
Rosso demone.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Osservava la scena già da un bel pezzo ormai, da uno dei rami più alti di quel bellissimo castagno.
La sua intenzione era quella di riposare il tempo necessario a scrollarsi di dosso tutta la strada macinata da quando aveva deciso di mettersi in cammino, poi avrebbe ripreso il viaggio.
Ma un gruppo di disturbatori umani e persino una Furia nera avevano deciso di interrompere il suo sonnecchiare pacifico.
Iniziò a osservarli con un briciolo di attenzione in più.
C’erano i due soldati con la divisa del regno di Peacock: poco svegli e tristemente innocui.
Un paio di cacciatori delle foreste orientali, a giudicare dai tatuaggi sul volto: agili e veloci, ma anch’essi poco più di un fastidioso ronzio.
La Furia, un terion sopravvissuto: lui sì che era interessante!
La figura appollaiata su quel ramo stava facendo una specie di censimento mentale, osservava e catalogava ognuno di loro mentre preparavano il giaciglio per la notte, ignari di quel grosso barbagianni attento.
Seguiva i movimenti del terion e lo immaginava al massimo della sua rabbia e delle sue capacità combattive: dal colore e dalla lucentezza dei capelli, era sicuramente una scimitarra a condividere il suo animo. Le scimitarre o le lame nere, come le chiamavano una volta, erano dei bestioni splendidi, con un istinto predatorio davvero invidiabile, ma rimanevano solo dei gattoni possenti. Le Furie, invece, avevano in più il vantaggio di una strategia articolata e possibilmente più impegnativa, oltre a possedere una velocità e una prestanza fisica senza paragoni tra gli umani. E poi la lealtà di quando si riusciva a stringere con loro un patto di supporto reciproco: lo Sprijin, era impareggiabile.
La bambina armata di parecchie libbre di orialco caricato con tanta di quella energia magica da polverizzare letteralmente l’intera nazione, all’apparenza poteva essere un buon motivo di preoccupazione, ma alla ragazzina sembravano mancare le basi. Una stranezza per la portatrice dei bracciali divini.
La ragazza con la divisa nera e rossa dei monaci del fuoco, era un bel mistero. Un corpo giovane con un’anima antica: doveva aver perso la vita non troppo tempo fa, trasferendo il suo spirito su un doppione creato ad arte. Ecco, lei con i bracciali della ragazzina, sarebbe stata una rogna non da poco.
Poi c’era lui, l’oracolo di Sharoya. Aveva conosciuto il nonno? O era un parente ancora più lontano nel tempo? L’unico ad aver intuito la sua vera essenza e non essere fuggito via urlando istericamente, questo giovane discendente aveva gli stessi riccioli biondi. Un leggero sorriso prese forma vicino ad una delle sue cicatrici preferite.
Il fuoco ardeva, scoppiettava e lanciava le sue minuscole scintille incandescenti in alto, creando un contrasto meraviglioso con il blu crepuscolo del cielo subito dopo il tramonto. Dalhia controllava che le due cosce d’alce non bruciassero, qualcuno aveva anche chiesto la cottura di un paio di grossi fagiani e lei diligentemente rigirava gli spiedi improvvisati ruotandoli ad intervalli regolari.
– Se aggiungiamo un po’ di sapore con qualche erbetta profumata, il gusto dovrebbe migliorare decisamente. – Phyto aveva nella mano sinistra un mucchietto di sale e spezie miscelate a dovere e le distribuiva generosamente sulla carne gocciolante grasso che cuoceva appetitosamente. Dalhia sorrise all’oracolo, assaporando mentalmente una bella fetta del girello di coscia profumatissimo.
Ravi, facendo finta di trasportare legna, passava a controllare se la carne fosse ancora tutta lì, stimava il tempo rimanente alla parolina fatale: “è pronto” e ogni volta deglutiva tutta la sua fame degustando attraverso l’olfatto la tanto desiderata cena.
– Acqua ne abbiamo a sufficienza? – Chiese urlando l’oracolo a chiunque stesse ascoltando. – Birra! Ci vorrebbe della birra con questa carne! Ma anche un po’ d’acqua in più non sarebbe una cattiva idea! – Rispose ridendo Grijo mentre ascoltava con avidità lo sfrigolio del grasso sulle pietre sottostanti.
– Perché non del buon vino in botti di ciliegio? – Ribattè Sarija ridendo mentre trasformava direttamente in cenere un’abbondante cumulo di rami morti portati dalla sua scorta.
Phyto intanto si stava dirigendo verso un grosso castagno poco distante.
– Ah! Della birra sarebbe davvero perfetta adesso…- Si disse mormorando allegramente, rammaricandosi di non conoscere un incanto capace di creare una botte di fresca cervogia dal nulla. Protese la mano sinistra verso il tronco di quel poderoso albero, guardò in alto per trovare la giusta concentrazione: il buonumore e l’allegria, abbondanti fino ad allora, si trasformarono in una violenta ondata di adrenalina. La bocca gli si era seccata.

