Se ti svegli altrove

Serie: Carenze a fettine


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: La fine, forse...

Carnival, nel frattempo, si era rialzato miracolosamente e aveva chiamato dei rinforzi con la trasmittente.

Praticamente eravamo solo io e Clarissa contro un esercito. Ogni guerra finisce con una battaglia finale.

Clarissa è stata l’ultima donna che ho conosciuto e che mi ha subito colpito per la sua rara bellezza, una bellezza che nascondeva una forma d’arte. Lei è un capolavoro.

Il suo modo di fare, tra il simpatico e il tragico, riusciva a dare ironia anche alla sofferenza. Due diavoli come noi non potevano che incontrarsi, ma sentivo di essere l’unico vero innamorato. Io ero un povero diavolo in cerca della mia dose perduta di dipendenza affettiva e lei l’angelo custode che, con le sue ali, mi avrebbe riportato al paradiso perduto degli innamorati anonimi. Mentre mi perdevo nei ricordi e nell’incubo della mia realtà personale, accadde qualcosa che mi riportò allo stesso tempo indietro nel tempo e a un presente decisamente migliore di quell’attimo con Carnival alle costole.

 

Il dottor Klaus arrivò sulla sua vecchia Prius grigia del 1998 con uno straccio bianco sulla spalla e i suoi occhialoni tondi e spessi che si muovevano sulla scena dove io e Clarissa ci eravamo persi.

Questo straccio serve per ripulire le tracce di sangue che vi siete lasciati lungo la vita. Io sono quello che aggiusta le cose. Uno è già morto, uno lo è a metà, e lei è stupendamente viva - disse leccandosi lentamente le labbra.

Vi dichiaro marito e moglie così potrai finalmente iniziare a vivere, Bateman. È ora che tu inizi a farlo.

 

Il dottor Klaus parlava così. È stato l’inizio di tutto e anche la fine. Klaus mi aveva tirato fuori da mia madre e adesso voleva farmi rientrare dentro di lei a tutti i costi, e soltanto l’amore di un’altra donna poteva farlo. Lui era stato il mio primo medico, il primo a mettere qualche cerotto alle mie prime ferite esistenziali.

Klaus Svarzinsky, di origine russa, psicoterapeuta e psicoanalista, in parte freudiano e in parte stronzo. Ma i medici stronzi sono i migliori. Non fidatevi mai degli uomini buoni, loro non vedono l’ora che ci sia l’Apocalisse e di potervi assistere comodamente dal divano di casa accendendo la TV.

Allora Bateman, come andiamo? Vedo che si trova in una situazione in bilico tra vita e morte, tanto per usare un eufemismo. Mi dia la mano che la tiro su e, se vuole, ho con me un po’ di roba buona che tira su anche il suo morale.

Spiritoso… Spunti sempre così come un personaggio di un film d’azione?

Ma io sono un cavaliere dell’Apocalisse, Bateman. Si è forse dimenticato del nostro accordo?

- Io non ho mai fatto nessun accordo con te.

Clarissa ci guardava inebetita, come se stesse assistendo a una scena surreale.

Sì, è assurdo Clarissa, è decisamente assurdo che abbia perso tutto questo tempo per ricucire il trauma di Bateman. Il suo trauma ormai è un tumore.

Sono ancora vivo, Klaus, non dire cazzate!

Sei sempre stato un uomo che cammina mezzo morto in mezzo alla gente viva, Andrew. Devi capire quello che sei adesso. In questo posto sei solo un uomo già morto da tempo. Presto arriveranno i rinforzi a cercare Carnival e troveranno te.

Mi riecheggia nella mente: “E se ti svegli in un posto diverso e lontano resti sempre la stessa persona?

- Per poter guarire o ti innamori per sempre oppure devi morire e rinascere. Letteralmente - continuò Klaus.

- Ho ucciso io quelle persone? - chiesi tremando.

Che rumore fa un silenzio di tomba che cade? Uno schianto? O un sibilo? È quello che sembra esserci nel decimo di secondo che aspetto per una risposta. Klaus prende fiato e poi sputa fuori una risposta:

Li hai uccisi tutti. Lo hai fatto davvero, anche se non ti sembrava reale. Hai succhiato sangue a quelli che ti erano vicini. Hai tolto linfa vitale a quelli che avevi intorno pensando che non valessero nulla in confronto a te. Tu sei solo un egoista.

Ma io, io… Non sono mai stato egoista! Non mi ricordo di questo, Klaus.

Non puoi ricordare, devi sentirlo. E dopo averlo sentito, dopo aver ricominciato a far battere il tuo cuore, potrai anche ricordare chi sei davvero.

Un vento sibilante si insinuò tra di noi come se il nostro fosse un duello in un distopico Far West di emozioni. Scorse un attimo e mi trovai altrove. Passarono alcuni giorni.

E adesso scambiatevi un bacio - esclamò il prete.

Clarissa si avvicinò a me e mi accarezzò le labbra. Era vestita da sposa.

Appena mi infilò l’anello, iniziarono a scomparire le cose che riuscivo ancora a ricordare della vita di prima, al contrario, finii col dimenticarle completamente. Carnival scomparve come una nuvola delle sue sigarette e diventò un angelo. Era sempre stato il nostro angelo custode, in realtà ci stava proteggendo. All’improvviso scomparvero anche tutti i miei incubi.

Dimenticai persino il cancro di mia madre e l’assenza di mio padre. Dimenticai anche come mi chiamavo. Ogni volta che Clarissa mi accarezzava e mi cercava, ogni volta che ero con lei, dimenticavo me stesso. No, non ero più un egoista. È questo l’amore.

Mi riecheggiava nella mente: “E se ti svegli in un posto diverso e lontano resti sempre la stessa persona?” Adesso dico di no. Non resti la stessa persona.

Viviamo in una nuova casa e stiamo programmando di avere dei bambini. Mi manca l’odore della terra bruciata sotto i piedi. Sono andato via dall’inferno in questo modo, imparando di nuovo ad amare grazie a lei.

Serie: Carenze a fettine


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni