Salvare per salvarsi

Serie: Karma


Tremo, al solo ricordare provo schifo e vergogna, ma devo farlo, devo ricordare.

Stavo leggendo un libro su una panchina in quel parco per bambini, vicino a quell’enorme salice piangente, doveva essere un libro sul mare, perché l’ondeggiare dei rami mi ricordava il rumore delle onde. A un tratto una voce:-Posso? Sorrisi e annuì. D’un tratto l’inferno, mi prese e mi lanciò contro quel maestoso albero, mi girò tappandomi la bocca, piangevo, mi violentò, ogni colpo era come una spada che mi eviscerava e mi svuotava. Una volta finito mi rannicchiai coprendomi la faccia con le ginocchia, non volevo guardare e lui prima di andare via mi sputò addosso. Non so quante ore sono rimasta lì, ma sentii una voce rassicurante che mi chiedeva cosa fosse successo, mi abbracciò forte, ma non avevo il coraggio di aprire gli occhi e guardare quel posto, ma soprattutto guardare il mio corpo sporco. Venne un’ambulanza a prendermi e lì mi fecero il kit stupro, furono tutti gentili con me, d’altronde di fronte a una situazione come una mia non puoi che provare tenerezza e pena, invece io provavo schifo nei miei confronti, strano no? Non era colpa mia, eppure mi sentivo sporca, mi incolpavo, è strana la mente in queste situazioni.

Finito in ospedale andai dalla polizia per la denuncia, raccontai tutto e alla domanda:- Signorina, ricorda qualcosa su chi fosse o qualunque cosa che ci possa condurre a lui? Mi bloccai, piansi, tremavo, perché non ricordavo assolutamente nulla di lui, niente di niente, un vuoto assoluto. Mi rassicurarono e me ne tornai a casa, la prima cosa che feci fu una doccia mi lavai con talmente vigore che mi graffiai, come a voler cancellare tutto l’accaduto, ma purtroppo non andava via, anzi il mostro aveva lasciato sul mio corpo diversi lividi.

Ad una settimana da quel giorno, sono ancora qui con il mio diario a scrivere tutti i dettagli, a riuscire a capire, so che lo conosco il mio stupratore, ma non ricordo nulla. Ci stai provando Karma, ma cos’è questo canto?! Parla di violenza, di silenzio forzato, di urla inascoltate, attratta come un marinaio al canto delle sirene: esco di casa, il primo sole da quella mattina, una sensazione piacevole, vedo davanti a me un banchetto di persone che battono le mani ad un ragazzo muscoloso, un po’ tamarro, bello come un attore delle mie serie tv e parlai:- Bravissimo, sembrava stessi parlando di me! Lui mi guarda allibito, come se gli avessi detto non so cosa, mi rispose:- Grazie, forse non hai notato per quale motivo siamo qui, per gli animali -Gli animali?! Ma…. Ma cosa c’entrano con la violenza e il non poter urlare? Lui sorrise, forse non era la prima volta che qualcuno faceva la mia domanda, quando ride è ancora più bello :- Gli animali che finiscono nel nostro piatto subiscono violenze e non possono parlare, ma con chi ho il piacere di parlare? Karma stai calma, fai andare piano il cuore che altrimenti ci sente, respiro profondo :- Sono Karma, mi dispiace non volevo fare nessuna figuraccia, è una settimana che non esco di casa, da quando sono stata stuprata e la tua canzone è riuscita ad emozionarmi e a farmi uscire, a prendere coraggio e te ne sono grata, veramente tanto. Lui mi disse che c’era un locale carino dove andare e poter parlare con più calma, accettai, non potevo dire di no, ma l’hai visto? E poi riesce a calmarmi e un po’ di tranquillità mi ci vuole sinceramente, ma sempre con attenzione, però dai un’animalista non potrà mai essere come colui che mi ha stuprato. Lo seguo e nel frattempo gli chiedo un po’ sugli animali e sul canto, era il primo ragazzo con cui mi sentivo spigliata e già innamorata, ma si può essere già innamorati ed aver visto in lui un’anima gemella? Deve essere questo il famoso colpo di fulmine. Entriamo in questo locale piccolo, ma davvero accogliente, pieno di cibi alternativi tutti vegani. In tutto mi son scordata di chiedergli come si chiama, un’altra figuraccia in arrivo:- Mi son scordata di chiederti come tichiami.

-Mi chiamo Alex, ma parlami un po’ di te , mi hai incuriosito, ma di altro, voglio che ti distrai e che non pensi alla tua orribile esperienza, per oggi scordatene, prova a guardare me e vedere solo questo momento, come se non avessimo un passato di cui parlare, la mia regola di vita il vivi e ora, prendere ogni momento come se fosse l’ultimo.