Una figura scura lo osservava accovacciata su di un grosso ramo, teneva le braccia penzoloni e la testa piegata come un’enorme civetta, per un breve istante gli parve di intravedere un bagliore giallo arancio sprigionarsi da quegli occhi spalancati.
Phyto era pronto a dare l’allarme, ma riuscì solo a inspirare l’aria che avrebbe dovuto far vibrare le corde vocali. La figura con un fruscio appena percettibile era già al suo fianco e poggiava l’indice della mano destra sulla bocca dell’oracolo in preda al panico.
– Shhh! Ho solo fame. Non ho molta voglia di uccidere questa sera. Stai fermo un attimo! – Phyto avvertì una sensazione di gelo diffondersi a partire dal tocco di quel nuovo e pericoloso ospite. Non riusciva più a muovere neanche gli occhi adesso, la sua mente cercava un qualsiasi appiglio magico, qualunque cosa, ma i suoi pensieri erano diventati afoni e vuoti.
Kinu non sentì nulla, non ne avvertì neanche l’odore, nè vide quel colore evanescente tipico della magia, per lui era solo un’ombra sfocata che si muoveva lentamente verso il fuoco. Il suo sangue divenne improvvisamente gelido e pungente. Stava trasportando dei grossi sassi e il suo istinto gli urlò di scagliare quello che stava portando contro quell’ombra indistinta con tutta la forza di cui era capace. Ma nel momento stesso in cui il suo cervello stava ordinando alle braccia di attaccare con quelle pietre appuntite e sporche di terra, l’ombra gli rivolse un’occhiata di arancione terrore proprio nel suo animo. Kinu avvertì come il suono di un vetro in frantumi alla bocca dello stomaco e le sue gambe cedettero di colpo. Cadde in terra seduto, i sassi lo colpirono dolorosamente alle gambe, ma il terion li notò appena, sentiva solo l’impellente bisogno di trovare una tana nascosta e sicura dove rannicchiarsi, aspettando che quel mostro andasse via e pregando che nessuno notasse il tremore dei muscoli che desideravano solo di fuggire via il più lontano e veloce possibile.
– Ehy Kinu! Battiamo la fiacca eh? Dai riposati, penseremo dopo a quei quattro sassolini. Ormai è quasi pronto. – Ravi diede distrattamente una pacca amichevole sulla spalla della Furia nera e si allontanò portando due grossi rami morti su una spalla.
– La carne sembra cotta a puntino. – Disse il nuovo ospite incappucciato. L’effetto ombra si era quasi del tutto diradato, così come quell’aura di terrore mortale.
– Già, altri cinque minuti e… – Dalhia si girò sorridente, certa che fosse Sarija, ma con una voce leggermente più raschiata e più bassa. Il suo sorriso si spense quasi istantaneamente, trasformandosi in una smorfia come se stesse trattenendo un conato di reflusso gastrico.
– Chi diavolo sei tu? Come cavolo… – La sibilla della terra continuava a guardare la figura incappucciata, lanciando sguardi disperati alle spalle di questa misteriosa e inquietante novità, in cerca di qualcuno che potesse darle una spiegazione o aiutarla; dove si era cacciato Kinu? Poi tornava a guardare lo sconosciuto senza volto: aveva un corpetto di cuoio nero, tenuto da tre cinghie con fibie argentate. Le maniche della camicia o della maglia sotto erano state strappate lasciando le braccia scoperte, dotate di una muscolatura quasi spigolosa tanto era definita. Decine di cicatrici di un rosa più scuro decoravano quella pelle chiarissima, alcune erano talmente grosse, profonde ed estese che le braccia non sarebbero dovute essere più al loro posto. Indossava dei vambraci anch’essi di cuoio nero con sopra una piastra di un metallo iridescente tagliata rozzamente e tenuta da cinghie, indossava dei pesanti guanti con delle piastre rettangolari dello stesso metallo multicolore a coprire falangi e dorso delle mani.
– Ero su quel castagno da prima che arrivaste. Avrei voluto riposare… ma fate un tale baccano che mi son detta di partecipare anche io al banchetto. Praticamente mi sono autoinvitata! – Disse candidamente il clandestino in nero.
– È strano che Kinu non ti abbia annusato immediatamente! Ma non ti ha notato nessuno? Non è che sei un pericolo? – La ragazzina dagli enormi bracciali appariva meno preoccupata, ma pur sempre tesa e pronta a sfiorare il suo preziosissimo metallo divino.
