
Sayonara
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Era passato qualche giorno dalla partenza di Kyoudai. Di giorno Aoi adempiva ai suoi compiti perché a non far niente il tempo passava più lentamente, ma le sere al buio da sola sembravano interminabili. Restava sdraiata in veranda a osservare le stelle con la sensazione che l’alba non sarebbe mai arrivata. Non riusciva a dormire in camera, aveva dovuto portare il futon lì dove passava le serate con il ragazzo. Sentiva la sua mancanza come dei rovi che le stringevano il petto.
Nonostante i suoi pensieri, il sole sorgeva sempre finché un’alba portò con sé delle carrozze. Fu stupita di vedere sua madre scortata da soldati e servitori quanto la donna lo fu di trovare la figlia a dormire in un posto che non era consono al riposo.
“Che stai facendo?”
“È passato già un mese?” Si chiese spaventata Aoi.
“Tre settimane. Ormai il daimyo del regno del nord non ti vuole più, non sarà una settimana a fare la differenza per te. Torni a casa.”
“No!” Rispose lei di getto.
“Aoi che ti prende? Sei forse impazzita?”
“Dovevate aspettarvelo, madre. È una delle cose che succede ai prigionieri che restano in cella a patire la solitudine!”
“Non sei né prigioniera né in cella, non essere sciocca. Preparati adesso.” Scacciò le sue parole con la mano, poi diede l’ordine ai servitori di raccogliere i bagagli della figlia.
“Aspettate! Non potete!!” Urlò la giovane, in preda al panico. Doveva aspettare Kyoudai e dovevano scappare insieme.
“Aoi, smettila di dare fastidio!” Le ordinò la madre, vedendola correre a tirar via i suoi vestiti dalle mani delle serve.
“Ho detto che voglio restare qui!”
“Per gli dei… non è stata una buona idea lasciarti sola, quello stupido uomo ha rinunicato al matrimonio e tu sei ancora più intrattabile di prima. Portatela nella carrozza e tenetela buona.”
Così le guardie furono costrette a trascinarla via mentre lei urlava, alternando minacce a preghiere e richieste di compassione, ma nessuna delle sue parole venne ascoltata.
~•~
Rientrata a palazzo, Aoi aveva smesso di sorridere. Per la servitù era normale, con loro era sempre stata musona e antipatica, ma in cuor suo sentiva di essere diversa. Di notte non riusciva più a dormire e durante i pasti mancava di appetito. Era triste come mai si sarebbe immaginata di poter essere e nemmeno il suo amato giardino fiorito riusciva a risollevarle il morale. Aveva avuto tutto e lo aveva perso.
Una donna nelle sue condizioni riconosceva chi stava provando la stessa cosa e a posare gli occhi su Kiyo capì che entrambe stavano soffrendo. Fu questo a farla avvicinare, provando empatia per la prima volta in vita sua.
“State ancora dipingendo?”
La giovane si alzò di scatto, inchinandosi. “Oh, sì! Le piace?” Le mostrò il dipinto che raffigurava il daimyo.
“Mio fratello non è così bello, temo che l’abbiate migliorato.”
“Non oserei mai contraddirla mia signora, ma non credo che al mondo non esista una persona più bella di suo fratello.”
“Invece c’è!” Ed era il suo Kyou. Il ricordo fu tanto doloroso da farla piangere. “Per una donna innamorata è impossibile dichiarere il contrario. Sembra sempre che il proprio amato sia il migliore.”
“Signorina…” La giovane concubina cercò velocemente un fazzoletto. “Non piangete. Nessuno merita le lacrime di una donna come voi. Lo so che l’amore può essere doloroso, ma se custodite nel cuore le vostre gioie, allora vedrete che i vostri affanni svaniranno.”
“Non mi sembra per niente sensato quello che dite.”
“Avete ragione, sono una stupida! Ma ogni volta che penso al suo sorriso mi si scalda il cuore.” Kiyo guardò il dipinto ed era chiaro a chi si riferiva.
“Se sentite che vi si scalda il cuore sapendo che il ricordo vi basta, allora vi invidio.”
“Ci sono cose più importanti. Io non volevo un figlio, ma ora penso che gli vorrò bene. Non sento niente nella pancia, ma nel cuore sì.”
“Quando ero piccola la mia balia rimase incinta. Per i primi mesi non si vide nulla, poi le crebbe la pancia. Ci volle molto tempo prima che disse di sentire qualcosa.”
“E lo amava? Il padre del suo bambino, dico.”
“Non l’ha riconosciuto.” Le sue storie non potevano definirsi liete.
“Oh! Allora forse io sono più fortunata e magari voi lo sarete più di me. Sono certa che l’uomo che sceglierà suo fratello sarà gentile. Lui ha buon gusto e vi vuole bene, vorrebbe il meglio per voi. Ve lo meritate, siete la sorella del daimyo.”
