La Strega

Serie: Crocefissa


    STAGIONE 1

  • Episodio 1: La Levatrice
  • Episodio 2: La Strega

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il destino di Agnese è segnato, fra lei e la morte aleggia solo un sussurro: "Nessuna pietà di loro".

Legata, crocefissa, tratteneva con forza la sua dignità. Non aveva reso alcuna falsa confessione perché le fossero risparmiate torture. Era la sua Agnese, la creatura selvaggia che portava i capelli neri lunghi fino alla vita e danzava nella brughiera accompagnata dal vento. Una bellezza che aveva turbato le viscere di parecchi concittadini. Alcuni, più ricchi di altri, abituati a ottenere quanto desideravano. Agnese non era di questa terra. Pietro lo aveva sempre saputo.

‹‹Per pietà, padre, concedetemi di allontanarmi con i miei figli: hanno già sofferto abbastanza. Dio ne è testimone.››

Poco distante li attendeva un carretto sul quale Pietro aveva caricato i loro averi. Aveva intenzione di andarsene lontano e assicurare ai piccoli una vita senza scherni né cattiverie. Rimanendo in quel luogo avrebbero portato a vita il marchio di figli della strega.

‹‹No›› il prete rivolse lo sguardo al bambino. ‹‹Tuo figlio non ha ancora compreso l’empietà della madre, se così fosse il suo viso sarebbe bagnato di lacrime.››

Gli occhi di Giacomo erano asciutti, aridi. Guardava dinanzi a sé senza battere ciglio, le labbra strette in una fessura.

‹‹È sconvolto.›› Pietro strinse con forza la mano della piccola, Adele, cercando di rassicurarla. Era scoppiata a piangere non appena erano giunti nella piazza centrale, aggrappandosi a lui come un naufrago a un relitto. Aveva compiuto da poco quattro anni, con il trascorrere del tempo i ricordi sarebbero sbiaditi permettendole di sorridere alla vita. Giacomo era diverso. Aveva otto anni e, anche se in modo diverso, aveva ereditato il dono di Agnese. Lui, sapeva. Lui, era. Al contrario della madre non nutriva alcuna fiducia in Dio, né nel genere umano.

Pietro allungò una mano per posarla sulla spalla del figlio. Giacomo si irrigidì e il padre temette che si sarebbe svincolato, ma il bimbo non fece cenno di volersi allontanare. Chinò lo sguardo a terra, serrando i pugni. Pietro rinnovò la sua supplica. ‹‹Vi prego.››

Uno dei padri inquisitori diede fuoco alla pira e le fiamme iniziarono a lambire la figura inerme. L’odore di carne bruciata addensò l’aria, facendo fuggire parecchie delle comari che avevano condotto i figli ad assistere allo spettacolo. Agnese non gridò. Sollevò lo sguardo su di loro piegando le labbra offese nella parvenza di un sorriso. Pietro fu felice di aver distratto l’attenzione del sacerdote da Giacomo. Il bambino aveva preso un respiro profondo saggiando il fetore per imprimere nella mente ogni particolare. Carne marcia cotta allo spiedo. I suoi occhi color smeraldo erano freddi come il ghiaccio. La pira non lo stava privando solo della madre, ma dell’anima.

‹‹Andatevene›› il prete rivolse loro un cenno di disprezzo. ‹‹Oramai, tutto è compiuto. Racconta ai tuoi figli quanto è accaduto affinché non dimentichino.››

‹‹Vi ringrazio, padre.›› Pietro si inchinò in segno di gratitudine.

Prima di volgere le spalle al rogo cercò per un’ultima volta lo sguardo di Agnese. Cercò i suoi bellissimi occhi. Mosse le labbra senza emettere suono. “Nessuna pietà di loro.

Giacomo sollevò la testa di scatto, spalancando gli occhi sorpreso: lui solo, aveva visto.

Pietro afferrò saldamente entrambi i figli, obbligandoli a seguirlo verso il carro. ‹‹Dobbiamo allontanarci in fretta.››

‹‹Ma… la mamma… ›› Adele pigolò appena.

‹‹Mamma è dovuta partire per un lungo viaggio.›› Pietro si chinò per sollevarla fra le braccia. ‹‹ Dio le ha affidato un compito.››

‹‹Dio?›› Giacomo non riuscì a trattenere la rabbia. Cercò di sciogliersi dalla stretta del padre. ‹‹È Sua, la colpa.››

‹‹Non dire sciocchezze.›› Pietro lo trascinò a forza. ‹‹Non è Dio ad aver deciso. Abbi rispetto per tua madre, non infangare la sua devozione.››

Giacomo si lasciò issare sul biroccio svuotato di ogni forza. ‹‹Lei è… ››

‹‹Lo So!›› L’urlo di Pietro fece rabbrividire entrambi i figli. ‹‹Lo So.›› Tornò a ripeterlo, in un sussurro. Lo aveva sempre saputo.

