Salvato all’ultimo
Serie: Buio al tramonto
- Episodio 1: Pesca grossa
- Episodio 2: Qualcosa che mi appartiene
- Episodio 3: Nicholas
- Episodio 4: George Robertson
- Episodio 5: Eliah Blackthorne
- Episodio 6: La pagina mancante
- Episodio 7: La svolta
- Episodio 8: Telefonata
- Episodio 9: Senza pensarci su
- Episodio 10: Allucinazioni
- Episodio 1: Padre Holmes
- Episodio 2: Tracce di un tempo andato
- Episodio 3: Ordine
- Episodio 4: Robert Collins
- Episodio 5: La casa
- Episodio 6: Torta di ciliegie
- Episodio 7: Wendy
- Episodio 8: Desideri
- Episodio 9: Prospettive
- Episodio 10: Sulle rive del lago
- Episodio 1: Versioni dei fatti
- Episodio 2: Arrivederci
- Episodio 3: Il primo sogno
- Episodio 4: Il servitore
- Episodio 5: Emorragia
- Episodio 6: (Quasi) in manette
- Episodio 7: Salvato all’ultimo
- Episodio 8: Rottura
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Capitolo 7
2
“Siediti e aspettami qui” disse. “Vuoi un caffè?”
Nick annuì. “E un sacchetto di ghiaccio” aggiunse Nick massaggiandosi i lividi.
Lo Sceriffo uscì e Nick si sedette continuando a osservare l’ufficio e cogliendone sempre più dettagli. Era una cosa che faceva spesso, e non sapeva spiegare fosse la conseguenza del suo essere scrittore, o se invece era lo scrivere che gli riusciva così bene proprio per questa sua capacità di osservare.
Lo Sceriffo tornò nell’ufficio richiudendo la porta con il tacco della scarpa. Nelle mani teneva un bicchiere di carta fumante e un altro contenente un liquido trasparente da cui zampillavano tantissime goccioline. “Un paio di aspirina” precisò Boone notando lo sguardo diffidente di Nick. “Ne hai bisogno, a quanto vedo. E qui del caffè. Vorrei poterti offrire di più, ma anche se la recessione è passata, la contea dichiara di essere ancora al verde. Mi chiedo chi sia che tira fuori quei numeri che danno ai notiziari.”
“Grazie” disse Nick sorseggiando il caffé. Andava giù che era un piacere, e le aspirine disciolte nell’acqua gli diedero la sensazione di alleggerirlo. Scemata l’adrenalina del risveglio violento, Nick iniziava a sentirsi uno straccio. Eppure, nonostante fosse di fatto in arresto, si sentiva a suo agio con lo Boone.
“Le devo delle scuse, Sceriffo.”
Boone lo fissò, con la schiena appoggiata allo schienale, un sorrisetto divertito stampato sulle labbra. Non disse nulla.
“Vede… non voglio creare problemi alla comunità. Mi sono trasferito qui per diventarne membro.”
Boone si prese un altro attimo, poi parlò.
“Vuoi la mia opinione, ragazzo?”
“Intende se mi crede?”
Lo Sceriffo lo fissò di nuovo con quel sorrisetto stampato sulle labbra carnose. Gli occhi erano di qualcuno che non era affatto malvagio, ma che non ammetteva passi falsi.
“Insomma, io credo…”
“Ti credo” tagliò corto Boone. Nick avvertì il corpo alleggerirsi ulteriormente.
“Grazie, Sceriffo.”
“Ora dimmi…”
“Sì, certo” lo interruppe Nick, e di nuovo si morse la lingua. Eppure seppe stabilire se lo Sceriffo avesse ritenuto quell’interruzione poco opportuna, o se invece non gli avesse dato peso. Era evidente che o era un uomo molto alla mano, o era un campione nel nascondere il risentimento e ogni genere di emozione sgradevole. Forse entrambe le cose, si disse Nick.
Lo Sceriffo riprese: “sai quante persone passano per Rotten Bridge? Intendo non residenti.”
Nick ci pensò su. Ricordava i turisti in camicia colorata e infradito, famigliole con un seguito di marmocchi e coccodrilli gonfiabili sulle spalle. “Un bel po, presumo. Almeno in estate.”
