
Selezione naturale
Serie: La Buonanotte di Caino
- Episodio 1: Il domani in tasca
- Episodio 2: La materia degli incubi
- Episodio 3: Selezione naturale
STAGIONE 1
Eravamo in quattro.
Due di noi erano ladri e bugiardi, il terzo un assassino.
Il quarto si chiamava Abele ed era mio fratello.
La storia la conoscete, dai, non fatemi diventare come uno di quei vecchi dalla memoria avvizzita.
Il fatto è che Darwin non ha scoperto nulla.
Siamo stati noi, la mia famiglia e io, a insegnarvi come stanno le cose, a inculcarvi la cazzo di selezione naturale.
Perché il mondo è come la casa dove sono cresciuto: tre peccatori e un morto.
Se siete ancora qui, significa che non siete belle persone.
Nessuno di voi.
Certo, magari fate le maratone Telethon e adottate i panda a distanza.
Vi battete per la sorte delle balene, per il cibo senza glutine, per i protocolli di Kioto.
La plastica.
La gender equality.
Vi scegliete una causa qualsiasi e fate scintillare il distintivo sotto il sole, complimentandovi tra voi coi pollici alzati e i cuori e le faccine sorridenti.
Poi, quando nessuno guarda, i mostri strisciano fuori.
Pensateci, scavate a fondo nei ricordi.
Almeno una volta, avete tradito.
Almeno una volta, avete rubato.
Avete mentito.
Avete aperto cassetti che non avevate il permesso di aprire, letto messaggi che non erano per voi.
Avete sorriso a qualcuno, per poi pugnalarlo con parole affilate, scambiando sguardi complici con altri come voi.
Avete giudicato senza conoscere e vi siete vantati allo specchio, per l’adamantina purezza della vostra morale.
Come lo so?
Perché siete qui. Se foste chi dite di essere, la terra sarebbe irrigata dal vostro sangue, come accadde a mio fratello.
Non offendetevi, non prendetevela.
Si tratta di una mera questione matematica.
Tre su quattro, ricordate?
Siete sporchi, oppure siete il quarto, quello che manca.
Che senso ha condannarvi a vicenda, quando in fondo siete fratelli?
Marchiati da quel gene di meschinità che vi tiene in vita, lo stesso che vi permette di arrivare a domani, quando magari vi verrà il capriccio di fare qualcosa di bello e indimenticabile.
Siete come me.
Per questo mi piacete così tanto.
Serie: La Buonanotte di Caino
- Episodio 1: Il domani in tasca
- Episodio 2: La materia degli incubi
- Episodio 3: Selezione naturale
Grazie Ely
Un po’ nichilista, ma bello lo spunto preso dalla Bibbia…
Grazie!
Ciao Ferdinando, bel colpo. Diretto e preciso.
Mi è piaciuto molto lo stile crudo e asciutto.
Alla prossima lettura!!!
Grazie infinite Fabio
Davvero un inizio che colpisce, gestito in modo magistrale, coinvolge.
Ti ringrazio di cuore Chiara!
“Vi scegliete una causa qualsiasi e fate scintillare il distintivo sotto il sole, complimentandovi tra voi coi pollici alzati e i cuori e le faccine sorridenti.”= MAGISTRALE!!!
Wow…
Rabbioso ma reale.
WOW Francesca, grazie davvero delle tue parole!
Scorrevole, interessante e il messaggio che trasmetti nn è banale e riesci a farlo in maniera velata. Ottimo inizio!
Originale ed intenso. Dritto al punto come piace a me. Inoltre fa riflettere. In poche righe ci mette di fronte a noi stessi,alle nostre colpe piccole o grandi che siano. Ferdinando hai proprio trovato l’inizio perfetto.
Ti ringrazio Silvia, in realtà le buonanotti di Caino sono per lo più delle non-storie, a parte “Il domani in tasca”, per il resto l’idea era di tentare di narrare una coscienza (piuttosto contorta) e non una storia.
Spero ti piacciano!
veramente molto vero e bello.
Grazie Mauro
Complimenti, non ho letto tutti i racconti di questo “Blog” ma per adesso sei quello che più mi ha fatto emozionare. La tua scrittura possiede una certa musicalità e una genuinità che rapisce il lettore. Non male davvero, continua così.
Intanto ti ringrazio! In realtà le “buonanotti di Caino” erano un modo per non perdere l’abitudine alla scrittura in un momento di transizione tra il primo romanzo e il secondo. Mi fa piacere che qualcuno possa trovarli interessanti! Spero di continuare e, con un po’ di fortuna, migliorare…
Nessuno è santo e tutti siamo impuri un miscuglio di bene e male, di serio e faceto, nessuno ha la verità in tasca.Un inizio diretto, che arriva allo stomaco del lettore.