
Salsa barbecue! (2)
Serie: L'Urlo Muto delle Ombre
- Episodio 1: La stufa
- Episodio 2: Matilde
- Episodio 3: Spazzino in quattro – 1
- Episodio 4: Spazzino in quattro – 2
- Episodio 5: Il cielo cova la neve
- Episodio 6: Controllori
- Episodio 7: Hell’s Tie
- Episodio 8: L’orologiaio
- Episodio 9: Pieno di benzina
- Episodio 10: Il getto
- Episodio 1: La cena (Attimi – 1)
- Episodio 2: Caffè in cialde (Attimi – 2)
- Episodio 3: Acque invernali (Attimi – 3)
- Episodio 4: Cappio (Attimi – 4)
- Episodio 5: Preferisco la tua cucina (Attimi – 5)
- Episodio 6: Gabriel (The Scarecrow – 1)
- Episodio 7: Gabbiani (The Scarecrow – 2)
- Episodio 8: Rivelazione (The Scarecrow – 3)
- Episodio 9: Agatha (The Scarecrow – 4)
- Episodio 10: Le conseguenze (The Scarecrow – 5)
- Episodio 1: Salsa barbecue? (1)
- Episodio 2: Salsa barbecue! (2)
- Episodio 3: Gelatina (1)
- Episodio 4: Gelatina (2)
- Episodio 5: Gelatina (3)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
“Devi essere Michael” disse Thomas Gordon, il padre di Tommy, marcando il suo nome con la voce. “Entra.”
Michael lo seguì chiedendo permesso.
“È un piacere conoscerti” disse Thomas porgendogli la mano. La sua presa era forte e decisa.
“Questo è un piccolo regalo da parte mia” disse Michael porgendogli una bottiglia di vino rosso.
Thomas se la rigirò tra le mani, leggendone l’etichetta.
“Questo sarà ottimo” disse. “Abbiamo preparato le lasagne. Ti piacciono?”
“Tantissimo.”
“Ciao Mike!” Anna spuntò dalla cucina. “Avanti, posa il giubbino” lo invitò.
“Fa come dice” disse Thomas, intimandolo a seguire l’invito della moglie come se fosse un comando. Voltandosi udì alle sue spalle il clangore della chiave che scattava due volte nella serratura. Thomas gli passò accanto guardandolo di traverso.
“Vieni” disse. Michael lo seguì lungo un corridoio fino a quando Thomas non si fermò davanti a una porta. Michael vide che era chiusa con un lucchetto; Thomas dovette notarlo, poiché fece un passo laterale coprendo il chiavistello.
“Da questa parte” disse indicando la porta di fronte. Michael entrò in uno stanzino vuoto, a esclusione di un appendiabiti. Mentre posava il giubbino, pensò a come gli si era rivolta Anna. Lo chiamavano Mike solo Dylan e sua madre.
Thomas lo condusse nella cucina satura di un profumo delizioso. Dal vetro del forno Michael notò due teglie colme di pasta, besciamella e carne. Al centro della cucina un tavolo di plastica, sul quale una ragazzina svolgeva calcoli matematici su un quaderno colorato. Salutò Michael timidamente.
“Lei è Amanda” disse Thomas.
“Piacere di conoscerti” disse Michael, e scoprì che sorridere gli richiedeva un certo sforzo.
“E Tommy?”
“Tommy non c’è” disse laconico Thomas. Stava sistemando alcuni vasetti di pomodoro e non si voltò per parlargli.
“È andato al cinema con i suoi amichetti” si intromise Anna.
“Magari mi fermo un po’ dopo cena” propose Michael. “Mi piacerebbe salutarlo.”
“Dipende da quando torna” disse Thomas, sempre dandogli le spalle.
Un bambino di sei anni non rincaserà poi così tardi la sera pensò, ma preferì tenere per sé quel commento.
“È pronto!” esclamò Anna. Si spostarono nella sala da pranzo.
* * *
“Squisite” disse Michael. “Mi scuserete se…” disse afferrando un pezzo di pane per raccogliere il sugo.
