Sangue nobile

Serie: Helena Everblue


Erphinia, corpulenta nobile di bassa categoria, era giunta su un’ isola che non era sua. La Requoll l’aveva scaricata in un regno per lei alieno. Se quanto aveva letto negli scritti del Primo Sacro Sacerdote era vero, la casata Everblue, saldamente al comando da innumerevoli generazioni, rappresentava la sola speranza per il futuro. Da sempre. 
Doveva incontrare il re. La scoperta dell’improvvisa morte della regina l’aveva inizialmente sconvolta, mettendo per in chiaro che il suo arrivo su quell’isola non era casuale. Il Fato l’aveva convocata.

Il poco oro che era riuscita a conservare, le permise di pagarsi una camera in un albergo. Trascorse giorni preparando con cura le parole che avrebbe rivolto al sovrano. Esisteva la possibilità che questi rifiutasse quanto aveva da dirgli, in ta caso gli avrebbe spiegato che erano parole sacre di un uomo vicino al Creatore.

Giunse la mattina del sesto giorno. Qualcuno bussò alla porta. Erphinia s’infilò in un abito dalla fantasia floreale e andò ad aprire convinta fosse il gestore della pensione desideroso d’incassare quanto avevano pattuito. Si sbagliava. Davanti a lei stava l’uomo più vecchio che avesse mai visto; pelle scura e denti d’avorio.

«Buongiorno, amica» le disse inchinandosi in maniera fin troppo teatrale. «Sei la nipote del fu consigliere reale Erphinio Cowlow?».

«Amica?!» Il donnone arricciò il naso. «Chi lo vuole sapere?».

«Perdona la scortesia.» L’uomo nero sorrise con occhi vuoti. Indossava un elegante abito gessato e teneva una cartelletta sottobraccio; la aprì davanti alla donna per mostrarle un foglio di carta, uno stemma. Occhi blu su sfondo nero. «Io sono Geremia, e parlo a nome di sua maestà Hector Everblue».

Al suono di quelle parole, il donnone prese a rovistare tra i suoi effetti personali.

«Ecco!» disse sventolando Contro il Male e l’Oscurità. «Questo apparteneva a mio nonno. Qui dentro c’è la soluzione a tutti i nostri problemi».

«Bene bene.» Il sorriso di Geremia aveva lasciato il posto a un’ombra sulle labbra. «Sua maestà non vede l’ora di scoprirla».

Erphinia non si fece trovare impreparata. «E io di rivelargliela».

«Andiamo quindi!» L’uomo nero le fece cenno di precederlo. «Il cielo oggi fa le bizze. Credo proprio che si stia alzando una tempesta con i fiocchi».

***

Pesanti colpi sconquassarono il legno massiccio del portone d’ingresso di palazzo Everblue. Jade si alzò dallo sgabello sul quale si era seduta.

«Un attimo! Non bussate così forte, sto arrivando».

Nell’avvicinarsi al portone accarezzò l’elsa della sua lunga spada ricurva: avrebbe deciso se utilizzarla una volta visto chi si celava oltre la soglia.

Quel che vi trovò fu una donna enorme. La faccia simile a una luna butterata; tonda e piena, bianca e rossa. Tolta la mano dalla spada, la invitò a entrare.

«Lasciate che mi presenti» esordì il donnone «,il mio nome è Erphinia della Seconda Casata, ultima erede del consigliere Cowlow. Il signor Geremia mi ha portato qui, devo assolutamente parlare con sua maestà».

«Geremia l’ Osservatore? Mmmh, nessuno mi ha informato, ma poco importa. Quello che deve dire a sua maestà lo può dire a me».

La nuova arrivata si esibì in un inchino sgraziato. «Ahhh, lei è la regina! No, aspetta, la regina è morta, quindi lei non è nessuno e io non le devo dire un bel niente».

«Mi ascolti bene, lady Ersinia» replicò Jade con fare stizzito. «Ha due alternative: parlare con me, oppure con la mia spada».

«Innanzitutto vediamo di stare calmi».

Jade indicò una sedia con un cenno del capo e il donnone vi si abbandonò con tutta la sua straripante mole.

«Bene. Per cominciare può dirmi da dove viene».

«Da uno sputo di catarro che galleggia tra le acque del mare esterno. Alcuni la chiamano Newcity, ma la verità è che non è altro che un lurido postaccio vecchio!».

«E il motivo per il quale si trova qui oggi?».

«Una strana malattia ha cominciato a mietere vittime nel sud del mio paese. Un morbo tremendo che colpisce i fanciulli».

«Se il problema è questo, manderemo i dottori di corte a controllare».

«Dottori?! Non mi prenda per stupida. Per il momento le uniche vittime sono la prole dei pezzenti, e la cosa potrebbe anche andar bene che di certa feccia è meglio liberarsene, però…».

«Potrebbe trattarsi di qualche problema di alimentazione, forse scorbuto».

«Ho appena detto che non deve prendermi per stupida!» replicò il donnone digrignando i denti come un animale selvatico. «Lei sa benissimo dove sta il problema».

«Va bene, cosa vuole che le dica?» Jade avrebbe voluto apparire sicura di sé, ma gli angoli della sua bocca mostravano una realtà ben diversa. «La regina è morta e non possiamo fare nulla! La stirpe è spezzata. Se il Creatore ha deciso che dovrà essere oscurità, oscurità sarà».

«Non dobbiamo arrenderci!» replicò Erphinia.

«Sua maestà la regina è morta nel concepire una femmina!» Jade alzò le braccia al cielo. «Avete capito bene? Una femmina!».

«Quindi non possiamo far altro che attendere la morte di re Hector e l’arrivo dell’oscurità?».

«Lo vuole il destino».

