
Quando lo squalo attacca
Si spogliò, il buio la copriva, sapeva che nessuno la guardava.
Corse, si tuffò e si godette la freschezza del mare a mezzanotte.
Era una bella ragazza, tutti glielo dicevano, ma lei voleva rimanere da sola.
Gli uomini… Non la capivano, pensavano soltanto a portarsela a letto. Era scontenta, voleva fargli vedere che poteva badare a se stessa, che non era una bambina indifesa.
Fece delle bracciate, adesso era a venti metri dal bagnasciuga, le onde le accarezzavano il corpo.
Le gambe si agitavano sotto l’acqua, le braccia anche, tutto andava bene.
Stava per decidersi a tornare alla spiaggia che la punta di un piede toccò qualcosa.
Fece un gemito. Non poteva essere uno scoglio, era un oggetto freddo ma morbido, come se fosse un animale.
Decise di immergersi e, la vista abituata al buio, vide un pesce gigantesco i cui gelidi occhi la fissavano.
Uno squalo bianco di quattro metri, le zanne dovevano essere abbastanza taglienti da dilaniarla.
Si ricordò che il suo nome era Bellatrix, era una guerriera, non poteva arrendersi di fronte alla morte, soprattutto se a donargliela voleva essere un mostro tanto brutto.
Lo squalo agitò il muso, stava per puntare su di lei.
Bellatrix sentiva il cuore batterle a mille, ma non sarebbe fuggita, sapeva che altrimenti sarebbe stato peggio.
Il mostro aprì la bocca per ingoiarla e lei si allontanò di un poco, diede un pugno sul muso del pesce e lo squalo sembrò infastidirsi.
La contesa non era ancora terminata.
Bellatrix allungò un dito e lo ficcò nell’occhio della bestia, che prese ad agitarsi con ancora più violenza.
Gli si attaccò a una pinna, lo torturò con le dita negli occhi e spinse con ancora più violenza finché non si accorse che c’era sangue.
La creatura maligna si divincolò e si avvicinarono al fondale. Bellatrix raccolse una pietra che stava ancora facendo il rodeo sulla schiena dello squalo e trovò che la pietra fosse aguzza. Era perfetta! La picchiò sul cranio della belva con crescente violenza e gli aprì una ferita che si trasformò in uno squarcio. Bellatrix vide il cervello del mostro e glielo torturò.
Il pesce salì in superficie ed esibì la pancia al cielo oscuro.
Bellatrix era ricoperta di sangue. Fuggì con un urlo di gioia per il successo che aveva avuto, ma sapeva che il sangue avrebbe attirato altri squali voraci.
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Inizialmente pensavo stessi esplorando il filone dei film splatter stile “lo squalo”, poi la svolta di Bellatrix (presentata come damigella incompresa) mi ha divertita
Molto bene! Grazie, Micol
Ciao Kenji, la tua Bellatrix è ancora più determinata della Bellatrix di Harry Potter! Aiuto, quando ti leggo ultimamente ho quasi paura! Certamente sei molto bravo nella resa dei tuoi racconti.
Ti ringrazio! E il bello è che questi sono racconti di mesi fa. Spero di vincere il Premio Altieri così sbarco a Mondadori e vediamo se posso far diventare la mia passione per la scrittura una cosa più seria
Degno di un film horror di Spielberg!
Grazie! Se vuoi sapere una cosa, una ragazza che pubblicava ogni tanto qui su Edizioni Open (Cristina Biolcati) ha pubblicato su un’antologia assieme a me un racconto, il suo racconta dell’incontro tra lo Squalo e il suo autore (non so se lo sai ma il film di Spielberg è stato tratto da un romanzo).