‹‹Bada a tua sorella, fai in modo che non cada.›› Montò sul carro afferrando le briglie con decisione e l’asino scalpitò nervosamente. Una piccola sferzata e l’animale si avviò al trotto, ansioso di allontanarsi dal villaggio.

‹‹Non volgere lo sguardo dietro di te.››

Nessuna pietà di loro

Vorrei donare a Pietro un ultimo sorriso, posso solo offrirgli una smorfia mentre le fiamme lambiscono le mie membra. L’olezzo, Dio, è terribile. Puzzo di carne marcia arrostita allo spiedo. È quello che ha pensato Giacomo, vero? Non dimenticherà.

È strano come, invece, gli uomini dimentichino. Dimenticano che un tempo Lucifero era uno dei Tuoi serafini: il più bello. I suoi occhi erano verdi come smeraldi? Non è nato nel peccato è stata la sua presunzione a condurlo nell’oscurità. La stessa presunzione di cui si vestono i padri inquisitori ergendosi a giudici in Tua vece. Pietro ha toccato la mia natura al primo sguardo, ha saputo vedere dentro di me senza giudicare. Sono nata libera: libera di scegliere se abbracciare la luce o le tenebre. Vorrei poter ridere dei fragili fuscelli che godono dello spettacolo levando lo sguardo verso la pira. Lo farò, presto…

Hanno mai conosciuto, davvero, una Strega?

Porrò rimedio alla loro ignoranza.

Il mio corpo non ha più timore del fuoco, lo desidera. Sento la mia carne riprendere consistenza, espandersi. L’ultima corda si è spezzata, consumata dalle fiamme.

Di nuovo in piedi, posso guardare nei loro occhi spaventati. I miei brillano, Dio? Sì.

Avverto fame, sete, desiderio. Respiro l’aria densa come acqua con le narici frementi, le mie labbra si allargano lasciando spazio a denti appuntiti come pugnali. Grideranno chiedendo aiuto a Te, un Dio cieco e muto. Ho sete del sapore intenso del loro sangue, fame del loro midollo. Desidero strappare, masticare, succhiare.

Mai giocare con il fuoco, bambini cattivi…

La Strega potrebbe arrabbiarsi. 

Serie: Crocefissa


Avete messo Mi Piace7 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Avevo appena finito di dire: vedi una serie che non è fantasy e che non ha duecentocinquantamila puntate… leggendo il finale dire che mi hai smentito e mi smentirai a breve su tutta la linea ;).
    Mi sono sentita subito catapultata in quell’epoca, e la protagonista è già protagonista assoluta in soli due episodi! E questo non è da tutti…congratssss

    1. Grazie mille per le tue parole, sono contenta che questo racconto sia riuscito a conquistarti.
      Nel finale ho voluto concedere, idealmente, a tutte le anime sacrificate in nome di una falsa dottrina (quella dell’uomo, non di Dio) una sorta di rivincita.

  2. Ciao Micol!
    Innanzi tutto mi voglio scusare per il fatto di non essere stata molto attiva sul sito in questo periodo, perché in questi giorni sono davvero molto occupata scolasticamente parlando. Nonostante ciò cercherò in questi giorni di recuperare 😉😃!
    Detto questo, bellissimo racconto, hai saputo trasmettere al lettore il terrore, la voglia spietata di vendetta e la delusione della protagonista!
    Inoltre gli svariati punti di vista, come l’odio del figlio nei confronti del padre e i numerosi dettagli “crudi” sono elementi che a mio parere completano il tutto!
    Ben fatto!

    1. Ciao Elsa, sono felice che questa storia ti sia piaciuta. Quanto agli impegni, anch’io in questo periodo faccio fatica a collegarmi alla piattaforma (infatti, come noti sto rispondendo in super ritardo) e ti capisco perfettamente. Nel mio immaginario le streghe hanno un posto importante e fin da bambina non riuscivo a vederle “cattive”: il periodo dell’Inquisizione mi ha dato parecchio di cui pensare e da adulta ho voluto scrivere un racconto ambientato in quell’epoca.

