Ritrovamenti

Serie: La buca

Il giorno dopo, in tarda mattinata, ci avviammo verso la ormai famosa casa. Arrivati citofonammo. Prima una volta. Poi un’altra. In fine un’ultima. Nessuna risposta. Mi accovacciai a una finestra per tentare di sbirciare tra i fori delle serrande. In mezzo al salotto impolverato e ormai in decadenza…due piedi, sporchi sudici ma soprattutto…penzolanti. Mi allontanai con un salto con gli occhi sgranati e una mano sulla bocca,

– S-S-Sé….c-c-ci s-s-sta… – avevo un impellente bisogno di vomitare e le mie parole erano soffocate dai conati, indicai tremante la finestra

Sammy si accovacciò per guardare e fece subito un balzo indietro,

– Merda merda merda merda merda merda – disse correndo verso la porta principale.

Dopo un paio di spallate di Sammy la porta si spalancò mostrando il corpo inerme e penzolante del padre del ragazzino, era di un colore quasi vicino al grigio tranne che per la testa, che invece tendeva più al violaceo. Cominciai a vomitare in un secchio vicino l’ingresso mentre Sammy chiamava la centrale di polizia per comunicare il ritrovamento. Dopo parecchie vomitate dai colori più stravaganti cominciai a riprendermi, anche Sammy sembrava parecchio provato, mi mise una mano sulla spalla e mi sussurrò: – Devi vedere una cosa… forse non sei matto come pensavo -,

tirò fuori dal taschino una bustina, si mise un paio di guanti in lattice e mi parò davanti alla faccia un biglietto scritto a matita. Feci per prenderlo ma mi intimò di non toccarlo. Lo lessi, e poi lo rilessi ancora, “la colpa è della buca, 20/09/2019 tutto vero, chiedete al commissario Sammarco”.

– C-che significa? – dissi con in bocca ancora i residui della colazione rigettata poco prima,

– Ancora non ne sono sicuro, vieni andiamo alla centrale -.

Entrammo in macchina e ci dirigemmo verso la centrale di polizia. Arrivati fummo accolti da un forte chiacchiericcio accompagnato dal rumore delle dita sulle tastiere dei computer, gli squilli dei telefoni interrompevano saltuariamente la continuità di quel chiasso.

– Aspettami qui – disse Sammy scomparendo nel via vai di poliziotti.

La frenesia della centrale mi metteva quasi a disagio, comprai una bottiglietta d’acqua per levarmi il sapore di vomito dalla bocca. Sammy tornò quasi subito con in mano una videocassetta, mi fece un cenno e quando lo raggiunsi me la porse.

– Leggi la data – disse mentre agitava con frenesia un mazzo di chiavi in cerca di quella giusta.

Una scritta in verde sul lato della cassetta recitava: “20/09/2019 M.Esposito”.

Aggrottai le sopracciglia e feci un sorso d’acqua risciacquandomi la bocca,

– Chi sarebbe M.Esposito? –

– Il padre del ragazzino – rispose Sammy

– Ah…finalmente posso associare un nome alla sua faccia…anche se ormai non ha più molta importanza – abbassai lo sguardo reprimendo l’ennesimo conato al ricordo del viso violaceo di Esposito.

Trovata la chiave che cercava, Sammy aprì una porta che dava su una piccola sala conferenze illuminata da lampade al neon. Nonostante le luci era piuttosto buia e non c’erano finestre, intravedevo il Sammy alle prese con la sua claustrofobia. Accese un vecchio televisore, infilò la cassetta nel videoregistratore e premette play. Sullo schermo comparve il video di una telecamera di sorveglianza, riprendeva una sala simile a quella in cui ci trovavamo. Al centro c’era un tavolo, due uomini sedevano uno di fronte all’altro, uno Sammy l’altro Esposito. Esposito era conciato malissimo, gli occhi sgranati e le pupille dilatate, la sua mascella inferiore si muoveva in maniera totalmente innaturale. Tremando e agitandosi cominciò a blaterare strascicando ogni parola come se pesasse una tonnellata.

– Ssse…io… – rise – Guarda io…io non ci credo a quello che penso…però….sse l-lo penso p-perché non dovrei dirlo no? – rise ancora, era una risata spaventata – Lei m-mi capisce com..mm..mmissario? –

– Senta signor Esposito, non può vagare per il paese in queste condizioni, mi dispiace molto per sua moglie… ma stanotte la dovrà passare in cella – Sammy cercava di essere il più cordiale possibile.

– Mmia moglie… – iniziò a piangere all’improvviso – La nostra famiglia non ha fatto niente di male….m-mio figlio l’ha scoperta per caso… – scoppiò in un pianto isterico – L’ha uccisa! l-l’ha uccisa…l-lui è cambiato…commissario la prego non è col-colpa sua è stato c-cambiato da quella cosa, l-lui non prova p-paura…n-non prova r-rimorso…non più almeno… – si accasciò sul tavolo singhiozzando tremante e il video si fermò.

Sammy si asciugò una goccia di sudore che gli era scivolata lungo la guancia, tirò fuori una sigaretta e la accese.

– è successo un mese fa, l’ho raccattato per strada in quelle condizioni, strillava blaterando di suo figlio che era stato cambiato…che ne pensi? –

– Penso che quel “mio figlio l’ha scoperta per caso” sia riferito alla buca, motivo per il quale penso che dovrei scendere di nuovo là sotto – ero lusingato da come Sammy mi stesse incominciando a considerare quasi un collega. “Hole rider” mi attraversò la mente per un secondo.

– Si…perché l’ultima volta è andata bene… –

– Come puoi essere ancora scettico riguardo alla buca? un ragazzino ci è scomparso dentro, un uomo si è suicidato dandogli la colpa e inoltre si viene a sapere che pensava che la stessa buca avesse ucciso sua moglie! – l’ironia scettica di Sammy mi irritò parecchio, non toccavo una sigaretta dal giorno in cui ero entrato nella buca. Decisi che quello era il momento giusto per fare un altro tentativo. Uscii dalla centrale con la sigaretta in bocca, piovigginava e un vento freddo mi tagliava il viso. L’accesi e feci un lungo tiro. Non era come al solito, ma meglio dell’ultima volta. Dovevo tornare lì sotto, era l’unica cosa di cui ero sicuro. Dopo poco Sammy mi raggiuse, sbuffò, sputò in una pozzanghera e guardandomi disse:

– Senti…se tu vuoi andare lì dentro…va bene, ma devi promettermi…devi promettermi che andrà tutto bene Dario, questa storia…non la capisco, non ci capisco niente…mi spaventa –

sorrisi e gli posai una mano sulla spalla – Te lo prometto, Sammy -.

Serie: La buca
  • Episodio 1: La discesa
  • Episodio 2: L’incontro 
  • Episodio 3: Ritrovamenti
  • Episodio 4: Né vivo né morto
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