Rosco – L’uomo che suonava come un cellulare

Serie: Pro Test Cyber-Rna1174


Rosco era un uomo qualunque. Un impiegato di banca, preciso e metodico, che ogni mattina entrava nella sua filiale con la stessa routine. Ma quel giorno qualcosa cambiò. Mentre attraversava i metal detector all’ingresso, l’allarme ululò con una stridente insistenza, come se Rosco fosse un’intera

Rosco era un uomo qualunque. 

Un impiegato di banca, preciso e metodico, che ogni mattina entrava nella sua filiale con la stessa routine. Ma quel giorno qualcosa cambiò. 

Mentre attraversava i metal detector all’ingresso, l’allarme ululò con una stridente insistenza, come se Rosco fosse un’intera armeria ambulante.

Le rx della scanner security machine poi confermate da una Tac total body senza e con mdc (mezzo di contrasto) furono inequivocabili: il suo corpo era letteralmente costellato di minuscole particelle metalliche, distribuite in modo quasi uniforme. I medici ne furono sconcertati. Nessuna spiegazione plausibile sembrava adattarsi a quella condizione. Le analisi del sangue non rivelavano nulla di anomalo.

“Forse è per via della ventiduesima dose di vaccino anti Cyber Rna174”. Aveva ipotizzato l’infermiera, con un’espressione preoccupata. Rosco aveva storto il naso. Non credeva alle teorie del complotto, ma quella situazione lo lasciava perplesso.

Le notti successive furono un calvario. Rosco sentiva un formicolio costante sotto la pelle, come se migliaia di piccole formiche gli strisciassero sotto pelle. A volte, soprattutto quando era sotto stress, il suo corpo emetteva un debole ronzio, simile a quello di un cellulare in vibrazione.

Un giorno, mentre era seduto alla sua scrivania, il suo cellulare squillò. Rosco lo spense immediatamente, ma il ronzio persisté. Si guardò intorno, confuso. 

Poi capì. Era lui ad emettere quel suono. Un brivido gli percorse la schiena.

“Mi stanno controllando”- sussurrò, sentendosi come un burattino nelle mani di un puparo invisibile.

Dopo aver consultato diversi medici e scienziati, tutti incapaci di fornire una spiegazione plausibile al suo strano fenomeno, Rosco decise di prendere in mano la situazione. Si immerse in ricerche online, sfogliando forum e siti specializzati incluso il gotha di Medicitalia. Trovò storie simili alla sua, frammenti di verità nascosti in un mare di teorie del complotto.

Una sera, mentre navigava in rete, incappò in un articolo su un esperimento segreto condotto decenni prima. Si parlava di un progetto governativo volto a creare una nuova generazione di soldati, dotati di poteri straordinari grazie all’impiego di nanoparticelle metalliche. L’esperimento era stato ufficialmente abbandonato, ma l’articolo insinuava che alcune ricerche fossero proseguite in segreto.

Rosco sentì un brivido lungo la schiena. Forse era stato lui, inconsapevolmente, una cavia di quell’esperimento?

Decise di contattare un vecchio amico, un ex hacker informatico con una passione per le teorie cospirazioniste. L’amico, incuriosito dalla storia di Rosco, iniziò a scavare nei database governativi. Dopo giorni di ricerche, trovò un riferimento a un progetto classificato, il cui nome in codice era “Fenice”.

Intanto, Rosco cominciava a notare cambiamenti strani nel suo corpo. I metalli sembravano rispondere ai suoi pensieri. Poteva far vibrare il telefono senza toccarlo, attirare oggetti metallici verso di sé e addirittura sentire le onde elettromagnetiche.

Una notte, mentre dormiva, sognò di essere circondato da una luce intensa. Al suo risveglio, si sentì diverso, più potente. Si guardò allo specchio e vide nei suoi occhi un bagliore inusuale.

Rosco si trovava al penultimo piano del grattacielo che ospitava la sua nuova sede. Fuori, la città si stendeva come un tappeto di luci, un mosaico di vite che dipendevano, in qualche modo, dalle sue scelte. Aveva trasformato un vecchio edificio governativo in un laboratorio all’avanguardia, un luogo dove la scienza e il potere si intrecciavano in modi inimmaginabili.

Ricordava i giorni in cui era solo un ragazzo spaventato, inseguito da uomini in camice bianco. Ora era lui a dettare le regole, a plasmare il futuro. Ma la gioia della vittoria era amara. Il peso della responsabilità lo schiacciava. Ogni scoperta, ogni avanzamento tecnologico lo avvicinava sempre di più a un bivio: utilizzare il suo potere per il bene dell’umanità o per soddisfare le proprie ambizioni.

Guardando fuori dalla finestra, vide un gruppo di bambini che giocavano nel parco sottostante. Un sorriso gli sfiorò le labbra, ma svanì quasi subito. Si rendeva conto che stava diventando sempre più distante dalle persone comuni, intrappolato in un mondo di numeri e formule.

Serie: Pro Test Cyber-Rna1174


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Bravo Hugo, mi piace molto questo inizio, strano e particolare. La scrittura è proprio la tua, quella asciutta e didascalica che apprezzo. Il protagonista si pone una domanda cruciale e prevedo che la risposta detterà lo svolgimento della storia.