  3. Quante emozioni, cara @micol-fusca, quante emozioni…..e quanta maestria nel farcele arrivare dentro la pelle, nelle viscere. Sono turbata da questa lettura, da questo movimento ondulatorio che avvicina ed allontana da una religione, dalla maledizione forte e senza appello lanciata ai carnefici, dal dipingersi come sposa e madre modello che nulla ha fatto di male e successivamente dal rivendicare il proprio poter essere Strega, il voler strappare, masticare, succhiare. Ho amato il cambio di voci narranti, e la relazione forte ed unica fra la protagonista ed il figlio. Grazie.

    1. Una dicotomia chiamata donna, angelo e demone che convivono nello stesso animo. L’energia femminile è potente, lo credo nel profondo, è tutt’ora è vista con timore. Secoli oscuri non sono riusciti a strapparla né a domarla, per fortuna.

  4. Beh, meraviglioso. Sinceramente, speravo in una svolta di questo tipo e qualsiasi lettore dotato di senso della giustizia avrebbe preferito la vendetta di una vera strega alla dipartita passiva di una giovane donna comune. Bella storia Micol, grazie!

    1. Sì, ho voluto portare un po’ di “giustizia” almeno sulla carta. Come ben sai, io sono quasi sempre dalla parte delle streghe 😀 Grazie davvero, sono felice che tu abbia apprezzato questa storia.

  5. Ho letto i due episodi, che colpiscono per intensità. Formalmente noto in entrambi la netta separazione in due, prima la voce narrante, poi la Strega in persona. Espediente che trovo ben riuscito e, forse all’nsaputa della stessa autrice, perfettamente rappresentativo del contenuto emotivo che viene trasmesso molto efficacemente: l’amore e l’odio che si alternano senza contrapporsi. Amore per la verità della giovane fata, quello rispettato dal suo innamorato che “la lascia vivere” per quello che è, poi odio senza confini, giustificato dalla letale ipocrisia del mondo. Séverine era un’anima pura, scrivevo in risposta a qualche commento sulla mia serie, e questo l’ha condannata. E Mia e Nicole sono due immagini speculari di Agnese, nome non scelto a caso per indicare la foza luminosa della verità, vissuta in tutte le sue forme.
    Perdonami Micole se mi sono permesso di citare qualcosa di “mio”, l’ho fatto solo perchè ora più che mai apprezzo i tuoi commenti, in cui vedo un parallelismo notevole di indole narrativa.
    Le tue righe hanno ravvivato, nella mia mente-schermo, il ricordo di Lady Crane in Sleepy Hollow, la madre di Ichabod.
    Posso dirti che al momento le tinte forti, molto forti che hai voluto infondere nello scritto si sentono e, forse, già prevalgono. Non so dove e come ci vorrai portare, ma una cosa mi permetto di dirla: non c’è profondità e bellezza più grande, per il mio modesto parere e al di là dello scrivere, di colei/colui che conosce i due estremi. L’essere (verbo) umano nella sua pienezza.

    1. Ciao Roberto, ti ringrazio per aver aperto il cuore e lasciato che questo racconto lo raggiungesse. Ho voluto espressamente tinte forti, per ricordare un’epoca buia in cui essere una donna libera di pensiero era visto come una devianza, segno di dedizione al Maligno. Credo che le sfumature siano importanti, le amo, le etichette non hanno ragione di esistere; tutti noi abbiamo una tale diversità da renderle vane. Siamo pezzi unici. Qui, risiede la mia passione per i personaggi imperfetti, per la ricerca del significato di “mostri” al di là di chi causa reale dolore e atrocità. Tutti noi nascondiamo un “mostro”, a volte è quello che ci rende possibile sopravvivere in occasioni estreme.
      Fin da bambina, quando mi capitava di leggere qualcosa riguardo all’Inquisizione, mi chiedevo cosa sarebbe accaduto se davvero una delle vittime al rogo si fosse rivelata una strega. Non sopportavo l’ineluttabilità di una morte innocente, perpetrata per conto della supposta volontà di un Dio lontano. In qualche modo ho voluto pareggiare i conti, anche se per un solo istante.

  6. Un racconto pazzesco, Micol! Solitamente non sono amante di generi “oscuri” però questo ha destato la mia curiosità e son contenta sia stato così. Il racconto scorre con facilità e i personaggi si dipingono facilmente nella mente. Ho apprezzato molto l’offerta dei due punti di vista, in modo da vedere quasi a 360° come procede il racconto. Chissà come sarebbe stato dal punto di vista dei padri inquisitori!
    Complimenti!

