezza davvero gradita! – Girandosi verso il castagno, il viso del predicante si face serio e minaccioso.
– Non avverto nessun tipo di incanto! Credo abbia un medaglione occultante come il tuo, ma non ne vedo il colore! – Disse con un filo di voce.
– Non avverto alcuna minaccia! Contemporaneamente so che qualsiasi tentativo di sopraffarla sarebbe letale. – Sarija sussurrava pensierosa.
– Da quanto non vedevi una qizil? – L’oracolo rigirava tra le dita le quattro decorazioni che aveva staccato dal lato della tunica dedicato agli incanti d’attacco.
– Ero molto piccola, facevano parte della servitù sacrificabile, ma noi bambini non potevamo avvicinarci ai qizil: rubavano il cuore dicevano. Io ne ero terrorizzata…- Il mastro del fuoco si girò a guardare il fuoco e Neeve, rabbrividendo.
– Io non ne ho mai visto uno! E ti faccio notare che gironzolo allegramente da parecchio tempo! Questa è la mia terza richiesta di involgimento alla dea. – Phyto aveva i nervi a fior di pelle. Non riuscire a valutare un avversario lo metteva in crisi.
– Non ho mai capito quante volte hai usato il volo dello spirito. Anche tu hai i tuoi begli anni sul groppone, no?
– Quasi trecentoventi. L’ultima volta sono stata avvelenata e massacrata da un intero villaggio a nord di Vanua Levu, quasi sette anni fa. – Sorrideva al pensiero Sarija.
– Penso sia qui anche lei per il festival. Io direi di vedere come si evolveranno le cose. In caso di problemi ho preparato le mie trappole migliori.- Phyto aprì la mano con i quattro pendagli incantati, riponedoli poi nella tasca più facile da raggiungere del suo paramento.
– La cosa migliore sarebbe quella di riuscire a farle perdere i sensi per poi legarla in tutta sicurezza. O comunque, capire le sue reali intenzioni! Mi ha paralizzato senza alcun segno di magia. Nessun oggetto incantato, nessuna formula vocale… niente. – L’oracolo non subiva un incantesimo da decenni. Non ricordava neanche quante e quali protezioni avesse attive su di se. Nessuna magia avrebbe dovuto avere effetto su di lui.
– Io mi farei dare una mano dai segugi. La mia scorta, Grijo e Ravi, sono leali e volenterosi, ma non sono all’altezza… al massimo possono essere usati come esca. La ragazzina non ha alcuna esperienza, ma è un serbatoio infinito di magia con quei bracciali. Tu che proponi?-
Phyto puntò la mano sinistra sull’enorme tronco di quel maledetto castagno allargando bene le dita, fece un paio di gesti con la mano destra, come se stesse disegnando nell’aria.
– Vediamo che succede, ha detto che aveva solo fame e che non avrebbe ucciso… Comunque ho a portata di mano i più potenti incantesimi di blocco totale. – Ricominciò a disegnare cerchi con la mano destra, questa volta concentrandosi completamente sul tronco che aveva davanti. Dopo un minuto fermò la mano dominante e fece un leggero movimento con la sinistra: Sul tronco si formò un foro perfettamente circolare dal quale iniziò a zampillare dell’acqua limpida e fresca.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
Bello il personaggio di Neeve (lo so, lo dico di tutti ma è colpa tua visto che ne crei uno più affascinante dell’altro). Il titolo che hai dato a questo episodio mi induce a pensare che la giovane qizil abbia affinato degli schemi mentali del tutto diversi da quelli umani. Un distacco emotivo che la rende neutrale al cospetto di ciò che la circonda, seppur reagente alle circostanze. In una parola, “pura”.
Neeve è un personaggio che coltivo da un bel po’ di tempo! La sua prima apparizione nella mia mente risale ai primi anni del 2000 e aveva una forma decisamente diversa:
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Ora che ne sto descrivendo il modo di interagire con gli altri, sta prendendo forma in un modo che non immaginavo nemmeno! Potere della scrittura!
Era pompatissima!!!
“– Sembri gentile e letale e, al tempo stesso, triste e spietata. Come fai? – Chiese Dalhia in bilico tra una crisi di nervi e una di pianto dettata dalla tensione.”
❤️
Meno male che “dal tronco inizio` a zampillare acqua limpida e fresca”, temevo sangue, che gronda in vari punti di questo episodio: dal cinghiale appena catturato, dall’ alce messo ad arrostire e persino nel colore dei capelli “rossi come il sangue arterioso”. A parte questo, mi piace la tua abilita` di giocare con le parole, nonostante in questa trama fitta come gli alberi della foresta in cui si svolge la storia, a volte mi sento un po` disorientata. Il limite pero` e` tutto mio, e credo dipenda anche dall’ anzianita`, che rende meno flessibile la mia mente.
Ciao M.Luisa! Beh, il rosso è uno dei colori fondamentali di questo racconto, Neeve è una ragazza con un passato davvero particolare e data l’ambientazione medievaleggiante, le reazioni dei protagonisti e in generale quelle di un mondo fondato sulla forza e sulla prevaricazione, sono sempre drastiche. Ovviamente non sono tipo da dilungarmi con descrizioni anatomiche esageratamente splatter, ma se la scena lo richiede non mi tiro indietro. Comunque mi hai interrotto che stavo leggendo gli episodi del tuo nuovo racconto! Grazie mille M.Luisa! Lo sai che ti voglio un sacco di bene!
Beh, direi che avere un Phyto, che crea fontane dai tronchi, farebbe comodo a tutti i campeggiatori.
Semmai dovessi fare un campeggio in un bosco ne fitterò (o, come si dice ora, ne prenderò a leasing) uno anch’io! 😄
Un oracolo in casa farebbe comodo praticamente a tutti! Un tuttofare tranquillo e onesto. 😄
Sono estremamente d’accordo con Giuseppe, un Phyto salverebbe il pianeta
MI hai messo ansia! 🙂
A parte il fatto che stasera c’è un tempaccio cane, vorrei stare davanti a un boccale di birra e invece mi tocca accompagnare mio figlio al centro e tornare a riprenderlo ad orari da lupi mannari…
Bellissimo racconto, continua a tirare la suspense senza sosta. E le cicatrici della ragazza, che mi ricordano tanto quelle del cattivone di Highlander, sono molto evocative.
Attendo di vedere la quizil in azione…
Giancarlo, i tuoi commenti sono sempre come una bella tazza di cioccolata calda, un paio di shortbread scozzesi e con il sottofondo: Down that dusty 3rd world road dei D.A.D. Praticamente mi sistemi la giornata! Non so quante birre avanzi… Come minimo saranno un ventisei o ventisette pinte!