«Ecco l’errore! Abbiamo ancora due custodi dagli occhi di tempesta».

Jade scosse il capo inorridita. «Ciò che state insinuando è osceno».

Erphinia della Seconda Casata mostrò a Jade le Sacre Scritture. «Alla riga numero 19, il Primo Sacerdote aveva previsto la possibilità della mancanza di un erede maschio. Nel malaugurato caso la regina muoia avendo messo al mondo solo femmine, si legge testualmente, il re dovrà procedere con la pratica dell’incesto. Contro l’oscurità».

*** 

Gli archetti accarezzavano le corde nel melodioso canto, mentre piedi avvolti in pregiate calzature si muovevano al ritmo della danza. Erphinia della Seconda Casata non avrebbe mai permesso che il suo corpo si abbandonasse alla gioia della festa. Oltre il suono dell’orchestra, poteva sentire lo scoppiettio dei fuochi d’artificio. Non aveva tempo per soffermarsi ad ascoltare, doveva vedere. In fondo quanto stava per accadere era anche merito suo. Si fece largo sgomitando tra la gente che affossava il grande salone del palazzo di sua maestà. Il re stava per presentare pubblicamente la sua futura sposa e lei non avrebbe perso l’occasione di trovarsi in prima fila. 
Nell’aria l’attesa era palpabile; ogni sguardo, ogni minimo tremolio di labbra, tutto era rivolto a quel solenne avvenimento.

***

«Padre!» biascicò Helena con la voce incrinata da un nodo che le stringeva la gola. «Non ce la faccio».

«Gli invitati non aspettano altro che vederti» replicò il vecchio sovrano, massaggiandosi distrattamente la lunga barba argentata. «Dovresti sforzarti di sorridere. Oggi è il giorno del nostro fidanzamento. I festeggiamenti non termineranno che all’alba».

«Non c’è nulla da festeggiare, padre. O forse dovrei chiamarvi marito?».

«Pensi che per me sia facile? Quello che stiamo per fare è necessario. Siamo tutto quel che resta del sacro cuore nobile. Dare i natali al prossimo Everblue è il nostro dovere nei confronti del popolo. Contro l’oscurità».

Una singola lacrima disegnò un triste sfregio sulla guancia destra di Helena. «I miei occhi, non sono forse blu?».

«Perdonami, non riesco a capire».

«Avrei potuto ergermi io come muro contro le tenebre».

«Fossi stata maschio lo avresti fatto, ma…Beh, il destino a volte è beffardo! Purtroppo sei nata femmina».

Serie: Helena Everblue


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni

  1. Ecco una domanda finalmente ha risposta, abbiamo ritrovato la cicciona. Ti dico la verità l’incesto è stato difficile da digerire, ma apprezzo il coraggio di descrivere con distacco una pratica che nella società di tua invenzione e accettata.
    Il resto è veramente ben fatto, mi è piaciuto molto, leggo questa serie con vero gusto.
    E’ originale e imprevedibile.

    1. Sei troppo gentile, Alessandro! Comunque, per ora, l’incesto rimane solo sulla carta. Il vero segreto di Helena è la sua salvezza e la sua condanna. E, ti assicuro, niente soluzioni fantastiche; tutto plausibile, per quanto assurdo. Ma questo (E altro) nella seconda stagione.

  2. “«Non c’è nulla da festeggiare, padre. O forse devo chiamarvi Marito?»”… niente, sei pericoloso! Ahahahah A questo punto mi viene facile pensare che la povera Helena si sia “rifugiata” a Newcity per non concretizzare il matrimonio. Ma chissà se con l’ultima puntata di stagione le cose risulteranno ben diverse. Con te bisogna aspettarsi di tutto! 🙂 Grande come sempre, Dario!

  3. Ciao Dario, la “bella” e invadente Signora somiglia a quella incontrata al mercato del pesce 😉 La storia di Helena inizia a delinearsi, alcune domande trovano risposta. Altre matasse devono ancora essere dipanate. Attendo il finale di stagione, nella speranza di poter leggere la seconda il prima possibile: sono sicura che lascerai i tuoi poveri lettori senaza soddisfare del tutto l’appetito.

  4. Il mistero continua ad essere fitto, nonostante i frammenti legati al passato di Helena e l’importante accenno sulla casata, mi chiedo se Helena si trovasse a Newcity per sfuggire al matrimonio, visto che il vecchio lo aveva pianificato sin dalla nascita della figlia, proprio per avere sto maledetto erede maschio, e poi gli occhi legati all’oscurità, che penso abbia qualcosa a che fare con la moria dei bambini… Va beh, troppe domande, sul racconto in sé, beh, ormai si sa, riesci sempre a tenere tutti sulla corda!

    1. Ciao Antonino, naturalmente il motivo della fuga di Helena è proprio questo, penso sia più che condivisibile. Forse il padre aveva pianificato tutto già dalla nascita di Helena, ma la convinzione che solo un sovrano maschio dagli occhi cobalto possa salvaguardare il mondo, certamente pesa. Con il finale di stagione, grosse sorprese!?

  5. Sn le 01:41 minuti, lo dico per evidenziare tutta la voglia di leggere la nuova puntata.
    Mia ha preso molto questa nona puntata anche se mi ha ftt un notevole ribrezzo sta cosa del padre-marito. Mi sa che pure tu ti sei ftt.prendere dallo spirito malato.l Martin XD

    1. Capisci il motivo per il quale Helena ha deciso di rifugiarsi a Newcity? Poveretta, mi dispiace per lei…E sapessi quante gliene devono ancora capitare!?
      Probabilmente c’è un po’ di Martin anche in me (però sono molto più magro), ma le mie storie sono sempre state un po’ malate.?