    1. Ciao Linda 😀 Sì, il racconto è oscuro ed il tema purtroppo non è completamente “fantasy”. L’ho idealmente dedicato a quelle donne che hanno perso la vita nei processi farsa svolti nel periodo dell’Inquisizione. Il fanatismo religioso, purtroppo, è un tema che non appartiene solo al passato: molte atrocità vengono commesse ancora oggi in nome di un Dio (molti sono i suoi nomi) che in realtà non ha nulla a che fare con le scelte umane. Credo che arrogarci la supponenza di interpretare il suo volere sia uno dei peggiori difetti dell’uomo.

  7. Mi piace il passaggio da Madre a Figlio, uniti dallo stesso filo di sensibilità e sapienza, distanti dalla presunzione di conoscere da che parte stia il Bene. La strega che hai raccontato vivrà nel tempo e mi vengono in mente quante di loro sono state vittime di pensieri giudicanti e atroci. Il passaggio nelle fiamme è l’atto di consacrazione della forza di questa donna insieme all’amore che ha saputo portare.

    1. Confesso di aver pensato a Giacomo, il figlio, chiedendomi se un giorno sentirò la necessità di scrivere un racconto su di lui. Sinceramente l’idea mi stuzzica, ma temo sarebbe un sovrappiù. Lo immagino diverso dalla madre, ferito, e mi chiedo se mai potrà riconciliarsi con quel Dio che in fondo non ha nessuna colpa. Grazie ancora per le tue parole, è bello sapere che i miei racconti riescono conquistare il lettore

  8. In questa storia dal sapore biblico c’è un rovescio della medaglia per quanto riguarda la simbologia del fuoco, spesso visto come strumento purificatore, uno strumento di morte che spesso si regge sull’esistenza di una giustizia personale e non divina

    1. Il fuoco ha due facce, in questo caso ha innescato un processo inverso a quello della purificazione. Si potrebbe dire che abbia rivelato la vera natura di Agnese, ma nelle mie intenzioni non è stato che il mantello indossato dal dolore, provocato dalla perdita dell’innocenza e della pietas. Una ben strana fenice, la mia strega.

  9. “Mai giocare con il fuoco, bambini cattivi…”
    ❤️ …e come si fa a non fare il tifo per la Strega?
    Grande Micol, un racconto intenso, feroce, di quelli belli tosti. L’ho letto tutto d’un fiato, schierandomi con Agnese dall’inizio! W le streghe, ed abbasso i “giudici della morale”!

    1. Il periodo dell’Inquisizione ha sempre esercitato un malinconico interesse per me, mi sono documentata sulle torture inflitte alle povere creature processate per stregoneria. Crudeltà inaudite. Ma non ho mai scambiato tutto questo per il volere divino, mi sono anzi chiesta (se esiste un Dio) quale possa essere il suo giudizio su quanto è accaduto. Purtroppo ancora oggi il mondo è pieno di “giudici della morale”, tutto ciò che è diverso ancora spaventa.

    2. Sono assolutamente d’accordo con te! Soprattutto, se ci fosse un Dio, il suo giudizio verso i suoi “paladini” non potrebbe certo essere clemente. Come disse non ricordo chi, forse Woody Allen, “non ho niente contro Dio, è il suo fan club che mi preoccupa” 😉
      Per quanto riguarda le torture, è vero: molte persone, soprattutto donne, sono state uccise crudelmente per via di pregiudizi e superstizione. Ma se ti interessa l’argomento, non so se hai già letto questo articolo http://zweilawyer.com/2018/02/06/strumenti-di-tortura-e-inquisizione/?fbclid=IwAR0U0ndtXxtyKZftg9pR3bfNS1YRiJgE9SG-v0QPVMfxYfiltld2FfPjmNI . E’ molto interessante e sfata tanti miti sull’inquisizione. Con ricerche scientifiche, storici esperti di medioevo hanno dimostrato che molti dei più famigerati strumenti di tortura in realtà non sono mai esistiti.

  10. Tanta roba. Molto evocativo, e un finale potente come questo, in questo giorno…mi fa ringraziare che da bambino ricevevo carbone 😂 . Mi è piaciuto molto il dualismo bene e male, umanizzato ad una scelta, come per noi in tutti giorni. Non si nasce buoni o cattivi, lo si sceglie in base alle circostanze e con le nostre azioni, così come una strega “cattiva” in realtà potrebbe essere buona e difendersi dall’ignoranza. Punti di vista che rendono bene e male soggettivi. Bello!

    1. Lo confesso. Mi è piaciuto pubblicare questo racconto proprio il giorno dell’Epifania, anche se adoro la Befana (come adoro tutte le streghe): mi piaceva come contrasto. Sono d’accordo con te, quando nasciamo siamo una tela bianca e sta a noi decidere quali colori utilizzare per darle vita. Il vero male si esprime quando sono altri a dipingerci senza sapere cosa nulla di noi.