Sangue nobile

Serie: Helena Everblue

Nel silenzio quasi innaturale di un’uggiosa mattinata novembrina, il triste rintocco di campane si levò come una lugubre sinfonia. Hector Everblue si alzò dalla poltrona in cui stava sprofondando. Prima si massaggiò la lunga barba brunastra chiazzata d’argento, quindi si stropicciò le palpebre. Nell’ultimo periodo non aveva dormito che poche ore. La tensione attraversava i suoi nervi come elettricità statica, rizzava la peluria che gli ricopriva le braccia. Le campane tintinnavano il loro messaggio di morte.

«Allora, Jade?» La giovane donna che con passo mesto lo aveva raggiunto nel grande salone, era una statua di tendini, muscoli d’ebano.

«Mi dispiace, maestà» gli rispose chinando il volto. «Sua moglie non ce l’ha fatta.»

Hector sospirò. «Il bambino sta bene?»

La dama nera annuì. «Il sangue nobile scorre nei suoi grandi occhi, proprio come ogni Everblue prima di lei.»

Il volto severo del re scivolò in una smorfia incredula. «Lei?! Ti prego Jade, dimmi che ho capito male.»

«Vostra figlia vi somiglia tantissimo. Ha dei bellissimi occhi blu.»

****

Pesanti colpi sconquassarono il legno massiccio del portone d’ingresso di palazzo Everblue. Jade buttò un’occhiata alla piccola Helena che giocava rintanata in un angolo.

«Un attimo! Non bussate così forte, sto arrivando.»

Nell’avvicinarsi al portone accarezzò l’elsa della sua lunga spada ricurva: avrebbe deciso se utilizzarla una volta visto chi si celava oltre la soglia.

Quel che vi trovò fu una donna enorme. La faccia simile a una luna butterata; tonda e piena, bianca e rossa. Tolta la mano dalla spada, la invitò a entrare.

«Lasciate che mi presenti» esordì il donnone, «il mio nome è Erphinia della Seconda Casata e sono qui perché devo incontrare il re, a tutti i costi.»

«Quello che deve dire a sua maestà lo può dire a me.»

La nuova arrivata si esibì in un inchino sgraziato. «Ahhh, lei è la regina! No, aspetta, la regina è morta, quindi lei non è nessuno e io non le devo dire un bel niente.»

«Mi ascolti bene, lady Ersinia» replicò Jade con fare stizzito. «Ha due alternative: parlare con me, oppure con la mia spada.»

«Perdinci! Vediamo di stare calmi.»

Jade indicò una sedia con un cenno del capo e il donnone vi si abbandonò con tutta la sua straripante mole.

«Bene. Per cominciare può dirmi dove si trova questa fantomatica Seconda Casata, non credo di averla mai sentita nominare, prima di oggi almeno.»

«Beh, questo glielo posso anche dire. Si tratta di una casata minore, originaria di un’isola che alcune carte rifiutano perfino di riportare. Uno sputo di catarro che galleggia tra le acque del mare esterno. Alcuni la chiamano Newcity, ma la verità è che non è altro che un lurido postaccio vecchio!»

«E il motivo che vi ha portato qui oggi?»

«Una strana malattia ha cominciato a mietere vittime nel sud del mio paese. Un morbo tremendo che colpisce i fanciulli.»

«Se il problema è questo, manderemo i dottori di corte a controllare.»

«Dottori?! Non mi prenda per stupida. Per il momento le uniche vittime sono la prole dei pezzenti, e la cosa potrebbe anche andar bene che di certa feccia è meglio liberarsene, però…»

«Potrebbe trattarsi di qualche problema di alimentazione, forse scorbuto.»

«Ho appena detto che non deve prendermi per stupida!» replicò il donnone digrignando i denti come un animale selvatico. «Lei sa benissimo dove sta il problema.»

«Mi illumini!» Jade avrebbe voluto apparire sicura di sé, ma gli angoli della sua bocca mostravano una realtà ben diversa.

«Cosa succederà alla morte del sovrano? Cosa diamine succederà quando la protezione del sacro sangue blu verrà a mancare?»

Jade, le mani appoggiate ai fianchi e un sorriso sbilenco a ferirle il viso, ascoltava le parole che uscivano dalla bocca a cuore del donnone. Ma in un istante fu il silenzio a calare nella sala. I minuscoli occhietti di Erphinia si spalancarono, perdendosi tra le sfumature bluastre di quelli di Helena.

«Quando si sparse la notizia che la regina era morta senza lasciare un erede maschio, ho temuto per il peggio» continuò il donnone. «Trovare un’altra donna che custodisse la benedizione degli occhi di tempesta sarebbe stato impossibile e con la morte di re Hector, l’ultimo degli Everblue, l’oscurità avrebbe invaso il mondo. Ma ora, davanti a questa bambina, mi rendo conto che non tutto è perduto. I suoi occhi! I suoi meravigliosi occhi! La speranza vive. Sia ringraziato il Creatore.»

Il mezzo sorriso di Jade vacillò. «Anche se le vostre parole corrispondessero a verità, dovrei tagliarvi la testa seduta stante.»

«Oh, ma tu sai che è la verità e sai anche che, in un modo o nell’altro, la dinastia degli Everblue dovrà continuare; ergersi come un muro che ci protegga dalle tenebre. La benedizione degli occhi nobili. Così è sempre stato e così dovrà sempre essere. Chiusi in questo palazzo è difficile rendersene conto, ma il mondo sta cadendo a pezzi! Questa bella principessina dovrà proprio darsi da fare.»

