Qua la zampa

Tutta la mia rabbia è concentrata su quel giorno. Nessuno ne ha colpa ma io non me ne faccio una ragione. Poi, come è giusto che sia, la rabbia lascerà il posto alla malinconia, le lacrime rimaste appese agli occhi scorreranno a fiumi e improvvisamente giungerà la rassegnazione. Ci eravamo incontrati per caso. Tu scodinzolasti vedendomi e inteneristi subito il mio cuore desideroso di affetto. Ci eravamo promessi di percorrere insieme quante più strade possibili, accompagnandoci e sostenendoci a vicenda. Fu così per un pò, non abbastanza in realtà, poi il destino puntualmente beffardo volle che tu ti fermassi prima. Era l’inizio di autunno quando arrivasti tra noi, era primavera inoltrata quando te ne andasti, da solo, come il più coraggioso dei cani. Tra le due stagioni era trascorso solo un anno e mezzo di vera gioia nel quale io mi presi cura di te e tu sanasti le mie ferite. Te l’avevo raccontata la storia che gli umani dicono in merito ai cani? Voi siete considerati angeli con la coda scesi sulla terra con la missione di proteggerci, eppure a me sembrava che quello che avesse più bisogno di aiuto dei due sia stato tu. Tu che con delicatezza ti ponevi a chiunque senza pretendere ma chiedendo attenzione. Tu che mangiasti fino alla fine per rassicurarci che tutto fosse a posto. Tu che attento mi seguivi in ogni passo o non mi perdevi di vista con gli occhi nemmeno per un minuto. Tu che abbaiavi agli sconosciuti con il timore che potessero minare la mia incolumità. Tu che comunicavi con lo sguardo e obbedivi ai comandi come se comprendessi perfettamente la nostra lingua. Tu che sembravi più umano che animale e ci hai fatto capire che ti piacevamo fin da subito.

Ti parlavo e tu ascoltavi e mettevi in pratica perfettamente tutto ciò che ti dicevo. Batti il cinque ti riusciva alla perfezione! E così è stato anche l’ultimo giorno quando addirittura mi rispondesti con gli occhi dandomi una sorta di appuntamento futuro in altro luogo e spazio. Io e te, di nuovo insieme, di nuovo allegri, di nuovo in cammino. Ora mi aggrappo a quella promessa per far fronte a questi giorni terreni di mutilate passeggiate e dopo aver visto la mia solitudine dentro ad un materasso affranta, scompagnata, persa, ho cercato di far scorrere nuovamente quell’amore incondizionato che mi avevi seminato dentro accogliendo un’altra coda scodinzolante dal nasino umido. Ho imparato la lezione che mi hai trasmesso e ho voluto dartene la prova: ho dato un’altra opportunità ad un tuo simile.

Era giusto che te lo dicessi anche se magari ci hai messo tu lo zampino affinchè accadesse… e ti ringrazio. Ti ringrazio per le magie che con i tuoi soli occhi hai saputo fare su di me senza giudizi, senza inganni, senza sforzi o delusioni. E’ stato bello averti conosciuto e aver condiviso un pezzo di percorso con te. Non ti dimenticherò mai, stanne certo. Anzi, farò in modo di voler bene a quanti tuoi simili incontrerò sulla mia strada per farti onore. Ciao mio piccolo grande amore.

Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni