Seconda stella a destra, e poi diritto fino al mattino
Serie: Le Wendy
- Episodio 1: Potresti volare con me dappertutto e scherzare con le stelle
- Episodio 2: Morire sarà una grande meravigliosa avventura!
- Episodio 3: Sono la risposta alle vostre preghiere
- Episodio 4: Se noi ci scontriamo con Uncino in aperta battaglia, devi lasciarlo a me
- Episodio 5: Era un grazioso ragazzino vestito di foglie secche e di linfa, quella che stilla dagli alberi.
- Episodio 6: Prima dimenticherai come ci si sente da bambini e poi dimenticherai anche me
- Episodio 7: Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro, io credo nelle fate
- Episodio 8: Sono l’uccello appena uscito dall’uovo
- Episodio 9: Seconda stella a destra, e poi diritto fino al mattino
STAGIONE 1
La punta dello stivale è graffiata e sbiadita, il rosso acceso è stemperato dalla polvere. Procedo a passo spedito sollevando zolle di terra morta, il fischio aumenta di intensità, una folata d’aria calda mi scompiglia i capelli. Indosso le cuffie prima che l’assordante rombo dei motori mi distrugga i timpani, una lieve musica mi accompagna nell’ultimo tratto da percorrere.
Cammino tra gli alti cubi grigi diretta alla porta d’ingresso, tutte le strutture hanno la stessa identica pianta. Dopo la prima volta è diventato più facile orientarsi. Appoggio la mano alla maniglia e osservo i piccoli Porcellini di Terra correre sulla mia pelle prima di scomparire al di là della porta.
Clack!
La sospingo aiutandomi col peso del corpo, le luci azzurre illuminano ogni millimetro del corridoio. Mi tolgo le cuffie per ascoltare il rumore dei passi che riecheggia in queste stanze insonorizzate. La mia presenza conquista ogni millimetro di questo complesso, il piacere del dominio scorre sulla pelle sollevandomi la peluria.
Le piccole We mi saettano accanto camminando sulle pareti, si intrufolano in ogni stanza ispezionando il luogo con accuratezza. Appoggio la mano destra al muro permettendogli di sfiorare con le antennine il bracciale regalatomi da Marla.
Lo schermo ovale si illumina e leggo i dati raccolti dalle mie mini assistenti:
Nessuna forma di vita presente.
Possiamo procedere con lo spegnimento della struttura.
Secondo corridoio a destra, poi dritto fino alla porta con la stella.
Annuisco e seguo le istruzioni.
L’accesso alla sala di controllo è spalancato, mi intrufolo al suo interno diretta al quadro comandi. Le piccole We guizzano veloci tra le consolle, disinnescano prima il sistema di raffreddamento, convogliano l’energia dei pannelli solari esclusivamente verso le batterie escludendole dalla rete interna, ora non è più necessario che alimentino il Grande Mostro. Al termine del processo ruoto le due manopole verso il basso e il buio mi avvolge.
Ripercorro il tragitto seguendo i piccoli Porcellini di Terra fosforescenti, il silenzio mi accoglie all’esterno.
Recupero dalla mini-borsa, cucita da Marla, i semi e li distribuisco alle piccole We che rimarranno in questa zona a lavorare. Devieranno la poca acqua sotterranea, il sistema di raffreddamento del Grande Mostro, verso l’esterno e semineranno le nuove piantine. Renderanno nuovamente fertile questa terra.
Le saluto e riprendo il mio cammino verso la base, questo era l’ultimo dei datacenter rimasti attivi intorno a casa nostra. Cerco la ruota panoramica che si staglia contro il cielo, per orientarmi.
L’arida terra acquista colore e morbidezza, intravedo i primi fili d’erba spuntare, un coniglietto saltella verso un cespuglio. Sono a casa.
We Main deve aver avvisato tutte del mio ritorno, le piccole Wendy hanno i nasini appiccicati al vetro della serra e si sbracciano per salutarmi. Mimo un bacio, le Assistenti Marla le prendono in braccio così da potermi seguire con lo sguardo fino all’ingresso.
Spalanco il portone e mi siedo col fiatone sulla panca, mi sfilo gli stivali aiutandomi con la punta del piede.
«Hai sete?» Wendy Madre compare sulla soglia, il suo sorriso cancella la stanchezza.
«Adesso vengo in cucina» faccio per alzarmi ma lei mi raggiunge con una velocità sovraumana, si blocca di colpo e perde l’equilibrio. La sostengo prima che atterri a faccia in giù sul pavimento.
