Quarantena

Serie: Cronache di quarantena


Sono violoncellista, quindi musicista, dovrei essere artista per alcuni.

Coltivo negli ultimi anni una vita da freelancer, aspetto di essere chiamata da orchestre e gruppi da camera, a mia volta cerco concerti e mi faccio strada piano piano nel duro panorama musicale. Al contrario della maggior parte delle persone che conosco, ho una certa allergia alla stabilità; all’inizio mi costava accettarlo, ora con consapevolezza assumo la mia condizione di incertezza, cambio spesso Paese dove vivere, casa dove abitare, amo viaggiare, preferisco sentirmi realizzata suonando che andando dietro a un lavoro fisso.

So che dietro a tutto ciò c’è una insicurezza personale, ma dall’altro lato un bisogno di indipendenza e di libertà.

E proprio quest’ultima adesso è venuta a mancare.

Sono al mio ventiquattresimo giorno di quarantena, reclusa nel monolocale che affitto a Granada.

Metto in questo periodo in discussione la mia situazione lavorativa, forse quando tutto ciò finirà seguirò un percorso più tradizionale, mia madre sarà contenta! Riconosco che tutti o quasi, abbiamo perso qualsiasi forma di certezza e sicurezza.

Ho iniziato l’isolamento prima degli altri spagnoli, per essere italiana e per essere appena rientrata da un viaggio. Ogni giorno mi sveglio interpretando un personaggio diverso: sono Ale violoncellista, scrittrice, cuoca, influencer, cantante, amica, figlia, sorella, lettrice, sportiva, annoiata, triste, felice, ansiosa, zen, yogi, asociale, religiosa, atea.

Mi invento di tutto dentro queste quattro pareti, faccio video musicali, parlo a non so chi, la mia creatività fiorisce, preferisco chiamarla così la mia necessità di affermazione, le giornate passano, gli stimoli degli unici compagni in questo viaggio, cellulari, computer, televisione, web, mi bombardano proponendo corsi, suggerendomi come essere visibile e famosa, come creare la mia carriera online, come lavorare senza uscire di casa.

Sono stanca.

Scopro nel mio isolamento di essere affetta da dipendenze, sono drogata e non lo sapevo finora.

Oggi, domenica, sole e caldo lì fuori, sono in piena crisi di astinenza….astinenza dal passeggiare all’aria aperta, dal sedermi a sorseggiare una birra o un caffè con le mie amiche, essere accarezzata dalla brezza, andare a sentire un concerto, scoprire nuovi luoghi, mangiare fuori in compagnia.

Sono sempre stata una persona poco generosa in manifestazioni d’affetto, ma l’astinenza è terribile, e come mi mancano gli abbracci, baci, una compagnia reale che non sia solo attraverso uno schermo.

Come vorrei buttarmi nel lettone al fianco di mia madre la sera, mentre guardiamo qualcosa alla tv, per poi lasciarla continuare da sola, dandole il bacino della buonanotte.

Ma sono lontana, e mi chiedo se anche potessi raggiungerla, le mie labbra contro il suo volto, potrebbero infettarla.

Sono uscita solo due volte da quando ho cominciato la mia reclusione, perchè, mi vergogno ad ammetterlo, ho paura.

Cerco le stradine più isolate del mio quartiere, indossando bianchi guanti di lattice, e se per fatalità appare qualcuno nel mio cammino, ci fermiamo, ci guardiamo con sospetto, a distanza, sembra ci manchino solo delle pistole come fossimo in una scena di un western, poi ognuno si fa coraggio e cerca di farsi strada in maniera discreta, con calma e freddezza.

E se la mia persona per strada, al supermercato, in farmacia avesse contaminato Maria, Juan, Dimitri, Charles, e loro Irina, Thiago, Margot, Dominique, e loro a Abul, Ji, Kang, Jacob, Jaque?

Improvvisamente siamo tutti potenziali assassini.

Siamo tutti nemici tra di noi.

La Terra si prende una pausa, respira, è calma e serena.

Noi impazziamo dietro l’isterismo, la disperazione, l’angoscia, la paura.

Quanto durerà?

Quando potrò dare un abbraccio, potrò fidarmi dell’altro?

…..vado a cucinare nel mio ventiquattresimo giorno di quarantena

Serie: Cronache di quarantena


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Amore, Narrativa

Discussioni

  1. Bellissima storia, narrazione realistica della situazione attuale. Forte.
    Apre anche ad alcuni spunti riflessivi, che è sempre meglio trovare in una storia, piuttosto che in un tg o in qualche talk politico. L’ho letta con molto piacere