– Puoi giurarci che sono un pericolo. Ma non ora. L’odore della carne sul fuoco e delle spezie hanno sconfitto il mio desiderio di far tornare la pace con la forza. – Il cappuccio copriva la visione del suo volto. Dalhia si protese in avanti per cercare di osservarne meglio i lineamenti.
La nuova ospite rigirò e tolse dal fuoco i due fagiani poggiandoli su di un paio di pietre piatte e levigate dalla magia dell’oracolo.
Grijo era immobile con gli occhi spalancati che cercava di capire chi stesse guardando, istintivamente portò la mano destra sull’impugnatura della sua fedele daga.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
Ah, una buona cena e anche i nemici diventano amici.
O forse no? 🤔😶
Credo sia indifferente, basta mettere qualcosa sotto i denti, una bella grappa per buttare giù tutto e in caso, poi, si può pensare al combattimento…
Giusto. Un grande banchetto richiederebbe anche il digestivo, che potrebbe stendere tutti e rendere inoffensivi anche i piu` cattivi. Io, proporrei un mirto, ma e` un po’ blando, al massimo scatenerebbe un coro di “trallallera”.
Ah 😆😆😆 Un bel fantasy culinario incentrato sulla resistenza all’alcol come prova di superiorità tra combattenti…
Il cibo di cui ho sentito, un profumino invitante, mette tutti in santa pace, purche` ce ne sia per tutti. Meno male.
Spero tanto che duri, sono una che preferisce il rosso dei fiori, dei tramonti, del calice mezzo pieno e di qualche indumento. Il rosso del sangue che cola, neanche dalla carne arrosto.
Ehhh… Diciamo che il grosso del problema è che nessuno ha portato un digestivo, un amaro Giuliani (non ho idea del sapore, lo prendeva la buonànima di mio nonno dicendo che era la sua medicina), io preferisco uno Jägermeister.
Di solito se non riesci a digerire bene, poi i sogni sono alquanto movimentati. O sbaglio?
“Perché non del buon vino in botti di ciliegio? – Ribattè Sarija ridendo mentre trasformava direttamente in cenere un’abbondante cumulo di rami morti portati dalla sua scorta.”
Si, molto meglio, con la carne arrosto. Del buon Cerasuolo, per esempio?
Io porto del Nero D’Avola, tu porti il Cerasuolo e poi andremo in giro per la foresta gattonando… Ah! Io canto pure.
Alla fine è giunto il demone della leggenda! L’immagine dedicata, all’interno del racconto, è bellissima: rende esattamente il personaggio per come lo hai descritto. Per ora è un demone simpatico: per lo meno, quando c’è cibo a disposizione.
Mah! Non sono proprio convintissimo che il demone sia lei, anche se effittivamente ho percepito un qualche tipo di vibrazione particolare mentre spegnevo il Super 8… 😂
Beh dai, nel prossimo episodio vedrai quanta simpatia stramba che elargirà gratuitamente. 😂
Micol, ringraziarti sta diventando faticoso e poco soddisfacente. Stavo progettando dei video sexy dove ci sono io che canto una canzone a te gradita davanti ad un caminetto acceso, una piccola scintilla scoppietta allegra proprio sulla felpa in pile da discount che indosso quasi sempre in casa e il tutto si conclude con un edizione straordinaria del TG che annuncia il gravissimo incendio doloso nella città dove vivo…
“Un corpo giovane con un’anima antica: doveva aver perso la vita non troppo tempo fa, trasferendo il suo spirito su un doppione creato ad arte. “
Risolto il mistero! 👏 👏 👏 👏
😂😂😂 Seee. Figurati! Mica era la prima vita che perdeva la regina delle fiamme!
Se vuoi la verità in questo periodo sto scrivendo un racconto fantasy. Leggerti mi è servito per l’ispirazione, quindi ti ringrazio!
Ciao Kenji! Che cosa meravigliosa! Il fatto che tu stia scrivendo un fantasy già di per se è fantastico! Se poi mi dici anche che sono stato io a punzecchiarti… beh, mi costringi a prendere due sedie, metterle ad una certa distanza l’una dall’altra e continuare a leggere i commenti in posa alla Van Damme…
Grazie infinite Kenji!
Da un paio di giorni qui vi divertite tutti ad evocarmi incubi ed io sono in carenza di sonno.
Uffa.
Però che bravo che sei, Emiliano. Evochi le immagini con le parole prima ancora di disegnarle. Non è che qualcuno te le descrive nel dettaglio direttamente da un altro piano di esistenza?
Tu non lo sai, ma io ho in testa un vecchio proiettore di pellicole Super 8 con le scene che descrivo, i protagonisti recitano le loro battute e a me rimane solo il meccanico lavoro di trascrizione…
Un grazie elevato alla ventitreesima!
😂😂😂
Tu non lo sai, Emiliano, quanto credo a quello che dici…