Quelle parole mi hanno emozionato e rassicurato, davanti a quegli occhi non posso che pensare a te:- Ok seguirò il tuo consiglio, mi sono trasferita qui un mese fa, vivo proprio di fronte al vostro banchetto, frequento l’università di letteratura, amo leggere e vedere serie tv e avevo bisogno di indipendenza, certo dici tu a 18 anni magari è un gesto di ribellione, ma per me no voglio incominciare a camminare con le mie gambe ed essere l’autrice del mio futuro. Vorrei insegnare un giorno, diventare una prof, un punto di riferimento per dei giovani. Lui mi guardava attento e io come sempre ero diventata logorroica, vorrei non finisse mai questo momento! Alex mi prese la mano e mi raccontò di lui: io invece amo cantare ma finora non sono mai riuscito a sfondare, così mi diverto a cantare per l’altra mia passione, ovvero gli animali. Sai ho a casa 3 cani, Nikita, Charlize e l’Innominato.- Perché l’innominato? Dissi ridendo.- È con me da pochi giorni e gli sto cercando una casa, è un pitbull nero pieno di cicatrici, usato per dei combattimenti, ma credimi è un cane dolcissimo che ha bisogno di qualcuno che sia il suo punto di riferimento con cui poter rincominciare a vivere, le mie due pestifere gli stanno dando del filo da torcere, ma si fa fare di tutto. Secondo me era un cane esca, quei cani usati per addestrare i “forti” a combattere, ma come si fa a fargli del male? – Io ti dirò non sono vegana, ma penso che tu oggi mi hai cambiato e credo che incomincerò questo cammino, perché non voglio far subire a nessun’altro la violenza, umano e non. -Ne son felice, che ne dici di venire con me in un rifugio di animali salvati? Mi piacerebbe farteli conoscere, al mondo per fortuna non c’è solo violenza e odio, ci sono seconde possibilità e rinascite. Ovviamente ho accettato, in macchina abbiamo percorso un bel po’ di strada per arrivare fuori città, ma non avevo paura, mi fidavo di lui senza nemmeno conoscerlo, non sono una sprovveduta però, ho con me dello spray al peperoncino, non si sa mai.

Guardai incantata quella mucca che stava dietro al cancello e ci guardava con una curiosità, si chiamava Life ed era la più anziana, Alex mi disse di sedermi affianco a lei e Life si allungò affianco a me, mettendo la sua gigantesca testa sopra le mie gambe. -Karma grattagli sotto al collo vedrai come incomincerà ad addormentarsi, è come un cane solo gigante. Feci come mi consigliò e la sua pelle era morbidissima, un animale dolcissimo, ero passata dal non avere nemmeno un pesce rosso a stare abbracciata ad una mucca, che sensazione bellissima, mi sento in pace con il mondo, al posto giusto. Alex mi guardava con gli occhi a cuore, poi mi fece alzare, a Life non fece tanto piacere, ma sarei tornata da lei. Ci incamminiamo, mano nella mano, come se stessimo insieme da una vita e vedo delle caprette corro verso di loro come impazzita, avevo bisogno di contatto con la natura e di dolcezza. Si lasciavano coccolare, saltavano e io le rincorrevo ed Alex non mi lasciava con lo sguardo, un po’ come fa un padre con la sua bambina, mi sentivo protetta!

Serie: Karma


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Discussioni

  1. Grazie per i consigli e forse hai ragione può anche terminare così. Avevo questo racconto tra i file e senza pensarci troppo l’ho pubblicato, anche per sapere il giudizio di persone esterne e sicuramente più esperte.

  2. Un racconto a parere mio un po’ confuso, forse volutamente, con una bella immagine nel finale. Mi è piaciuto molto l’idea della ragazza con in braccio il muso dolce e grande della mucca.
    Qualche consiglio:
    Fai iniziare i dialoghi a capo e fra virgolette, in questo modo il lettore non fa fatica a capire quali sono i discorsi diretti e quelli indiretti, come è successo a me; attenta all’uso dei verbi: la narrazione è al passato ma in alcuni passaggi passi al presente; cerca di creare un po’ più di credibilità nella storia che racconti: a parere mio rimane difficile credere che una ragazza che è stata stuprata in quel modo, dopo solo una settimana esca di casa leggera come una nuvoletta ed accetti qualunque proposta le rivolga una uno sconosciuto; cerca di lasciare un po’ più di attesa nel lettore al termine del racconto: questo primo episodio potrebbe benissimo essere una storia fatta e finita, invece secondo me in una storia a episodi devi lasciare il lettore con un bel punto interrogativo sulla testa in modo che abbia una voglia matta di leggere i prossimi.
    Alla prossima lettura.