Sei proprio tu

Serie: Un'ora prima della mezzanotte


Spesso sono i libri che cercano noi, per dirci qualcosa o semplicemente per farci sapere che esistono. Poi, quando ci trovano, non ci lasciano più. Una cosa del genere è successa a Bea, una cosa che, in fondo, non si aspettava. A lei i libri piacciono da morire, più delle scarpe, più delle borse.

Aveva trovato quel libro sullo scaffale di una vecchia bancarella, a due passi dall’ufficio dove lavorava. Era un pomeriggio d’inverno e il freddo pungeva parecchio. L’aveva beccato così, per caso, in mezzo ad una marea di altri libri. Quelle cose strane, che succedono quando gli occhi ti finiscono in un punto preciso e tu pensi: «Oddio, mi sembra proprio quello…» Poi, avvicinandosi, si era accorta che c’aveva preso in pieno. Bea, lì davanti, ci passava spesso, era più forte di lei. Quando usciva dall’ufficio, una capatina ce la doveva fare per forza, magari solo per curiosare, per sbirciare, leggere un titolo, sfogliare qualche pagina oppure semplicemente per salutare Riccardo, il vecchio gestore del banchetto. Dopodiché, dritta alla fermata della metro, per tornare a casa. Fosse per lei, la bancarella se la sarebbe comprata tutta, incollata sulle spalle e portata via, ma i soldi a fine mese erano quelli che erano, quindi non si poteva fare. Di tanto in tanto, un regalino se lo concedeva pure, Riccardo gli trovava un buon affare e glielo metteva da parte. 

«Questo mese non posso Riccà, che c’ho l’assicurazione dell’auto che scade.» 

«Stai tranquilla, se ti piace, lo tolgo, così nessuno te lo tocca.»

Alla fine, erano diventati amici. Bea aveva già sentito parlare di quel libro diverso tempo prima, però non si ricordava bene in che occasione, forse un articolo su una rivista oppure, chiacchierando, tra amici, una sera, in pizzeria. Fatto sta che a lei era rimasto in testa. Dicevano che era scritto molto bene, l’autore ancora non si conosceva benissimo, e che dentro c’erano pure delle scene decisamente forti. Ma che genere di scene e quanto forti, lo ignorava proprio. Eppure, la curiosità era rimasta tanta. Quella sera, grandissima botta di culo, il libro stava proprio lì, in bella vista. Lo afferrò al volo e lo pagò, senza nemmeno chiedere prima il prezzo a Riccardo, come faceva di solito. Se lo mise in borsa, al sicuro dentro una tasca interna e s’avviò verso la stazione, con un sorrisetto idiota stampato sul viso. Era soddisfatta. Guardando l’orologio, si rese conto di quanto fosse tardi, Marco, il fidanzato, la stava aspettando a casa dai suoi, per cenare tutti insieme, come ogni lunedì.  

Serie: Un'ora prima della mezzanotte


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Discussioni

  1. L’amore per i libri è forte quanto bello. Quando poi si tratta di un libro in particolare diventa eccitante. Infine, quando è il libro che ti chiama dagli scaffali, allora tutto diventa elettrico, tutto diventa, sì, col sorriso idiota di chi tiene stretto un po’ di felicità fra le sue mani. Seguirò gli eventi. Ciao.

  2. Un brano a dimostrazione della dimestichezza che sai avere con le parole, mi è piaciuto molto. Ovviamente son curioso di come continua, per cui clicco subito per mettere nei segnalibri!

  3. “con un sorrisetto idiota stampato sul viso”
    Chiaro! Il sorriso idiota di quando siamo innamorati. Perché, in fondo, è esattamente quello che ci capita. A me piace pensare che i libri ‘ci chiamino’, come quando giri fra gli scaffali di una biblioteca (magari senza occhiali) e sei stranamente attirato da una strana forza. È bella questa storia che parla di magia. Seguirò volentieri la tua serie.

  4. “Fosse per lei, la bancarella se la sarebbe comprata tutta, incollata sulle spalle e portata via, ma i soldi a fine mese erano quelli che erano, quindi non si poteva fare. “
    I libri ci attirano, ci chiamano e noi non possiamo far altro che rispondere e comprarli. Purtroppo, però, alcune volte succede di non avere abbastanza denaro per acquistarli e questo rappresenta un duro colpo per chi desidera quella determinata opera. Complimenti davvero, breve ma molto bello! ❤️

  5. Un attacco suggestivo, morbido e promettente, con la giusta dose di mistero. Interessante il passaggio al passato remoto “lo afferrò al volo” in concomitanza alla scoperta del libro, come se quel momento comportasse un passaggio di livello e di registro, se non un punto di non ritorno all’interno della struttura.
    L’atmosfera è invitante, come l’amore per “…i libri che cercano noi.” In gamba con questa nuova serie.