«Scusami! Scusami! Non ho ancora imparato ad utilizzare l’esoscheletro» Wendy Madre, si rialza senza difficoltà.
«Chiedi a Marla di adattarlo meglio, si muove troppo velocemente per la struttura muscolare di un umano» le suggerisco.
«Le tue sorelle hanno fatto una scoperta interessante nel giardino esterno» Wendy Madre torna in cucina con me e mi porge un bicchiere stracolmo d’acqua. «Ti va di vederla prima di lavarti?»
Annuisco e la lascio intenta a preparare la cena, incrocio nel corridoio Marla07 con la cesta carica di verdure.
Risalgo le scale e sento le urla gioiose delle piccole Wendy, domani compiranno tre anni. Grazie a We Main nessuna di loro ha avuto problemi durante la crescita in vitro, sono le ultime Wendy create dalla macchina dell’Imperatore Nero. Risvegliata Wendy Madre abbiamo iniziato a smantellarla recuperando i pezzi per costruire nuove We.
Supero le stanze proibite dei vecchi abitanti del palazzo, i tesori nascosti sono marciti con i corpi dei proprietari. Ridiscendo una sontuosa scalinata scolpita nel marmo, statue di donne mi fissano prive di sentimento.
Il portone principale è spalancato e riconosco il tono saccente di WendyX2005 che spiega alle altre le abitudini di un insetto.
«WendyX2009 sei tornata!» WendyX2007 mi stringe in un abbraccio caldo e rassicurante, il profumo di casa mi avvolge e risveglia l’atavica stanchezza celata nel mio corpo.
WendyX2005 mi corre incontro e mi stringe il polso, l’eccitazione le ha colorato le guance di rosso «Viaggiatrice, guarda!» mi indica un’aiuola colorata. Dei puntini si muovono da un fiore all’altro, sono gialli e neri e hanno le zampette cariche di polline «Sono api!»
Resto a bocca aperta a fissare l’ipnotico movimento di quelle piccole creaturine, WendyX2005, la Studiosa, mi scuote il braccio «Non possono esser sopravvissute da sole, ci sono altri umani!»
WendyX2007, la Dolce, si inginocchia accanto ad un fiore per osservarla meglio. «Come possiamo comunicare con gli Altri?»
Alzo lo sguardo verso il cielo coperto da nubi cariche di pioggia. «Accendiamo la ruota panoramica, creeremo una freccia luminosa che indica la nostra casa. Ci troveranno.»
Un’ape, con le zampette cariche, si alza in volo e sparisce all’orizzonte.
Tᕼᕮ ᕮᑎᗪ
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Il titolo è una citazione tratta dal libro Peter Pan (James Matthew Barrie)
Serie: Le Wendy
- Episodio 1: Potresti volare con me dappertutto e scherzare con le stelle
- Episodio 2: Morire sarà una grande meravigliosa avventura!
- Episodio 3: Sono la risposta alle vostre preghiere
- Episodio 4: Se noi ci scontriamo con Uncino in aperta battaglia, devi lasciarlo a me
- Episodio 5: Era un grazioso ragazzino vestito di foglie secche e di linfa, quella che stilla dagli alberi.
- Episodio 6: Prima dimenticherai come ci si sente da bambini e poi dimenticherai anche me
- Episodio 7: Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro, io credo nelle fate
- Episodio 8: Sono l’uccello appena uscito dall’uovo
- Episodio 9: Seconda stella a destra, e poi diritto fino al mattino
Una serie bellissima, che si muove dentro tutte le paure di questi ultimi anni e prospetta scenari tristemente verosimili, ma con un finale inaspettatamente positivo. Complimenti e grazie per questo viaggio cupo ma doveroso.
Come scrivevamo ieri, speriamo davvero che le nuove generazioni riescano dove le vecchie hanno fatto danno. Ho voglia di leggermi qualcosa di solarpunk dopo questa serie 😀
ci sta! oppure rivedere una bell’opera di Miyazaki
Un finale che trasmette una speranza autentica dopo un viaggio duro e pieno di sacrifici. La rinascita della natura, le api e la ruota panoramica trasformata in un faro per altri sopravvissuti sono immagini bellissime, cariche di significato. Una conclusione emozionante che chiude il cerchio, ma allo stesso tempo apre la porta a un nuovo inizio. Bravissima Laura ♥
la speranza è l’ultima a morire. Grazie per aver viaggiato con me