****

Gli archetti accarezzavano le corde nel melodioso canto, mentre un’infinità di piedi avvolti in pregiate calzature si muovevano al ritmo della danza. Erphinia della Seconda Casata non avrebbe mai permesso che il suo corpo si abbandonasse alla gioia della festa. Oltre il suono dell’orchestra, poteva sentire lo scoppiettio dei fuochi d’artificio. Non aveva tempo per soffermarsi ad ascoltare, doveva vedere. In fondo quanto stava per accadere era anche merito suo. Si fece largo sgomitando tra la marea di gente che affossava il grande salone del palazzo di sua maestà. Il re stava per presentare pubblicamente la sua futura sposa e lei non avrebbe perso l’occasione di trovarsi in prima fila.
Nell’aria l’attesa era palpabile; ogni sguardo, ogni minimo tremolio di labbra, tutto era rivolto a quel solenne avvenimento.

****

«Padre!» biascicò Helena con la voce incrinata da un nodo che le stringeva la gola. «Non ce la faccio.»

«Gli invitati non aspettano altro che vederti» replicò il vecchio sovrano, massaggiandosi distrattamente la lunga barba argentata. «Dovresti sforzarti di sorridere. Oggi è un bel giorno; il giorno del nostro fidanzamento. I festeggiamenti non termineranno che all’alba.»

«Non c’è nulla da festeggiare, padre. O forse dovrei chiamarvi Marito?»

«Pensi che per me sia facile? Quello che stiamo per fare non è piacevole, ma è necessario. Siamo tutto quel che resta del sacro cuore nobile. Dare i natali al prossimo Everblue è il nostro dovere nei confronti del popolo. Contro l’oscurità.»

Una singola lacrima disegnò un triste sfregio sulla guancia destra di Helena. «I miei occhi, non sono forse blu?»

«Perdonami, non riesco a capire.»

«Avrei potuto ergermi io come muro contro le tenebre.»

«Fossi stata maschio lo avresti fatto, ma…Beh, il destino a volte è beffardo! Purtroppo sei nata femmina.»

Serie: Helena Everblue
  • Episodio 1: La fanciulla senza nome 
  • Episodio 2: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
  • Episodio 3: Un uomo buono
  • Episodio 4: Pietà per gli ultimi
  • Episodio 5: Il disagio numero uno 
  • Episodio 6: Nani scaltri e misteriose femmine
  • Episodio 7: La dama nera
  • Episodio 8: Legami indissolubili
  • Episodio 9: Sangue nobile
  • Episodio 10: Amore e vendetta
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    Commenti

    1. Giuseppe Gallato

      “«Non c’è nulla da festeggiare, padre. O forse devo chiamarvi Marito?»”… niente, sei pericoloso! Ahahahah A questo punto mi viene facile pensare che la povera Helena si sia “rifugiata” a Newcity per non concretizzare il matrimonio. Ma chissà se con l’ultima puntata di stagione le cose risulteranno ben diverse. Con te bisogna aspettarsi di tutto! 🙂 Grande come sempre, Dario!

      1. Dario Pezzotti Post author

        Tu sei troppo buono, Giuseppe. Ci sarebbero alcuni passaggi da smussare, ma come tu ben sai questo non è stato un episodio facile da scrivere. 😊

    2. Micol Fusca

      Ciao Dario, la “bella” e invadente Signora somiglia a quella incontrata al mercato del pesce 😉 La storia di Helena inizia a delinearsi, alcune domande trovano risposta. Altre matasse devono ancora essere dipanate. Attendo il finale di stagione, nella speranza di poter leggere la seconda il prima possibile: sono sicura che lascerai i tuoi poveri lettori senaza soddisfare del tutto l’appetito.

      1. Dario Pezzotti Post author

        E sì, la signora è proprio quella! Per l’ultimo episodio della stagione ho in mente sorprese succulente.😁

    3. Antonino Trovato

      Il mistero continua ad essere fitto, nonostante i frammenti legati al passato di Helena e l’importante accenno sulla casata, mi chiedo se Helena si trovasse a Newcity per sfuggire al matrimonio, visto che il vecchio lo aveva pianificato sin dalla nascita della figlia, proprio per avere sto maledetto erede maschio, e poi gli occhi legati all’oscurità, che penso abbia qualcosa a che fare con la moria dei bambini… Va beh, troppe domande, sul racconto in sé, beh, ormai si sa, riesci sempre a tenere tutti sulla corda!

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Antonino, naturalmente il motivo della fuga di Helena è proprio questo, penso sia più che condivisibile. Forse il padre aveva pianificato tutto già dalla nascita di Helena, ma la convinzione che solo un sovrano maschio dagli occhi cobalto possa salvaguardare il mondo, certamente pesa. Con il finale di stagione, grosse sorprese!😊

    4. Daniele Parolisi

      Sn le 01:41 minuti, lo dico per evidenziare tutta la voglia di leggere la nuova puntata.
      Mia ha preso molto questa nona puntata anche se mi ha ftt un notevole ribrezzo sta cosa del padre-marito. Mi sa che pure tu ti sei ftt.prendere dallo spirito malato.l Martin XD

      1. Dario Pezzotti Post author

        Capisci il motivo per il quale Helena ha deciso di rifugiarsi a Newcity? Poveretta, mi dispiace per lei…E sapessi quante gliene devono ancora capitare!😂
        Probabilmente c’è un po’ di Martin anche in me (però sono molto più magro), ma le mie storie sono sempre state un po’ malate.😉