Lo Sceriffo annuì. “E sai quante di queste persone si fermano permanentemente?”
Nick aggrottò la fronte, e per qualche motivo la leggerezza conquistata iniziò a svanire. Se qualcuno gli avesse chiesto di fare dieci flessioni, probabilmente non ci sarebbe riuscito. “Immagino qualcuno…”
“Due in quattro anni” dichiarò Boone. “Ed erano persone che prima di trasferirsi si erano fatte almeno un paio di estati in villeggiatura. Uno di loro era addirittura pensionato.”
Nick annuì senza dire nulla. Dopo un po’ aprì la bocca, ma lo Sceriffo parlò per primo.
“Ragazzo, mi capiti in città dal nulla. Compri una casa senza proprietario e senza nemmeno passare prima a vedere se effettivamente stai comprando uno chalet e non un rudere senza più il tetto. E ti fai trovare ubriaco marcio… quanti giorni dopo l’arrivo?”
Il volto di Nick avvampò per la vergogna, così pungente da mettere in secondo piano l’evidenza che Boone aveva condotto approfondite ricerche su di lui. Provò l’impulso di abbassare lo sguardo. Lo Sceriffo non aveva detto nulla di sbagliato, non si era inventato una scusa per cacciarlo. Aveva osservato la realtà e fatto due più due. Ma Nick sapeva che quella non era la realtà, ma una visione fuorviante della stessa. E allora, se lui sapeva come erano andate le cose, perché non si giustificava con lo Sceriffo? Perché nemmeno lui sapeva gran ché.
Stava andando nel panico. Riconosceva la sensazione di vuoto che si dipanava nella pancia e poi su fino alla gola, togliendogli il fiato. Poi però ricordò lo sguardo tutto sommato benevolo di Boone. Il modo in cui era tornato nell’ufficio con tutto ciò che poteva dargli per tirarlo un po’ su. Forse poteva salvarsi. Sarebbe stato faticoso ma c’era qualche possibilità. Trasse un respiro profondo, alzò lo sguardo e parlò.
“Vede, io non ho mai concluso trattative del calibro di questa. Intendo acquistare una casa. E Dio sa quanto odio le faccende che riguardano il denaro”. Gli raccontò brevemente gli ultimi confronti con il padre e la madre. “Credo che la mia sia semplice incoscienza. E quanto a stamattina… e ieri sera… beh, può chiedere al chiosco e le diranno che ho bevuto un paio di birre e niente di più.”
“E dopo? Hai preso qualcosa, magari.”
“No” disse seccamente Nick, scuotendo il capo. “Non mi drogo, Sceriffo. Se vuole posso sottopor-”
“È piuttosto evidente il tuo stile di vita” lo interruppe Boone. “Sei a posto.”
Nick annuì abbassando lo sguardo. Un punto per me, pensò.
“Ma anche se sei a posto, non puoi dormire per strada. E non puoi provocare risse.”
Nick avvertì il vuoto accelerare il suo corso. Ora il petto ne era invaso, ed era una sensazione orribile. Un punto per lo Sceriffo Boone.
“Non so perché quell’uomo mi abbia aggredito” disse.
Ci fu una pausa.
“Cristo” disse lo Sceriffo, “non riesco a vederti come un pericolo, ma ho imparato a non fidarmi delle impressioni. Chi mi garantisce che non sarai motivo di noia per me e i miei collaboratori?”
Nick, ormai disperato e convinto di aver perso la battaglia – si stava immaginando mentre ritornava, la coda fra le gambe, a bussare alla porta di casa – stava per ribattere, quando qualcuno bussò alla porta.
Lo Sceriffo si voltò e fissò il vetro per un istante. Poi disse: “Avanti”.
La porta si aprì, e sulla soglia comparve un agente. “Sceriffo, il Signor Collins vorrebbe parlarle. Ora.”
“Che tempismo!” disse Boone abbandonandosi sullo schienale.
“Fallo entrare” aggiunse.
Serie: Buio al tramonto
- Episodio 1: Versioni dei fatti
- Episodio 2: Arrivederci
- Episodio 3: Il primo sogno
- Episodio 4: Il servitore
- Episodio 5: Emorragia
- Episodio 6: (Quasi) in manette
- Episodio 7: Salvato all’ultimo
- Episodio 8: Rottura
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