“Non farti problemi” lo confortò Anna. “Se vuoi dell’altro pane, basta chiedere.”
Michael assaporò il sugo di carne, inghiottendolo con il pane.
“È diverso da quello che fa mia mamma” commentò ragionando sul sapore. “Più… dolce?”
Anna confermò con un cenno del capo. “Noi ci mettiamo un po’ di carne di cavallo” disse. “Ma non dirlo a nessuno” aggiunse ammiccando.
Thomas teneva lo sguardo basso sul suo piatto, e Michael si chiese se la sua presenza fosse gradita. Poi ricordò il primo sguardo di Anna; lo sfregare dei seni contro il suo petto; il fatto che lo avesse chiamato Mike. Si sentì a disagio, e iniziò a temere che anche Thomas avesse intuito quell’ultimo particolare. Magari Anna aveva cinguettato tutto il giorno gironzolando per casa, annunciando ai quattro venti che Mike sarebbe venuto a cena. Forse aveva anche respinto i tentativi del marito quando era entrato in bagno e lei si faceva la seconda doccia.
Con la coda dell’occhio notò Amanda. I genitori non la stavano guardando – gli occhi di Anna erano posati su Michael – e la ragazzina, forse intenzionalmente aveva alzato la manica di un po’, quel che bastava per mostrare una scritta. VAI IN BAGNO lesse Michael. Negli occhi della ragazzina albergava un misto di terrore e supplica. Michael deglutì, e gli sembrò di ingoiare un pezzo di vetro.
“Posso usare il bagno?” chiese Michael sorprendendosi di quanto stridula fosse la sua voce.
Anna fece per parlare, ma Thomas la interruppe.
“In fondo al corridoio” disse laconico, e il significato che arrivò a Michael fu lascia stare la porta chiusa nel corridoio.
“Grazie” mormorò. “Torno subito.” Si sforzò ancora di sorridere.
Percorse il corridoio, passò la porta chiusa con il lucchetto ed entrò in bagno richiudendosi la porta alle spalle. Nella serratura non c’era la chiave. Ora cosa diavolo faccio? Pensò con le spalle appoggiate alla porta. Dev’esserci qualcosa, se mi ha detto di venire qui. Si accorse di dover pisciare.
Si avvicinò alla tavoletta del water e concluse. Afferrò un pezzo di carta igienica e fece per pulirsi, quando si accorse di una macchia rossa; erano lettere, ma era stato usato un pennarello dalla punta grossa e l’inchiostro si era dipanato, deformandole. Sembrano le scritte di sangue sui muri, quelle che si vedono nei film horror pensò. Avvicinò il pezzetto di carta agli occhi e provò a leggere.
Avvertì lo stomaco farsi di piombo, i testicoli gli salirono nel ventre. Sulla carta c’era scritto:
AIUTAMI O MANGERANNO ANCHE ME
Michael si piegò in due. Le ginocchia cedettero e si ritrovò accasciato davanti al water nel momento in cui un conato gli usciva dalla bocca. Vomitò la cena, e quando non restò più niente da svuotare lo stomaco continuò a contorcersi a vuoto.
Aspettò che il suo apparato digerente si calmasse, si pulì la bocca e si rialzò reggendosi al termosifone. Devo fare qualcosa, pensò. Quella povera ragazzina…
Udì l’urlo di terrore di una bambina. Poi passi che si avvicinavano.
La porta si spalancò, e Michael trovò davanti a sé la figura di Anna, alta un metro e novanta grazie ai tacchi a spillo. Guardava nella sua direzione, ma in basso; Michael si accorse di non essersi rimesso i boxer. Anna si avventò alle sue ginocchia, gli occhi accesi da una passione oscena. Lui tirò su i calzoni e senza pensare le sferrò un calcio, colpendola sotto al mento. Anna cadde all’indietro, il collo piegato in una posizione innaturale, e piombò priva di sensi sul tappetino della doccia.