Eppure lei sentiva che non sarebbe stato così. Si sedette ad ammirare i fiori prima di rispondere. “Siete una brava donna, signorina Kiyo.”
“Sono una concubina, non posso essere una brava donna.”
“Sicuramente una donna più adatta di me. Sarete una buona madre. Forse è per questo che piacete tanto a mio fratello.”
“Anche suo fratello piace a me, ma sono troppo impura ormai.”
La principessa abbassò lo sguardo sulla pancia. “La mia balia ha trovato un uomo al villaggio che l’ha presa così com’era. Nel popolo può succedere. E così mio padre, pur di non riconoscere il bambino nato da una serva, ha perso un erede. Lui era quel genere di uomo, non stupisce che abbia preso in sposa mia madre. Mi hanno sempre detto che quelli inferiori a noi non valgono niente, ma di recente ho scoperto che non è vero. Noi non siamo migliori e non prendiamo sempre le giuste decisioni. È di questo che mi sono convinta.” E siccome era una donna testarda sarebbe stato impossibile farle cambiare idea.
“Siete una brava persona. È raro che una nobile parli così. L’uomo che vi avrà accanto sarà fortunato e spero che sia in grado di meritarvi. Mi dispiace non aver avuto il tempo di conoscerla, sarebbe stata meravigliosa su una tela.”
Le venne da ridere dopo molto tempo. Trovava strano ricevere solo complimenti nell’ultimo periodo. Si ricordò del primo incontro con Kiyo e di come l’aveva giudicata male senza nessuna razionalità. Erano le idee di sua madre, la supponenza che le era stata tramandata. Si chiese se era possibile cambiare l’eredità della propria famiglia. Poteva iniziare in quel momento.
“Mi dispiace per quello che ho detto la sera in cui ci siamo viste. Siete brava a disegnare e sarebbe un piacere essere un vostro soggetto.”
“Avevate ragione invece, non sono un’artista. Non avevo mai usato nemmeno i colori, avevo solo un piccolo quadernetto e una matita regalata da una persona molto cara. Adesso ho molto di più, ma continuo a non essere un’artista, anche se il maestro dice che le migliori opere vengono dall’amore che ci mettiamo quando le facciamo.”
“Deve essere per questo che il ritratto di mio fratello vi sta uscendo particolarmente bene.” Sorrise. Di amore ce ne stava mettendo molto e quello era ben visibile.
~•~
Era giusto il giorno della partenza, Yuri sarebbe tornato a casa portando con sé la promessa sposa e le concubine. Nagatsuna era infelice, ma sapeva di non poter fare nulla per impedirlo. Sarebbe stato disdicevole separare il cugino dal figlio che desiderava riconoscere, avrebbe rischiato una rivolta. Tutto ciò che poteva fare era stare in giardino a osservare gli ospiti che si apprestavano a salire sulle carrozze.
Tutto sembrava come il giorno del loro arrivo. Yuri era vicino a Kiyo e Azumi, il daimyo era affiancato dalla sorella. Ci furono gli stessi abbracci, ma non i sorrisi. Avevano tutti un motivo per essere tristi, l’amore aveva dato e portato via molto a tutti i presenti, ognuno con le sue motivazioni.
“Vi ringrazio, cari cugini, per l’ospitalità e per la mia stupenda sposa.”
“È stato un piacere averti come ospite e spero che tornerai presto.”
Nagatsuna vide Kiyo sollevare lo sguardo e subito portò gli occhi su di lei per poterlo incrociare. Le sorrise sperando di darle sollievo, ma la fanciulla strinse gli occhi abbassando di nuovo la testa.
“Potreste venire voi a trovare me.” Stava intanto dicendo Yuri. “Per il matrimonio e quando nascerà il mio bambino.”
“Non mancano le occasioni per festeggiare.” Rispose il cugino, atono.
Non era sicuro che sarebbe riuscito a presenziare a quegli eventi. Strinse il nastro che la ragazza gli aveva donato e che aveva legato al polso. Sentì sua sorella sbuffare e si girò verso di lei. Era chiaro cosa pensasse, in fondo glielo aveva anche detto il giorno prima. Trovava stupida quella farsa e probabilmente non era la sola. Kiyo non voleva andare via, Yuri non voleva avere accanto a sé una donna che era stata nel letto di un altro uomo, Azumi non voleva una donna che la allontanasse dalle cure del signore che amava. Era chiaro a tutti, ma nessuno diceva una parola. Così gli eventi seguirono i loro corso e i due amanti si dissero addio silenziosamente mentre la carrozza si allontanava.
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
Mi è sembrato di stare in Giappone
Che onore!! Il commento più bello che potessi ricevere 🤩