Purtroppo il problema non sono i rossetti …

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Mariasole avrebbe tanto voluto che i suoi problemi fossero davvero i rossetti di Charlotte Tilbury ... ma verità era che ...

– Mariasole si può sapere che cos’hai? – chiese Martina mentre l’autobus avanzava spedito verso Roccamonte.

– Nulla perché?

– Sei strana – Mariasole notò che la sua amica la squadrava con un evidente cipiglio indagatore e istintivamente rabbrividì ricordando ciò che aveva ascoltato solo un paio d’ore prima.

– Non ho niente – rispose incerta evitando lo sguardo della rossa, perché la verità era che il seme del dubbio si era instaurato nella mente di Mariasole, lei continuava a definire Martina una sua amica, ma contemporaneamente aveva iniziato a provare una strana sensazione in sua compagnia: mentre prima la rossa aveva rappresentato  per lei una sorta di safe zone, ora semplicemente pensandola sentiva un brivido attraversarle la schiena, come se fosse in pericolo e dovesse guardarsi le spalle da lei; quindi per la prima volta, da quando erano diventate amiche, le mentì. Cercò nella sua mente un qualcosa che potesse giustificare il comportamento che aveva avuto involontariamente dopo l’intervallo, le rotelle del suo cervello girarono frenetiche, finché non ebbe un’illuminazione.

– Sto bene è solo che … beh sai domani esce la nuova linea di rossetti di Charlotte Tilbury e io non potrò comprarla.

Charlotte Tilbury? – il sopracciglio di Martina si alzò talmente tanto sulla sua fronte, che se Mariasole non avesse visto con i suoi occhi a quale altezza era attivato, non l’avrebbe creduto possibile – Ok … sai … no dico … volevo solo dirti che a me puoi dire tutto … se avessi un problema me lo diresti vero?

Se prima Mariasole era inquietata e stranita, dopo quel balbettio di Martina fu totalmente terrorizzata; perché veder incespicare la rossa era un po’ come assistere ad un lupo che bela invece di ululare; quella per lei fu la conferma finale, Martina le nascondeva qualcosa.

Tornata a casa Mariasole fu accolta dalla solita scena famigliare, all’apparenza perfetta e degna di una delle più zuccherose pubblicità di biscotti e cioccolatini; ma che celava un grigiore perpetuo.

Sua madre era di spalle ai fornelli, un invitante profumo di pasta al forno si propagava per tutta la cucina, il sole entrava dalla piccola finestrella vicino al tavolo dove era seduto Vincenzo, in apparenza intento a guardare il telegiornale, ma Mariasole sapeva che in realtà non stava ascoltando le notizie. Era consapevole del fatto che suo padre tendeva a rinchiudersi nei suoi pensieri, per dissociarsi dalla realtà e non viverla e quello era il motivo sostanziale per il quale in famiglia dovevano stringere così tanto la cinghia; infatti a suo padre era stata diagnosticata prima la depressione maggiore e in seguito anche un disturbo dissociativo, le spese di una parte delle cure riuscivano ad ammortizzarle grazie a SSN, ma un’altra altrettanto sostanziosa era totalmente a loro carico; a peggiorare il tutto c’era il fatto che Lucia era terrorizzata dall’idea di lasciare solo suo marito, quindi non aveva neppure provato a cercare un lavoro e per mettere la ciliegina sulla torta, non erano ancora riusciti a vendere la loro casa a Milano, in conclusione si poteva affermare che stavano letteralmente sopravvivendo grazie ai loro risparmi, ma essi non erano eterni, di conseguenza in famiglia i soldi erano iniziati a scarseggiare sempre di più, come l’acqua nel deserto.

Mariasole mangiò in fretta e furia, poi salutò i suoi genitori con una scusa e uscì nuovamente.

Aveva a lungo pensato a cosa fare con Martina.

Una parte di lei avrebbe voluto affrontarla, un’altra aveva strane sensazioni irrazionali di paura e un’ultima temeva che se avesse parlato con lei, l’avrebbe persa come amica.

Passeggiò a lungo per le strade di Roccamonte rimuginando sul da farsi e alla fine decise di andare a parlare con Luca. Era consapevole del fatto che probabilmente quella strana sensazione di inquietudine non sarebbe scomparsa, neanche avendo lui come interlocutore piuttosto che Martina, ma almeno non avrebbe rischiato di perdere la sua amica; perché anche se lui le avesse detto qualcosa sulla visita che Mariasole aveva deciso di fargli, avrebbe negato tutto e Martina avrebbe creduto a lei.

La casa di Luca Crismi si ergeva accanto all’unica villetta sfatta di tutta Roccamonte. Lucia aveva istruito bene Mariasole sulle usanze e sulle stranezze del paese, ma tra tutte quella di non avvicinarsi a tale villetta le sembrava la più assurda, perché in quel paese la trattavano come se fosse una casa infestata, mentre lei la considerava soltanto una casetta che cadeva a pezzi per colpa dell’incuria.

Marisole suonò il campanello, il quale rimbombò sotto forma di un gong orientale, che stonava con l’architettura perfettamente all’italiana della casa. Le aprì una donna sulla quarantina dai capelli rossi che Mariasole riconobbe all’istante, perché era ormai sulla bocca di tutti da mesi a Roccamonte, era Agnese Ferrari la madre di Martina, che quando la vide per un attimo aggrottò la fronte, prima che i suoi occhi fossero attraversati da un lampo di comprensione; Mariasole era abituata ad essere riconosciuta da tutti in paese, dopotutto sapeva quanto la sua famiglia fosse stata il pettegolezzo preferito prima dello scandalo dei Crismi, ma in quell’istante le sembrò quasi ironico che lei e Agnese si fossero riconosciute mutuamente proprio grazie alla fama data loro dal chiacchiericcio.

Mariasole ponderò qualche istante quanto la presenza della madre di Martina potesse inficiare il suo piano del negare tutto, nel caso in cui Luca avesse spifferato in giro della sua visita, però dopo una veloce analisi decise che poteva continuare con esso, perché anche se Martina non le aveva mai parlato di sua madre, Mariasole sapeva che il rapporto che la sua amica aveva con la propria genitrice era peggiore di quello che aveva con suo cugino, il che era tutto dire, quindi si rivolse tranquillamente ad Agnese con un sorriso.

– Buongiorno signora, sto cercando Luca – Per un istante l’azzurro degli occhi della madre di Martina si fece tempestoso, ma durò solo il tempo di un battito di ciglia, tant’è che Mariasole pensò di averlo immaginato.

– È nella sua camera, sali le scale e poi bussa alla terza porta a sinistra – detto questo girò i tacchi ed entrò nella prima stanza che incontrò lungo il suo cammino.

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


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Discussioni

    1. Si … in generale questa serie nasce dalla necessità di parlare della solitudine e della depressione. Una persona a me molto cara ha stravolto tutta la sua vita per accompagnare una persona affetta da depressione maggiore durante il suo percorso … mi ha raccontato tante cose che non credevo possibili, questo mi ha portata a comprendere quanto sia importante la salute mentale ❣️