Tornò in corridoio e corse in direzione del soggiorno, bloccandosi quasi subito. Avvertì lo stomaco ribellarsi, la faccia gli si contrasse in una smorfia di disgusto al sapore dei succhi gastrici che gli risalivano la gola.
La porta che fino a pochi minuti prima era stata chiusa con un lucchetto ora era aperta. Una scia scarlatta che partiva dal salotto continuava fin oltre la soglia della stanza proibita.
“Salsa barbecue” disse.
“Io odio la salsa barbecue.”
Serie: L'Urlo Muto delle Ombre
- Episodio 1: Salsa barbecue? (1)
- Episodio 2: Salsa barbecue! (2)
- Episodio 3: Gelatina (1)
- Episodio 4: Gelatina (2)
- Episodio 5: Gelatina (3)
Racconto godibilissimo condito da un ottimo finale.
Molto piaciuto anche questo. 👌
Quel pasticcio di lasagna condito con uno squisito ragù e presentato insieme a tante smancerie e ammiccamenti, ammetto, mi ha fatto venire i brividi. Un indizio non facile da cogliere, buttato lì, apparentemente a caso, all’interno di una narrazione perfettamente riuscita. Ogni personaggio che ruota attorno al protagonista ha una propria impronta caratteriale ed è così bene descritto che a quella tavola sembra quasi di essere seduti. Il chiavistello alla porta mette tanti brividi alla schiena quanto la lasagna e il finale è davvero riuscito. Complimenti per questo racconto, forse, fra i tuoi più riusciti.
Grazie davvero, Cristiana!
Gioca perfettamente con l’immaginazione del lettore, lo tenta nel pensare tra il peggio e l’immaginazione di un bambino. Chiaramente emerge la realtá ma senza essere palese per questo la lettura é coinvolgente. Bravissimo
Grazie, primo lettore 🙂 <3
Io voglio pensare che Michael, con la sua fervida immaginazione da scrittore, si sia immaginato tutto. Nel lasso di tempo che va dalla domanda del bambino “Ti piace la salsa barbecue?” alla sua risposta vera, o da quando il bambino dice che la macchia sul collo è salsa barbecue.
Concetta, potrebbe essere, e in fondo il lettore può interpretare la storia 🙂
Grazie per aver letto e commentato !
Agghiacciante, sei stato davvero bravo! Mi sarei aspettata di tutto, tranne questo finale. Bravissimo a mettere i particolari nel primo episodio…Anna che compra i coltelli per il marito, Tommy sporco di salsa sul collo…mi erano parsi indizi ma mai avrei pensato fossero collegati a un simile risvolto.
Ciao! Grazie davvero. Sì ho giocato con il primo episodio per inserire indizi e creare i personaggi, poi con il secondo ho deciso che poteva essere liberato tutto l’orrore di questa storia 🙂
Ok, questo sarà il tema del mio incubo stanotte🙈🙈🙈 Oddioooo! Non potevo assolutamente immaginare che sarebbe finita così! Sei riuscito a traumatizzarmi😅 bravo!
Ciao Arianna! Spero tu abbia passato una notte tranquilla 🙈
Grazie come sempre
Anch’io come altri avevo pensato a qualcosa del genere, ma non credevo che il bimbo fosse la vittima 😅 bel colpo di scena!
Grazie Gabriele 😉
Mi è piaciuto!
Che orrore, era proprio quello che avevo sospettato😱ma finisce così?
Si Melania, il racconto finisce con il colpo di scena 🙂
… immaginato un ruolo… senza “a”
Ciao Nicola. Ho letto subito questo episodio. Avevo intuito il cannibalismo, ma avevo immaginato a un ruolo diverso per bambino.
Truculento al punto giusto senza eccessiva deriva splatter. Quello che nasconde la stanza chiusa lo crea il lettore.
Ciao Antonio, sono curioso di sapere quale fosse secondo te il ruolo di Tommy 🙂
Grazie come sempre!
Il ruolo del cannibale… 🙂
In effetti è interessante anche il tuo punto di vista… magari poteva essere un’esca 😉